Nuovo scontro nel governo, nuovo scontro tra Movimento 5 Stelle e Italia Viva e nuovo scontro tra Barbara Lezzi e Teresa Bellanova. Un film che si ripete, ma con un nuovo soggetto: stavolta oggetto del contendere è il reddito di cittadinanza. Criticato dal ministro dell’Agricoltura e difeso a spada tratta dall’ex ministro per il Sud. Lo scontro si apre con un’intervista di Bellanova e prosegue con la risposta di Barbara Lezzi, affidata al suo profilo Facebook: “Alla Bellanova fa schifo il reddito di cittadinanza. Si dimetta e faccia cadere il governo”. La polemica nasce con le parole di Bellanova, capo delegazione di Italia Viva nel governo, che in un’intervista a Repubblica aveva detto: “Mi aspetto che il governo cambi passo e che non ci siano totem. Sul reddito di cittadinanza facciamoci una domanda e diamoci una risposta: quelle risorse vanno indirizzate in modo più proficuo”.

La stoccata di Bellanova rientra in una serie di battaglie interne alla maggioranza portate avanti da Italia Viva: non c’è solo il reddito di cittadinanza, ma anche la quota 100 e la riforma della prescrizione. Questioni su cui il partito di Matteo Renzi sembra trovare una sponda – tranne che per le pensioni – più da Forza Italia e dal centrodestra che non all’interno della maggioranza di cui fa parte. E si acuisce così lo scontro interno, soprattutto con gli esponenti del Movimento 5 Stelle.

La risposta più piccata arriva da Lezzi, che su Facebook scrive: “Alla Bellanova fa schifo il reddito di cittadinanza. La maggioranza del governo di cui fa parte non ha intenzione di abrogarlo anzi intende migliorarlo. Perché non si dimette? Perché non lascia l'incarico e fa cadere il governo per andare a nuove elezioni?”. Lo scontro tra le due ha già visto una prima puntata, sulla questione xylella. E anche su questo torna, nel suo post, l’ex ministro per il Sud: “Aspetto, nel frattempo, una risposta seria circa la questione xylella. Una risposta che spieghi perché la ministra vuole distrarre decine di milioni di euro a favore dei suoi amici. Ricordo che i vecchi piani, a cui lei si aggrappa, non c'entrano nulla con lo stanziamento di 300 milioni, tant'è che la legge ne prevede uno completamente nuovo che abbia come beneficiari esclusivi gli agricoltori”.