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Santanchè parla dopo le dimissioni: “Ingiusto mandarmi via, ma Giorgia è la migliore e non lascio FdI”

Dal suo nuovo stabilimento balneare di lusso a Marina di Pietrasanta l’ex ministra del Turismo, Daniela Santanchè, si ripresenta alla stampa dopo l’addio al governo. Sul rapporto con la premier non lascia dubbi, “tifo per lei”, e smentisce il cambio di casacca: “Per me solo Fratelli d’Italia”.
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Sono passati poco più di due mesi da quando l'ex ministra del Turismo, Daniela Santanchè, ha rassegnato le dimissioni su richiesta della presidente del Consiglio, Giorgia Meloni. La cacciata da palazzo di Santanchè è avvenuta subito dopo la vittoria del no al referendum costituzionale del 22 e 23 marzo, complici anche i numerosi casi giudiziari in cui è coinvolta l'ex responsabile del dicastero del Turismo. Da quel 25 marzo Santanchè è tornata a vestire i panni di senatrice e di imprenditrice in Versilia, dove sabato 30 maggio ha inaugurato il suo nuovo stabilimento balneare di lusso.

Dal litorale di Marina di Pietrasanta, Santanchè ha parlato per la prima volta dopo le dimissioni con i cronisti: dal rapporto con la premier, ai procedimenti giudiziari che la riguardano, fino alle prossime elezioni politiche. Tra gli ombrelloni del Tala Beach, l'ex ministra confessa: "Non è stato giusto farmi dimettere e non è dipeso dalla mia attività politica e amministrativa". Nonostante questo, Santanchè continua "a credere nei valori di cui parla Giorgia Meloni, è la migliore".

La nuova vita da senatrice di Daniela Santanché: "Ho lavorato bene, il rapporto con Meloni è immutato"

"In questi due mesi mi sono messa a fare quello che è giusto faccia una senatrice", spiega Santanchè nelle pagine di Repubblica e del Corriere della sera. L'ex ministra ha presenziato in Commissione esteri e difesa e è rimasta all'interno del suo partito, Fratelli d'Italia, di cui non mette in dubbio la leadership: "Giorgia Meloni è il capo del mio partito". Un rapporto che sembra solido, nonostante la scottatura delle dimissioni forzate: "Ci siamo scambiate dei WhatsApp proprio l’altroieri – precisa – Il rapporto è immutato, Giorgia è la migliore, tifo per lei". La ferita di quel 25 marzo però rimane e Santanché continua a difendere il suo operato, "chiedete alle associazioni di categoria come ho lavorato, credo di aver fatto bene”.

Dietro a quella lettera di Meloni, in cui la premier o chiedeva pubblicamente le dimissioni di Santanchè, la neo proprietaria del Tala Beach continua a vedere delle ragioni politiche e non un giudizio sul suo operato: "Non ho vinto un concorso per fare la ministra, ho accettato, invece, una proposta della presidente del Consiglio", per questo, "di fronte a una richiesta pubblica con “n” motivi che non c’entrano con la mia attività, mi sono fatta indietro".

Il futuro politico di Daniela Santanchè: "Non sono sul mercato, per me solo Fratelli d'Italia"

Sul futuro della sua carriera politica Santanchè non ha una visione precisa, "come sempre è successo nella mia vita, non so cosa farò domani". Nell'incertezza, rimane fedele al partito e alla sua linea: "Credo nei valori di Giorgia Meloni – e poi – Per me c’è solo Fratelli d’Italia, non li lascerei mai". Il riferimento è alle indiscrezioni su una sua possibile vicinanza con Marina Berlusconi e Forza Italia, ma Santanchè precisa: "Non sono sul mercato".

Santanchè, interrogata dai cronisti sulle prossime elezioni politiche, lancia poi una provocazione a Roberto Vannacci. "Vorrei capire il generale da che parte sta, con la Russia o con l’Ucraina? contro i terroristi o con chi spalleggia Hamas?" e avverte il generale sul rischio di una frattura in seno al centrodestra: "Quando si fanno gli accordi bisogna prima dichiarare le proprie posizioni".

Dal caso Visibilia alla truffa all'Inps, Santanchè si difende: "Le accuse non sono giuste"

Mentre taglia il nastro nel suo nuovo stabilimento di lusso in Versilia, Santanchè si prepara ad affrontare le aule di tribunale per le tre questioni giudiziarie che la coinvolgono: falso in bilancio, bancarotta fraudolenta e truffa aggravata ai danni dell'Inps. Proprio la vicenda legata all'Inps, che sarebbe avvenuta durante il Covid, è quella che pesa di più su Santanchè, dal momento che la vede indagata per truffa aggravata. Tredici dipendenti di Visibilia avrebbero lavorato in smart working in quel periodo, mentre l'azienda li avrebbe dichiarati in cassa integrazione e così avrebbe incassato circa 126mila di aiuti dall'Inps. La Procura di Milano ha chiesto il rinvio a giudizio per il caso.

Santanchè è invece imputata con l'accusa di falso in bilancio, sempre in relazione all'azienda Visibilia, per aver falsificato i conti dell'impresa. Il rinvio a giudizio è arrivato a gennaio dello scorso anno. In merito alla bancarotta fraudolenta, le indagini in questione sono due: la prima riguarda la società Ki Group, che si occupava di cosmesi e di cui Santanchè è stata amministratrice fino al 2021, e la seconda riguarda un'azienda che faceva parte del gruppo. Al momento le inchieste non sarebbero ancora chiuse.

Questo complesso pacchetto di accuse, come abbiamo detto, ha pesato sulla carriera politica di Santanchè. Più per i risvolti mediatici che penali, secondo l'ex ministra. "In questo Paese interessa il processo mediatico, non quello nelle aule di giustizia". Se Santanchè punta a dimostrare "che le accuse avanzate non erano giuste", precisa però che deve rispondere direttamente solo del falso in bilancio, in quanto amministratrice delegata di Visibilia.

In merito alle altre vicende che la riguardano, l'imprenditrice precisa: "Sono aziende del padre di mio figlio". Una relazione che considera sbagliata e per la quale sostiene di aver pagato "un prezzo altissimo", che l'ha messa al "centro di un tiro al bersaglio mediatico", con titoli di giornale che considera "un accanimento politico”.

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