"Ci fa piacere sapere che c'è qualcuno che dice che ci vogliono tutti quegli anni per produrre dei banchi. Abbiamo messo 2,9 miliardi solo per settembre, per riaprire la scuola. Stiamo investendo. La scuola deve essere un'ascensore sociale. Lasciateci lavorare, stiamo lavorando sugli spazi e sugli arredi. In Italia nessuno ha mai investito soldi negli arredi scolastici. Dateci fiducia". Azzolina replica così agli attacchi di Salvini e Calenda, a proposito dell'acquisto di banchi con rotelle per garantire il distanziamento sociale.

La ministra è intervenuta alla giornata inaugurale della dodicesima edizione della rassegna culturale Ponza D'Autore, intervistata dal direttore del Fatto Quotidiano.it Peter Gomez: "Questi banchi sono entrati nelle scuole più innovative d'Italia, dal 2012. Parlate con i dirigenti scolastici che li usano: non ci gioca nessuno".

Molti però dicono che i nuovi banchi, soprattutto quelli con le rotelle, per cui è stata bandita la gara dal commissario Arcuri, non arriveranno in tempo. La ministra ha detto che ci sarà una gara europea, "non abbiamo chiesto ad una singola azienda di produrre 2 milioni e mezzo di banchi. Potranno partecipare in tanti. Servono meno polemiche perché queste terrorizzano le famiglie".

Nessuno studente sarà escluso: "Noi all'inizio avevamo un 15% di criticità, ma stiamo risolvendo tutto con alcuni passaggi. Abbiamo fatto interventi di edilizia leggera, e con 2,9 miliardi avremo molto più organico docente e Ata e stiamo cercando più spazi anche fuori da edifici scolastici, come musei e cinema". ha detto ancora la titolare di Viale Trastevere, che oggi ha firmato l'ordinanza che fissa l'inizio dell'anno scolastico al 14 settembre.

Non ci sono termoscanner negli istituti, ma i genitori sono invitati a misurare la temperatura a casa. Secondo l'esperto virologo Crisanti questo passaggio potrebbe essere problematico perché ogni apparecchio avrebbe una sensibilità diversa. "Se una persona sta male è bene che stia a casa, non sapendo se quella febbre è dovuta al Covid o no", ha sottolineato la ministra.

L'insegnamento a distanza può essere un problema per le famiglie meno abbienti: "Noi abbiamo subito investito 180 milioni per comprare pc, tablet e computer. E in più 236 milioni li stiamo investendo per i libri. Escludo che ci possa essere un lockdown generalizzato. A marzo non eravamo preparati. Oggi l'ambasciatrice inglese mi ha detto che siamo stati un esempio in Europa. Negli altri Paesi d'Europa le scuole hanno riaperto prima, ma per esempio la Francia ha ripreso solo la scuola primaria, e solo su base volontaria, e non hanno fatto gli esami di stato, che in Italia invece abbiamo fatto. Dobbiamo smetterla di auto flagellarsi. Sono molto orgogliosa di come l'Italia ha affrontato l'emergenza. Rimettere in moto 8 milioni di studenti a maggio, quando avevamo ancora 200 morti sarebbe stata follia. Gli esami di stato sono andati benissimo, ma nessuno ne ha parlato".