L'Italia non è un Paese razzista, secondo Matteo Salvini, ma ha bisogno di regole. Durante un'intervista concessa a Non è L'Arena, su La7, il leader della Lega, commentando la tentata strage di Macerata, ha spiegato: "Nell'Italia che ho in testa e ambisco a governare, si rispettano le regole e se non hai il permesso di soggiorno e vivi spacciando droga torni a casa tua in un quarto d'ora. Puoi essere bianco giallo o nero: c'è bisogno di regole. Gli italiani non sono razzisti, anche perché i nostri nonni e i nostri padri sono andati in giro per il mondo. Il problema non è l'immigrazione, ma l'immigrazione clandestina, e cioè gli 800 mila migranti che gli ultimi governi hanno fatto sbarcare". 

Proseguendo, il leader del Carroccio ha spiegato: "Le prime vittime di un'immigrazione senza controllo sono le donne. A casa mia non entra un uomo che pensa che una donna non ha gli stessi suoi diritti e doveri. Quando c'era la Lega al governo facevamo i respingimenti e l'Ue ci richiamava ma noi difendevamo il nostro Paese. Minniti li ha fatti sbarcare un po' di meno ma tutti gli ultimi governi hanno portato 800 mila disperati in Italia illudendoli che avrebbero trovato un lavoro e una casa, che non hanno neanche milioni di italiani", ha concluso Matteo Salvini.

Sulla stessa lunghezza d'onda anche l'alleato Silvio Berlusconi, che nel corso di un'intervista concessa al Tg5 ha sostenuto la necessità di provvedere al più presto a centinaia di miglaia di espulsioni: "Oggi in Italia si contano almeno 630 mila migranti di cui solo il 5%, e cioè 30 mila, ha diritto di restare in quanto rifugiati e cioè fuggiti da guerra e morte. Gli altri 600 mila sono una bomba sociale pronta a esplodere, perché vivono di espedienti e di reati".