Neanche le terribili immagini pubblicate dalla Ong Open Arms servono a far ammorbidire la linea del ministro dell’Interno Matteo Salvini che su Facebook rincara la dose commentando la morte di un bambino e di una donna che, secondo l’accusa della Ong, sono state lasciate in mare dalla Guardia costiera di Tripoli dopo aver “affondato una nave perché quelle persone non volevano andare sulla pattuglia libica”. Per Salvini, che era stato attaccato con il suo governo dalla Open Arms, le affermazioni su di lui non sono altro che “bugie e insulti di qualche Ong straniera” che “confermano che siamo nel giusto”. Secondo il ministro dell’Interno “ridurre partenze e sbarchi significa ridurre i morti e ridurre il guadagno di chi specula sull’immigrazione clandestina”. Frase che viene scritta su Facebook a commento proprio di un articolo in cui si rilancia la notizia dei migranti lasciati in mare dalla Guardia costiera libica e trovati dalla Open Arms privi di vita. “Io tengo duro”, scrive ancora Salvini con gli hashtag portichiusi e cuoriaperti.

La denuncia della Open Arms

In un tweet la Open Arms aveva fatto sapere che oggi la Guardia costiera libica ha “annunciato che aveva intercettato una barca con 158 persone a bordo e ha fornito assistenza medica e umanitaria. Quello che non ha detto è che hanno lasciato due donne e un bambino a bordo e hanno affondato la nave perché quelle persone non volevano andare sulla pattuglia libica”. La nave ha recuperato il cadavere di una donna e di un bambino, mentre l’altra donna è stata trovata ancora in vita, in un barca distrutta a 80 miglia dalla Libia. L’Ong aveva esplicitamente attaccato la politica del governo italiano, ritenuta responsabile di fatti come quello di oggi.

‘Orrore nel Mediterraneo’

Il presidente del Pd Matteo Orfini chiede al governo di attivarsi immediatamente “per chiarire con la Libia se quanto denunciato dal fondatore della Ong Open Arms corrisponde al vero. Una barca fatta affondare con ancora a bordo donne e bambini sarebbe l'ennesima tragica dimostrazione dei metodi barbari e inaccettabili utilizzati dalla guardia costiera libica. E di quanto sia fondamentale la presenza delle Ong nel Mediterraneo, impegnate a salvare vite umane innocenti ma anche a tenere i riflettori accesi sugli abusi di chi viola i diritti umani”.

Riccardo Magi, deputato di +Europa, parla di “orrore e ancora orrore nel Mediterraneo: dopo le centinaia di persone sbarcate a Pozzallo nelle condizioni di chi è stato imprigionato in un lager, oggi il ritrovamento da parte della Ong Open Arms di un gommone distrutto con il cadavere di una donna e di un bambino e un'altra donna in condizioni di ipotermia. Quasi sicuramente lo stesso gommone per cui era stato dichiarato dalla stessa guardia costiera libica che nella giornata di ieri ‘tutti erano stati soccorsi' e avevano ‘ricevuto aiuti umanitari e assistenza medica e sono stati portati in un campo profughi a Khoms'. Ecco il risultato degli accordi con la Libia. Non è accettabile ascoltare ancora il ministro Salvini sostenere che i naufraghi salvati vadano riportati in Libia, non è accettabile che l'Italia continuo a fornire i mezzi per questo olocausto".