Il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, parla dei tempi previsti per il ritorno in Italia di Chico Forti: è atteso il suo rientro in patria dopo 20 anni trascorsi in un carcere di massima sicurezza in Florida dopo la condanna per un omicidio al quale si è sempre dichiarato estraneo. Era stato proprio Di Maio, a dicembre, ad annunciare il rientro in Italia di Forti. Oggi il ministro degli Esteri torna sulla vicenda intervenendo al Tg2 Post: “Chico Forti è stato trasferito in un altro penitenziario americano, dove si collocano i detenuti in attesa di trasferimento”. Di Maio prosegue: “Lo sentiamo ogni giorno, stiamo aspettando gli ultimi documenti amministrativi americani per poter procedere alle operazioni di trasferimento”.

Forti è quindi in un penitenziario riservato ai detenuti che sono in attesa di trasferimento, una notizia considerata positiva dallo stesso Di Maio, secondo cui la permanenza in questa struttura può essere un segnale in vista del nuovo spostamento: “Ci sono tutti i segnali affinché presto ci sia la buona notizia su Chico Forti”, afferma il ministro degli Esteri. Forti potrà rientrare in Italia dopo che il governatore della Florida ha accolto la sua istanza, negli scorsi mesi, “di avvalersi dei benefici previsti dalla Convenzione di Strasburgo”, come aveva spiegato lo stesso Di Maio a dicembre.

Chico Forti è stato accusato nel 1998 dell’omicidio di Dale Pike, imprenditore di origine australiana: il suo corpo fu ritrovato su una spiaggia della Florida. Nel 2000 era arrivata la condanna all’ergastolo per Forti, con la conseguente incarcerazione nella prigione di massima sicurezza vicino Miami. La versione di Forti è che lui sarebbe innocente e sarebbe stato vittima di un errore giudiziario, motivo per cui ha avviato una battaglia legale con l’obiettivo di tornare in Italia. La questione è stata posta, a livello politico, anche negli ultimi tempi, tanto da coinvolgere anche il segretario di Stato americano. A essere decisiva per il ritorno in Italia è stata la convenzione di Strasburgo, che permette di scontare la pena nel proprio Paese.