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Covid 19
13 Luglio 2022
10:14

Quarta dose vaccino, quando deve farla chi è guarito dal Covid e quanto bisogna aspettare dalla terza

Quando va fatta la quarta dose di vaccino? Secondo le indicazioni ufficiali del governo e dell’Aifa chi ha fatto le tre dosi di vaccino e poi si è infettato deve aspettare 4 mesi prima di farsi somministrare il secondo booster.
A cura di Annalisa Cangemi
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La quarta dose di vaccino anti Covid può essere somministrata a tutti gli over 60, anche se sono in buone condizioni di salute. Il ministro della Salute Roberto Speranza l'ha autorizzata dopo la raccomandazione di Ema ed Ecdc e il disco verde dell'Agenzia italiana del farmaco. Dopo la circolare ministeriale le Regioni si sono subito attivate per allargare la platea per il secondo richiamo.

Chi può ricevere la quarta dose di vaccino

Fino ad ora il secondo booster era stato raccomandato esclusivamente agli over 80 e a soggetti fragili con importanti comorbidità. D'ora in poi, come spiega la nuova circolare del ministero, potranno riceverlo anche tutte le persone nella fascia tra i 60 e i 79 anni e gli over 12 anni con "elevata fragilità motivata da patologie concomitanti/preesistenti".

Quando fare la quarta dose e con quale vaccino

Secondo la nota diffusa dall'Aifa viene raccomandata la somministrazione di una seconda dose di richiamo con vaccino a mRNA, "nei dosaggi autorizzati per la dose booster (30 mcg in 0,3 mL per Comirnaty; 50 mcg in 0,25 mL per Spikevax)", a tutte le persone dai sessent'anni in su, purché sia trascorso un periodo minimo di tempo di almeno 120 giorni dalla terza dose o dall'ultima infezione successiva al richiamo (si prende in considerazione la data del test diagnostico positivo). Significa che chi ha fatto il primo richiamo deve comunque aspettare un intervallo di quattro mesi prima di farsi inoculare la quarta dose di siero anti Covid. E lo stesso deve fare chi ha contratto l'infezione dopo aver già ricevuto il primo richiamo, cioè la terza dose: se sono passati 120 giorni dalla data del tampone positivo allora si può ricevere la nuova dose.

Sui tempi per la quarta dose non c'è accordo tra gli scienziati

Per alcuni esperti le cose non stanno esattamente così. Come abbiamo visto secondo le indicazioni ufficiali, coloro che rientrano nella fascia d'età vaccinabile e che si sono infettati dopo aver ricevuto le prime tre dosi, possono vaccinarsi da subito, a patto che siano passati i 120 giorni dall'infezione successiva al richiamo. Anche se questa è la posizione del governo e dell'Aifa non c'è accordo tra gli scienziati sul timing. "Dipende. Ma se il contagio è recente si può aspettare, perché il Covid vale come quarta dose", ha detto Andrea Crisanti. "L'immunità ibrida data da vaccino e infezione naturale è la più forte che ci sia, penso si possa aspettare settembre per un richiamo", ha invece detto Matteo Bassetti. Posizione simile a quella di Massimo Clementi, che ha aggiunto: "Devono passare quattro mesi dall'infezione. Io farò il richiamo, ma sto riflettendo: non so se ad agosto o nei mesi successivi". 

Molto netta la posizione dell'immunologa Antonella Viola, secondo cui chi ha fatto le 3 dosi e poi ha contratto l'infezione non dovrebbe fare la quarta dose, perché le dosi sarebbero già quattro. Secondo Viola comunque non ha senso aspettare i nuovi vaccini, perché non ci sono dati a disposizione e non sappiamo se saranno più efficaci.

Sulle tempistiche non la pensa così l'epidemiologo Lopalco, secondo cui "la nuova vaccinazione va fatta al quinto-sesto mese dopo l’ultima dose o dopo l’ultima infezione successiva al richiamo, e si considera la data del test diagnostico positivo. Ognuno di noi quindi sa come comportarsi, ricordando che sia la vaccinazione che l’infezione naturale producono un’immunità umorale, i cosiddetti anticorpi circolanti. Questi diminuiscono con il tempo, quindi succede che se una persona incontra il virus non ha una risposta pronta, e di conseguenza la probabilità di contrarre l’infezione diventa alta".

Chi è a favore e chi è contro la quarta dose agli over 60

Il professor Andrea Crisanti è d'accordo con le nuove disposizioni ministeriali e con l'allargamento della platea agli over 60: "Farò sicuramente la quarta dose, con una media di 120mila casi al giorno sottostimati del 50%, credo che valga la pena fare il nuovo booster". 

Per l'epidemiologo Pier Luigi Lopalco il via libera alla quarta dose è arrivato in ritardo: "Direi che Ema ci ha messo un po' troppo a prendere questa decisione – ha detto in un'intervista a Fanpage.it – In base a quello che abbiamo detto lo scopo di rafforzare l'immunità di questa popolazione con un richiamo è quello di aumentare gli anticorpi circolanti in questi soggetti, e quindi proteggerli anche dall'infezione. Se vacciniamo tante persone, oltre a proteggere l'individuo, riduciamo comunque la circolazione del virus". 

Ma per l'infettivologo Matteo Bassetti bisognava invece aspettare i nuovi vaccini in autunno: "Ora non ha senso inseguire gli over 60 sotto l'ombrellone", ha detto. Valutazione questa condivisa anche dal microbiologo Massimo Clementi: "Forse si poteva aspettare settembre/ottobre per gli over 60". Per entrambi sarebbe stato meglio attendere, ma i due esperti distinguono comunque gli 80enni dai 60enni: "Un uomo di 80 anni o un immunodepresso dovrebbe comunque vaccinarsi, ma per un 60enne sano ora non c'è esigenza".

Secondo Crisanti però il nuovo farmaco rischia di essere comunque già vecchio "perché B.a.5 è già una variante diversa dalla B.a.1 su cui è tarato il prodotto. E comunque il farmaco attuale funziona benissimo contro le complicazioni". Dello stesso avviso Lopalco: "I vecchi vaccini sono ancora molto efficaci nel proteggere le persone dalla malattia grave, di questo siamo abbastanza convinti, abbiamo prove abbastanza robuste".

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