Ronda squadrista di Casapound a Verona contro la sede di Sinistra italiana: il video

La sera del 20 maggio, a Verona, un gruppo di circa 40 militanti di estrema destra si è diretto contro la sede locale di Sinistra italiana. Il video, promosso da Casapound, mostra il gruppo gridare “Justice pour Quentin”, ricordando un giovane attivista ucciso in Francia. Sui social, il gruppo ha accusato gli esponenti di SI di “codardia” per aver chiamato le forze di polizia.
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A cura di Luca Pons
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"Non permetteremo mai che la memoria di un camerata venga sporcata". Così a Verona, nel quartiere di Veronetta, la sera del 20 maggio un gruppo formato da almeno una quarantina di militanti di estrema destra ha lanciato una ronda squadrista contro la sede locale di Sinistra italiana, ‘colpevole' di ospitare in quel momento un evento sull'antifascismo. "Per la pubblicazione di quell'evento è stata deturpata la memoria del militante Quentin Deranque assassinato a Lione", si legge nel video diffuso sui social.

L'incontro era organizzato dall'Unione dei giovani di sinistra di Verona. "Per puro caso l'iniziativa promossa dalla nostra giovanile era già terminata e nessuno a ridosso di via San Nazaro è stato aggredito", ha fatto sapere Sinistra italiana.

Sul posto era presente una pattuglia di polizia, "probabilmente per monitorare gli stessi movimenti squadristi", ha commentato il partito. Nel post sui social che accompagna il video, il movimento di estrema destra non ha nascosto di avere intenzioni violente: "Solo la loro presenza garantisce la vostra esistenza e le vostre stupidaggini". I militanti hanno anche ‘accusato' gli esponenti di UGS di essersi "barricati immediatamente all'interno della sede".

"Riteniamo quanto accaduto molto grave e lontano dai principi democratici e costituzionali del nostro Paese", ha commentato Sinistra italiana. "È da mesi ed anni che denunciamo pubblicamente la presenza di ronde e squadracce fasciste nella città di Verona e provincia. Lo abbiamo già visto nella storia della nostra città cosa queste ronde hanno portato: feriti e omicidi. Come comunità democratica antifascista di sinistra non accettiamo nessuna intimidazione o minaccia da parte di chi non crede nei valori democratici e costituzionali del nostro paese ma invece continua a seminare odio, violenza, discriminazione e xenofobia nei nostri quartieri".

La richiesta è "la chiusura di tutte le sedi neofasciste in città oltre ad un intervento da parte della Prefettura e Questura di Verona per uno stop immediato a queste ronde neofasciste". La solidarietà è arrivata anche dal segretario Nicola Fratoianni: "Non è tollerabile che nel nostro Paese possano accadere episodi simili. Il ministro dell’Interno, in attesa che Casapound venga sciolta, e le istituzioni garantiscano la libertà di espressione, non permettano più il ripetersi di simili azioni".

Non è la prima volta che si verificano episodi violenti in città. E potrebbe non essere l'ultima. Il 30 maggio è in programma un comizio per presentare la proposta di legge del comitato Remigrazione e riconquista. Sarà presente anche Luca Marsella, presidente del comitato e portavoce di Casapound. D'altra parte, nella zona le organizzazioni di estrema destra hanno trovato una nuova spinta da quando, negli ultimi anni, si sono avvicinate alla destra di governo. Ne è dimostrazione l'audio rivelato da Fanpage.it e registrato a Mantova, a meno di 50 chilometri da Verona. Qui l'organizzazione di estrema destra Difendi Mantova, appoggiandosi a Remigrazione e riconquista, si presenta alle elezioni comunali con un proprio candidato consigliere tra le fila di Fratelli d'Italia.

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