"Non saranno Nicola Zingaretti o Matteo Renzi a imporre il Mes, lo farà la realtà": il leader di Italia Viva ribadisce la necessità di utilizzare i soldi del Meccanismo europeo di stabilità per far fronte alla crisi economica innescata dalla pandemia di coronavirus, sottolineando come non sarà né lui né un altro leader politico a imporre questa linea di credito, ma la gravità della situazione. "In autunno la crisi sarà tale che i soldi del Salva-Stati s'imporranno da soli", prosegue Renzi in un'intervista a Repubblica. Per poi aggiungere: "Del resto, se lei ha un mutuo di 30 anni da 1.000 euro al mese, e gliene offrono uno da 15 a 500 euro, rifiuterebbe?".

Secondo Renzi bisognerebbe iniziare a spendere i soldi già stanziati, appunto quelli del Mes, in quanto quelli del Recovery Fund arriveranno solo tra un anno: "Il Mes serve, ha vincoli inferiori al Recovery Fund e che è frenato da obiezioni ideologiche", taglia corto Renzi. Ad ogni modo, riguardo a cosa farebbe con i prestiti e i sussidi a fondo perduto dall'Europa, afferma: "Abolirei i redditi di emergenza e sbloccherei i cantieri. Basta con i sussidi. Il blocco dei licenziamenti e la cassa integrazione sono comprensibili nella fase acuta della pandemia, ma alla lunga diventano il metadone dell’economia italiana. Serve la crescita, non l’assistenzialismo".E ancora: "Dobbiamo tornare a rivedere le gru nelle città. Puntare su comparti fondamentali come moda, commercio, turismo, che hanno filiere che stanno soffrendo in modo drammatico. I sussidi non funzionano in eterno".

Sul Mes, Italia Viva e Partito democratico potrebbero contare anche sull'appoggio di Forza Italia. In un'intervista con il Corriere della Sera, Silvio Berlusconi conferma che voterebbe a favore del fondo Salva-Stati anche se i suoi alleati nel centrodestra si esprimessero contrari. Un voto che però, sottolinea, non significherebbe fiducia alla maggioranza: "Chiedo al presidente Giuseppe Conte di portare la questione a una determinazione parlamentare al più presto possibile. Ma il voto sul Mes è soltanto un voto sul Mes, non è un voto di fiducia al governo né l'atto di nascita di una maggioranza diversa", afferma il Cavaliere.

Sullo scontro in materia con la Lega invece spiega: "C'è una convergenza di vedute su un argomento specifico con parte della maggioranza e una divergenza con Lega e Cinque Stelle. Non ha alcun significato politico nazionale, questo deve essere chiaro. Da parte nostra è un atto di coerenza con la nostra visione dell'interesse nazionale, dell'Europa e del rapporto con l'Unione Europea".