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Salvini non si accontenta: “Dopo Lombardia e Veneto referendum anche in altre regioni”

Il leader della Lega, Matteo Salvini, pensa a convocare nuovi referendum per una maggiore autonomia delle regioni in tutta Italia, dal nord al sud, dopo il successo del voto in Lombardia e Veneto.
A cura di Stefano Rizzuti
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Il referendum per una maggiore autonomia di Lombardia e Veneto è stato solo l’inizio, un primo passo che sarà seguito da tanti altri. Almeno così sembra pensarla il leader della Lega Nord Matteo Salvini. “Abbiamo permesso a milioni di persone di votare in maniera pacifica e ordinata e già ci stanno chiamando e stiamo lavorando per la Puglia, il Piemonte, l’Abruzzo e l’Emilia Romagna. Voglio una politica che spende meno e meglio”. “C’è una sola Lega che dà speranza a 60 milioni di cittadini italiani”, ha detto Salvini, intervistato da Radio Anch’io, su Radio Uno.

Salvini mette al centro del post-referendum il dialogo con il governo: “Ci sono due milioni e mezzo di veneti che hanno dato mandato per trattare autonomia. Poi quanta autonomia deve arrivare… da persone serie si discute”, ha detto rispondendo alla questione della possibilità di chiedere lo statuto speciale per il Veneto.

Il centralismo ha fallito, secondo il leader della Lega: “Gli italiani devono decidere se continuare a farsi governare da un centralismo che ha fallito”, spiega sostenendo di voler comunque restare “nell’ottica dell’unità nazionale”. Salvini attacca invece il sindaco di Milano, Beppe Sala, commentando il minor numero di lombardi andati a votare al referendum: “Certo, se c’è un sindaco che va all'estero invece di andare a votare, non è il massimo di democrazia e partecipazione. Milano grazie al cielo sta crescendo e quindi può essere meno sentita la spinta a chiedere una gestione diversa dei soldi pubblici”.

Due milioni e mezzo di veneti – continua Salvini – hanno dato mandato al governatore Zaia di trattare con Roma sulla autonomia. Fino a venerdì analisti, giornalisti e sociologi dicevano che i referendum sarebbero stati un flop, invece sono andati a votare 5 milioni di cittadini, che non sono tutti leghisti, perché la pensano in maniera diversissima”.

Il presidente della regione Lombardia, Roberto Maroni, intervenendo sempre su Radio Anch’io, ha definito “straordinario” il risultato ottenuto con quasi il 40% di affluenza al referendum e ha aggiunto: “Come consiglio regionale metteremo a punto una piattaforma rivendicativa per ottenere più competenze e più risorse su tutte le 23 competenze previste. Partirò chiedendo di discutere su tutte”.

L’idea di chiedere lo statuto speciale, paventata ieri dal presidente della regione Veneto, Luca Zaia, è stata invece nuovamente criticata dal sottosegretario agli Affari regionali, Gian Claudio Bressa, che la definisce “una proposta che va contro l’unità e l’indivisibilità del paese”. “Non è una proposta catalana – ha aggiunto Bressa – ma una proposta che la Corte Costituzionale ha bocciato e Zaia lo sa”.

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