Nella settimana segnata dalle discussioni sulla manovra economica e le dichiarazioni politiche sull'offensiva turca contro i curdi si registrano lievi spostamenti nel panorama elettorale. I primi tre partiti italiani- Lega, Pd e M5s – frenano nei sondaggi, restano stabili gli altri, con l'eccezione di Italia Viva di Matteo Renzi che continua a crescere, se pur di poco. In sintesi è questo il quadro fotografato dalla Supermedia settimanale elaborata da YouTrend.

I dati nel dettaglio mostrano la Lega di Matteo Salvini arretrare di 0,2 punti percentuali, scendendo al 31,6%, ma restando ancora saldamente primo partito. Il Partito Democratico cala di mezzo punto e si ferma al 19,6%, mentre il Movimento 5 Stelle abbandona sul campo uno 0,3%, attestandosi al 19,5%, quasi a pari merito con il Pd. Forza Italia resta stabile al 6,6%, sotto Fratelli d'Italia che resta fermo al 7,8% e che rallenta la crescita continuativa registrata nelle ultime settimane. L'unico partito che cresce è Italia Viva di Matteo Renzi che sale di 0,3 punti percentuali attestandosi al 4,6% e confermando il trend di crescita dell'ultimo periodo.

Sondaggi elettorali, la sfida tra le coalizioni

Se si votasse oggi l'opposizione di centrodestra sarebbe in vantaggio di poco più di un punto percentuale sulla maggioranza giallo-rossa. Se si sommano i dati delle ultime rilevazioni infatti, la maggioranza giallo-rossa (Pd, M5s, Italia Viva, Leu) fa registrare quasi il 45%, mentre il gruppo di centrodestra (Lega, Fratelli d'Italia e Forza Italia) si attesterebbe al 46%.

Cosa dicono i precedenti sondaggi elettorali

Nella settimana precedente, in cui era stata approvata la riforma costituzionale definitiva che ha tagliato il numero dei parlamentari la Supermedia di Youtrend aveva evidenziato un andamento quasi del tutto analogo a quello registrato in quest'ultima settimana. In particolare la Lega aveva perso 0,7 punti percentuali, mentre il Partito Democratico era sceso dello 0,2% andando sotto la soglia psicologica del 20%. In calo era stato anche il M5s fermo poco sotto il 20%. L'unico trend positivo era stato quello di Italia Viva e Fratelli d'Italia, che erano cresciuti rispettivamente dello 0,5%.