A Gaza 250 coppie si sono unite in matrimonio contemporaneamente: anche così si resiste al genocidio
Ci sono molti modi per resistere a un genocidio e uno di questi è anche decidere di sposarsi, nonostante tutto intorno regnino la distruzione e il terrore. A Gaza City, tra le macerie degli edifici rasi al suolo e le distese di tende che ospitano gli sfollati, 250 coppie palestinesi hanno celebrato le nozze in una cerimonia collettiva.
L'evento si è tenuto venerdì al Maritime Club, sulla costa della città, e ha offerto una rara parentesi di normalità e gioia dopo oltre tre anni ininterrotti di genocidio. Le spose indossavano abiti tradizionali bianchi e stringevano bouquet di fiori rossi e bianchi, mentre gli sposi vestivano abiti scuri, molti con la kefiah al collo, scambiandosi le promesse davanti a parenti e invitati tra musica e festeggiamenti.

Per la maggior parte dei partecipanti, il matrimonio era stato ripetutamente rinviato a causa dei bombardamenti, della perdita della casa, dello sfollamento forzato e di una crisi economica devastante che rende economicamente impossibile sostenere i costi di una celebrazione tradizionale. L'iniziativa è stata organizzata e finanziata dalla missione umanitaria degli Emirati Arabi Uniti chiamata Operation Gallant Knight 3, un programma attivo dal novembre del 2023 che finora ha distribuito aiuti alimentari, presidi medici e supporto logistico nella Striscia. Durante la cerimonia, i rappresentanti della missione hanno ribadito l'importanza di interventi che non si limitino a tamponare l'emergenza materiale, ma puntino a restituire una prospettiva di futuro e dignità alla popolazione locale, in un contesto in cui la tregua resta fragile e i raid aerei continuano a colpire quotidianamente il territorio.
Tende a Gaza allagate da un'ondata di maltempo
La festa delle 250 coppie purtroppo non è durata molto. Secondo l'ufficio stampa del governo di Gaza, circa 70mila tende che ospitavano sfollati palestinesi sono state allagate nella Striscia di Gaza ieri a causa della prima tempesta invernale della stagione. In una dichiarazione ufficiale, l'ufficio ha affermato che le perdite iniziali sono state stimate intorno ai 3 milioni di dollari. Decine di muri sono crollati e diverse persone sono rimaste ferite.

L'amministrazione di Gaza ha affermato di ritenere Israele "pienamente responsabile" di quello che ha definito un disastro causato dalla continua chiusura dei valichi e dal blocco dei materiali per la ricostruzione e la costruzione di alloggi esortando la comunità internazionale e le agenzie delle Nazioni Unite a intervenire immediatamente per proteggere gli sfollati.
L'agenzia di protezione civile di Gaza ha dichiarato che le sue squadre hanno ricevuto circa 1.500 chiamate di soccorso in sole 10 ore dall'inizio delle precipitazioni, sabato mattina presto, con livelli dell'acqua in diversi rifugi che sono aumentati di 30-40 centimetri. "Quello che temevamo si è effettivamente avverato", ha dichiarato ad Al Jazeera il portavoce della protezione civile Mahmoud Basal. "Alcuni centri di accoglienza sono stati completamente allagati e tutti coloro che si trovavano al loro interno sono stati costretti a evacuare".