L’Italia deve accelerare nella vaccinazione delle persone più anziane e più fragili, quelle maggiormente esposte al rischio di mortalità da Covid-19. Lo ha detto chiaramente, e più volte, il presidente del Consiglio, Mario Draghi. L’ultima ieri sera in conferenza stampa. Le Regioni, quindi, devono accelerare soprattutto sulle vaccinazioni degli over 70 e dei soggetti fragili. A fissare un traguardo da raggiungere è il ministro della Salute, Roberto Speranza, secondo cui entro la fine di giugno l’obiettivo di vaccinare – con prima e seconda dose – tutti i soggetti fragili e gli over 70 è realizzabile. In un’intervista al Foglio, il ministro parla proprio della vaccinazione di questi soggetti, facendo una serie di calcoli riguardanti le dosi in arrivo nelle prossime settimane.

Quanti vaccini riceverà l'Italia fino a giugno

L’Italia riceverà fino a fine giugno più di 50 milioni di vaccini. Resta, però, l’incognita di Curevac, non ancora approvato dall’Ema. Le dosi scenderebbero così a circa 45 milioni: levando il vaccino monodose di Johnson & Johnson si tratta di oltre 38 milioni di dosi, utili per immunizzare 19 milioni di italiani. Più i 7 milioni di Johnson & Johnson. Queste cifre garantiscono, secondo Speranza, la possibilità di vaccinare i soggetti prioritari entro giugno. Il ministro della Salute spiega che entro questa data “tutta la popolazione fragile e la popolazione composta dagli over 70 sarà vaccinata e una volta raggiunto quell'obiettivo sono ottimista sul fatto che si possano superare molti dei vincoli attuali”.

Speranza punta a rimodulare campagna vaccinale

I calcoli di Speranza sono al ribasso, senza eccessivo ottimismo, considerando anche i ritardi già riscontrati nel primo trimestre: “L’Italia riceverà circa 50 milioni di vaccini. Vogliamo essere pessimisti? Diciamo che ne riceveremo 45 milioni. Di questi sette milioni saranno quelli monodose di Johnson&Johnson. Restano 38 milioni di dosi. Dividiamole per due e abbiamo 19 milioni di persone che potranno essere immunizzate tra prima e seconda dose. Significa che da qui a fine giugno possiamo rendere immuni 27 milioni di persone”.

Una volta raggiunto l’obiettivo di vaccinare tutti i fragili e gli over 70 entro fine giugno, secondo Speranza, si dovrà valutare la rimodulazione di alcune restrizioni e anche dare una svolta alla campagna vaccinale: “Una volta vaccinata la popolazione più fragile credo abbia senso riflettere se non sia opportuno liberalizzare tutte le vaccinazioni, nel senso di dare la possibilità di vaccinarsi a tutti quelli che lo desiderano senza stabilire più fasce d'età. Ma per arrivare a quel traguardo occorre essere più che mai vigili e intervenire con prontezza laddove si andranno a verificare asimmetrie inaccettabili per uno Stato che vuole proteggere i suoi cittadini”.