Sondaggi politici, Vannacci all’8,1%: con Fn la destra vince, ma gli elettori di Lega e FI bocciano l’alleanza
Nell'ultimo sondaggio di Sky TG24 si notano diversi movimenti interessanti negli orientamenti di voto degli italiani. Il Partito Democratico scende al 21,1%, perdendo l’1,1%, mentre Fratelli d’Italia resta stabile al 26,5%. Il distacco tra i due partiti sale quindi a 5,4 punti. La terza forza è il Movimento 5 Stelle, che cresce di 0,6 punti e si attesta al 13,2%, diventando sempre più competitivo dentro il campo largo.
Nel centrodestra si conferma invece il trend crescente di Futuro Nazionale, che guadagna altri 0,2 punti e sale all’8,1%, posizionandosi ormai davanti a una delle attuali forze della maggioranza di governo, Forza Italia, che perde 2 punti e scende al 7,3%. La Lega, di ritorno dal raduno di Pontida, dove ogni anno convergono militanti e diversi esponenti politici del Carroccio, guadagna lo 0,7% e sale al 5,1%. Un dato che resta però ben distante dai livelli di quando la Lega era una delle forze politiche centrali di questo governo. Infine, Noi Moderati perde lo 0,1% e si attesta all’1%.
Guardando invece alle aree politiche nel loro complesso, il blocco di governo formato da Fratelli d’Italia, Forza Italia, Lega e Noi Moderati si colloca al 39,9%. Un dato che salirebbe al 48,0% con l’aggiunta di Futuro Nazionale.
A sinistra, Alleanza Verdi-Sinistra si porta al 5,9%, con una crescita dello 0,1%. L’area giallorossa, composta da PD, Movimento 5 Stelle e AVS, arriva complessivamente al 40,2%; includendo anche Italia Viva e +Europa, il dato sale al 44,0%.
Nel centro, invece, Azione scende al 3,4%, perdendo 0,5 punti, mentre Italia Viva cala al 2,2%, con un -0,2%. +Europa resta stabile all’1,6%. Il Partito Liberaldemocratico si colloca all’1,1%, in calo di 0,2 punti, mentre Ora! rimane fermo all’1,1%.
Resta infine molto consistente l’area di chi non ha ancora scelto, tra astenuti e indecisi si arriva infatti al 34,1%, in aumento di 0,5 punti.
Futuro Nazionale cresce soprattutto tra gli uomini
Proprio sul partito di Roberto Vannacci emerge un dato interessante, soprattutto osservando la composizione del suo consenso. Futuro Nazionale raccoglie infatti un consenso decisamente più alto tra gli uomini, dove arriva all’11,9%, rispetto al 3,9% registrato tra le donne, dovuto, forse, alla retorica patriarcale e maschilista su cui si fonda il partito. Ancora più significativo è il dato nella fascia 18-34 anni, dove Futuro Nazionale raggiunge il 13,2%.
Primarie del centrosinistra: Schlein davanti, ma l’affluenza può cambiare gli equilibri
Un altro punto interessante riguarda le primarie del centrosinistra, dove Elly Schlein parte davanti a Giuseppe Conte e Silvia Salis, ma con un elemento che potrebbe incidere parecchio sull’esito della competizione: l’affluenza. Nello scenario di alta partecipazione, Schlein si colloca al 31%, Conte al 27% e Salis al 17%, mentre tutti gli altri candidati messi insieme arrivano al 25%. Quando invece si considera soltanto la partecipazione più sicura, il quadro cambia: Schlein sale al 38,6%, Conte scende al 22,3% e Salis si porta al 20,7%. Allo stesso tempo, la quota complessiva di elettori che dichiarano di voler partecipare scende dal 61% al 34%.
A questo punto non cambia soltanto la percentuale dei candidati, ma cambia la composizione di chi va a votare. Con una partecipazione più bassa, infatti, gli elettori del PD sembrano più propensi a mobilitarsi rispetto a quelli del M5S: voterebbe il 44% della base dem contro il 33% di quella pentastellata. Quando invece l'affluenza sale, la distanza si restringe, arrivando al 69% contro il 61%. Ancora più netto è il dato tra gli elettori PD più motivati, dove il consenso per Schlein arriva al 61%, mentre quello per Conte si ferma all’1%. In questo scenario, la partecipazione non è un elemento secondario, ma uno degli elementi capaci di modificare in maniera concreta gli equilibri della competizione.
Futuro Nazionale nel centrodestra: favore all’alleanza, ma anche una parte dell’elettorato potrebbe allontanarsi
Sul fronte opposto, invece, il possibile ingresso di Futuro Nazionale nella coalizione di centrodestra da vita a diversi animi contrastanti. Tra gli elettori di centrodestra e quelli di FN, il 51% vede favorevolmente l’allargamento della coalizione a Vannacci, mentre il 31% è contrario e il 18% non prende posizione. L’'ipotesi piace al 59% degli elettori di Fratelli d’Italia e al 56% di quelli di Futuro Nazionale, mentre tra gli elettori di Forza Italia, Lega e Noi Moderati prevalgono i contrari, al 40%, contro il 30% di favorevoli e il 30% di indecisi.
La parte forse più delicata riguarda però le conseguenze che questa alleanza potrebbe avere sugli stessi elettori di centrodestra. Tra chi è contrario all’ingresso di FN, il 18% dichiara che confermerebbe comunque il proprio voto, mentre il 13% afferma che cambierebbe scelta o si asterrebbe. La quota sale al 18% proprio tra gli elettori di Futuro Nazionale. YouTrend traduce questo dato in una stima di circa 1,8 milioni di elettori potenzialmente coinvolti, con lo spostamento indicato soprattutto verso l’astensione. Il punto, quindi, non è soltanto quanti voti potrebbe portare FN dentro una coalizione, ma anche quanti consensi potrebbe mettere in discussione tra gli elettori degli altri partiti del centrodestra.
Il giudizio sul governo Meloni peggiora: 59% di giudizi negativi
Infine per quanto riguarda il giudizio sul governo Meloni, la rilevazione registra i giudizi positivi che scendono al 33%, con un calo di 3 punti, mentre quelli negativi rimangono al 59%. Cresce inoltre di 3 punti percentuali la quota degli indecisi, che arriva all’8%. Il dato cambia di molto in base all’elettorato di riferimento: nel centrodestra i giudizi positivi arrivano all’82%, con il 93% tra gli elettori di FdI, mentre nel Campo Largo i giudizi negativi toccano il 90%. Anche gli elettori di Futuro Nazionale mostrano una posizione meno compatta rispetto al resto del centrodestra, con il 54% di giudizi positivi e il 46% di negativi.
Viene registrata dal sondaggio anche una differenza generazionale sul tema. Il giudizio sul governo è più favorevole tra gli over 65, al 40%, e tra i 50-64enni, al 38%, mentre scende al 22% tra i 35-49enni. Anche sul piano territoriale emergono differenze, con il Nord-Est al 37% di giudizi positivi e il Centro al 28%.