Alla fine Matteo Salvini ha messo da parte l'ascia di guerra. Domani pomeriggio ci sarà infatti un colloquio tra il leader del Carroccio Salvini e Mariangela Marseglia, responsabile di Amazon Italia. La notizia è stata confermata ieri pomeriggio dalla Lega. "Nessuna battaglia contro il progresso ma regole uguali per tutti: vedrò la Ad di Amazon Italia, sono benvenuti i suggerimenti", ha detto ieri Salvini, durante una diretta su Instagram.

Le sue posizioni sul colosso di Jeff Bezos sono note. Più volte, nelle scorse settimane Salvini ha invitato gli italiani a fare acquisti natalizi "nei negozi sotto casa e non con un clic in rete", per sostenere le imprese italiane, soprattutto in tempo di pandemia. "Ne stiamo parlando da giorni, non è battaglia contro il progresso o il futuro, io sono un liberale, ma tutti devono rispettare le stesse regole, questo dirò all'amministratore delegato di Amazon", motivando così il suo incontro, su Zoom, con la Country Manager di Amazon Italia.

"Noi non vogliamo boicottare nessuno. Non è una battaglia contro Amazon, l'e-commerce, però chiediamo parità di condizioni: le aziende italiane pagano 100, anche le multinazionali devo pagare 100. Sono contro lo schiavismo, lo sfruttamento e la concorrenza sleale".

Matteo Salvini, così come il resto del centrodestra, vorrebbe l'introduzione immediata di una web tax. La battaglia di Matteo Salvini contro i giganti del web viene da lontano. "È impensabile – tuonava già nel 2019 – che ci siano multinazionali che operano in Italia facendo utili qui e penalizzando le attività locali, ma pagano le tasse altrove". Ma già a fine 2018 l'allora governo gialloverde aveva proposto un'imposta su e-commerce, per tassare aziende come Amazon eBay. Il segretario della Lega ha rilanciato adesso la questione sui social, ponendo questa domanda ai suoi followers: ‘Natale senza Amazon, favorendo gli acquisti nei negozi, che cosa ne pensate?'. "Ho fatto un sondaggio su Amazon – aveva commentato – in poco tempo hanno votato in 50mila, il 61% dice no, i regali li compro sotto casa, piuttosto che con un clic". Per poi tornare a polemizzare con il professor Massimo Galli, contestando l'idea di consigliare agli italiani di fare acquisti via internet, perché questa determinerebbe la morte dei centri storici e dei piccoli negozianti, generando a cascata un problema di tenuta sociale.

"Non può esserci nessun confronto con questo governo se prima non arriva un chiaro segnale a difesa dei commercianti italiani già tartassati e ulteriormente colpiti dalla crisi in corso. Lo ripetiamo ancora una volta, c'è bisogno di una web tax che regoli il commercio elettronico favorito, oltre che dal momento storico che stiamo vivendo, anche da una intollerabile immunità fiscale. Amazon non può continuare a pagare lo 0,2% sugli incassi italiani mentre qualsiasi commerciante paga oltre il 40%, senza considerare affitti, spese varie e burocrazia – dice il senatore di Forza Italia Maurizio Gasparri – Se è vero che la tecnologia non si può fermare, è altrettanto vero che le regole devono valere per tutti. Ma questo il governo continua a non capirlo o, forse, preferisce fingere di non capire. Perché? Anche su questo aspetto andrebbe fatta luce. Noi non siamo contro il futuro, siamo contro le ingiustizie e gli italiani con questo governo continuano a subirne mentre i grandi gruppi internazionali, dall' e-commerce, alle telecomunicazioni, passando per banche e grandi infrastrutture, continuano ad avere vantaggi e attenzioni da parte di Conte e company".