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Covid 19
15 Settembre 2020
22:16

Scuola, Azzolina: “Classi in quarantena solo se uno studente è positivo, non se aspetta il tampone”

La ministra dell’Istruzione Azzolina ha chiarito cosa succede in caso di un sospetto positivo in classe: “Il bambino viene preso in carico dalla Asl, ma in attesa della positività la classe non andrà in quarantena”, ha spiegato. “Non è detto che se un bambino è positivo l’intera classe va messa in quarantena, non è una procedura automatica”.
A cura di Annalisa Cangemi
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"Il bilancio dopo l'apertura delle scuole è positivo, siamo molto soddisfatti è un anno complesso ma la preoccupazione e le ansie si sono trasformate in grande emozione. Anche io mio sono emozionata, ho rivissuto le ultime settimane, ho ripensato al periodo del lockdown e al lavoro fatto in questi mesi. Senza l'istruzione muore il paese". A dirlo è la ministra dell'Istruzione Lucia Azzolina. La scuola ha riaperto da due giorni, tra criticità ancora da risolvere e incertezze e la ministra Azzolina, ospite di Cartabianca, il programma condotto da Bianca Berlinguer, ha commentato così l'ordinanza della Regione Piemonte, impugnata dal governo: "L'indicazione di misurare la temperatura a casa è stata studiata attentamente dal Cts, già a giugno. Se un bambino sta male è pericoloso che vada sui mezzi. Ma  cambiare delle regole in corso, il 9 settembre, dopo che tutte le Regioni avevano già condiviso quelle regole è apparso strano. Potevano farlo presente prima alla comunità scolastica piemontese".

In caso di sintomi un bambino va tenuto a casa, in attesa dell'esito positivo del tampone; ma il resto della classe va in quarantena solo se il test è positivo: "Il bambino viene preso in carico dalla Asl, ma in attesa della positività la classe non andrà in quarantena", ha spiegato la ministra. "Non è detto che se un bambino è positivo l'intera classe va messa in quarantena, non è una procedura automatica".

Secondo i dati dei sindacati, si sarebbero 150mila insegnanti ancora da nominare. Non esiste però un dato ufficiale sulle cattedre vuote. Alla domanda sull'opportunità di indire un concorso in piena pandemia Azzolina ha ribadito che "Di concorsi negli anni se ne sono fatti pochi. Si sono creati molti precari: ora abbiamo un governo che vuole puntare sulla qualità della scuola. A ottobre i concorsi si faranno, sono tre in tutto. Si sarebbero dovuti fare questa estate, c'è stato un accordo di maggioranza. È un'unica prova scritta quella del concorso straordinario. Solo oggi abbiamo nominato 25mila supplenti. Fino ad ora ne abbiamo nominato 70mila. Ma nei prossimi giorni ci saranno le altre convocazioni. Quest'anno per la prima volta le procedure si stanno velocizzando".

"Mai la scuola si può rifiutare di accogliere i bambini con disabilità. Hanno tutto il diritto di stare a scuola con i compagni, anche senza l'insegnante di sostegno. Abbiamo dato la precedenza proprio alle convocazioni degli insegnanti di sostegno".

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