“Sterminiamo il comunismo, non ci interessa la democrazia”: il discorso per il candidato di FdI a Mantova

"Ci siamo trovati qui" per "un giuramento agli dei", per "sterminare il germe del comunismo", e non perché "a noi ci interessa la vil politica della democrazia" ma per "portare qualcuno che la pensa come noi all'interno dei palazzi". Sono passaggi di un discorso elettorale tenuto a Mantova a sostegno del candidato consigliere comunale di Fratelli d'Italia Luca Viani. Parole pronunciate in un luogo privato, ma a un volume così alto che inevitabilmente le hanno sentite anche alcuni passanti che si trovavano nelle vicinanze. Il discorso mostra ancora una volta come l'estrema destra, specialmente a livello locale, si sia avvicinata alla destra di governo per spostare gli equilibri delle coalizioni verso posizioni più radicali e inserire dei propri esponenti nelle istituzioni.
Il discorso sul lungolago di Mantova: "Siamo qui per un giuramento agli dei"
Il 3 maggio Luca Viani, assicuratore veronese candidato con FdI alle comunali mantovane del 24 e 25 maggio, organizza un aperitivo elettorale. Ci sono anche la consigliera regionale meloniana Paola Bulbarelli e la consigliera comunale Catia Badalucco. Si parte alle 12.45, da programma. La location è un'abitazione privata di Borgo Angeli, zona della città in cui diverse abitazioni danno sul lago Superiore – e dove risiede lo stesso Viani.
L'evento si svolge in parallelo con un altro, più ‘radicale': la "grigliata identitaria" del comitato di estrema destra Difendi Mantova, di cui Viani è il leader. Che i due eventi siano di fatto coincidenti lo suggeriscono le immagini condivise sui social, dove lo striscione "Difendi Mantova" si accompagna al gazebo con il logo di Fratelli d'Italia.
Alle 15, quando il pranzo è passato da un pezzo, diverse persone si trovano sulle stesse sponde del lungolago. Sentono risate, vociare e canzoni di estrema destra che vanno avanti dal primo pomeriggio. A un certo punto, verso le 16.30, partono anche grida con insulti antisemiti e cori di "Sieg Heil!". Così, i testimoni tirano fuori i cellulari e riprendono il resto della scena. Questo è ciò che hanno raccontato a Fanpage.it, che può pubblicare in esclusiva l'audio.
Si sente un discorso che, stando alla voce e al fatto che gli altri presenti lo chiamano "Ivan", sembra attribuibile a Ivan Sogari, volto noto dell'estrema destra nel Nord-Est. Inizia dicendo che è il momento di "raccogliere quello che è il frutto di quello che abbiamo seminato in questi mesi". Si lancia in riferimenti pagani che sono cari a certi ambienti neofascisti: "Ci siamo trovati qua per Yule, per un giuramento agli dei che abbiamo fatto in pochi, e voi avete aderito a questa grande battaglia".
L'alleanza tra FdI e i gruppi di estrema destra: "Sterminiamo il germe del comunismo"
Esponente di Veneto Fronte Skinheads, Sogari è anche uno dei vicepresidenti del comitato Remigrazione e riconquista, già protagonista della controversa conferenza stampa alla Camera bloccata dalle opposizioni a gennaio. Il comitato, composto da Casapound e altre formazioni estremiste, negli ultimi mesi si è avvicinato in più occasioni alla destra di governo in eventi politici locali. Talvolta alla Lega (furono leghisti, poi diventati vannacciani, a organizzare la conferenza stampa a Montecitorio), altre volte a Fratelli d'Italia.
Qui la situazione si ripete. Viani è iscritto a FdI da alcuni anni, stando a quanto dichiara pubblicamente. Ma è anche coordinatore di sezione di Progetto nazionale, associazione che è di fatto l'estensione politica di Veneto Fronte Skinheads. Ed è a capo di Difendi Mantova, forza che si posiziona in continuità con altre formazioni di destra radicali concentrate sulla lotta razzista contro l'immigrazione e la presenza di stranieri in Italia. In un video che raccoglie alcuni momenti della giornata – postato dallo stesso Viani – si sente cantare Piccolo Attila, canzone-omaggio a Nanni De Angelis, tra i fondatori del gruppo neofascista eversivo Terza posizione, morto nel 1980.
Fratelli d'Italia e gli esponenti dell'estrema destra più razzista e nostalgica si uniscono per quella che Sogari nel discorso del 3 maggio definisce una "grande battaglia". Che, specifica, significa "lanciare un'invettiva a Mantova" per "bonificare e per sterminare il germe del comunismo che ormai da troppi anni in queste terre ha attecchito". Qui partono i primi applausi.
Il disprezzo per la democrazia e il ringraziamento agli "skin"
Sogari è decisamente attivo nella campagna elettorale del capoluogo lombardo. In più di una foto appare insieme al ‘suo' candidato. È anche tra i fondatori di Difendi Mantova, che il 28 marzo insieme a Remigrazione e riconquista ha organizzato una manifestazione di piazza – diventata corteo – per sostenere la proposta di legge sull'immigrazione. "Abbiamo fatto una manifestazione storica, che i compagni stanno ancora male a vederci sfilare per delle vie centrali", continua infatti l'esponente degli skinhead veneti nell'audio. "E noi ce le siamo prese perché abbiamo la forza di essere tutti uniti".
Subito dopo, Sogari chiarisce che gli schieramenti di estrema destra non partecipano alle elezioni perché hanno un interesse nel processo democratico, anzi: gli servono per guadagnare potere. "Dobbiamo andare avanti e sostenere il nostro candidato non perché a noi ci interessa la vil politica della democrazia, perché noi lo sapete quanto siamo diversi da quello che la democrazia esprime. Noi però vogliamo portare qualcuno che la pensa come noi all'interno dei palazzi, all'interno delle sale dei bottoni".
Un aereo che passa nelle vicinanze impedisce di sentire in modo distinto alcuni secondi del discorso, in cui però si capisce che Sogari ringrazia chi ha contribuito alla campagna elettorale: "Questo risultato è il frutto di tutti noi: skin, non skin, musicisti, ultras…". E conclude con un appello: "Si prenderà questa città, ce la riprenderemo ragazzi, vedrete che ce la riprenderemo". Gli ascoltatori scoppiano in applausi ed esclamazioni di "bravo Ivan!". Qualcuno si lancia anche in un "Ivan, mein Fuhrer!". Il giorno dopo, sui social, restano solo alcune foto e pochi secondi del discorso ‘ufficiale' di Viani, ben più istituzionale.
