Nell'estate dello scorso anno, quando si pensava ci sarebbe stata l'opportunità di andare al voto anticipato a settembre, Repubblica raccontò di un incontro segreto tra Matteo Salvini e Davide Casaleggio a Milano. L'indiscrezione, diffusa dal cronista Matteo Pucciarelli lo scorso 15 giugno 2017, provocò un vero e proprio terremoto politico e un acceso scontro tra i protagonisti della notizia, con tanto di querele per diffamazione annunciate da Di Maio nei confronti di Repubblica. Nel pezzo di Pucciarelli si leggeva:

"L’incontro, riservatissimo, è avvenuto una decina di giorni fa a Milano. Per la prima volta M5S e Lega Nord si sono incontrati ai massimi livelli. Da una parte Davide Casaleggio, dall’altra Matteo Salvini. Erano i giorni di quella che sembrava ormai la dirittura d’arrivo della legge elettorale. Che Salvini non si fidi del Cavaliere, del resto, è cosa nota, così come il suo timore delle larghe intese Pd-Forza Italia, “il grande inciucio” nel lessico leghista. Da qui la richiesta fatta recapitare al capo della “Casaleggio associati”: un faccia a faccia, per aprire una interlocuzione. Da anni, a intervalli regolari, Salvini tentava un approccio con Beppe Grillo, ricevendo sempre un diniego. È andata diversamente con Casaleggio junior, sempre attentissimo a restare defilato e allo stesso tempo decisamente più pragmatico del fondatore del Movimento. Una disponibilità al confronto che, di per sé, ha già un significato politico".

Nel giro di poche ore, Casaleggio, Di Maio e Salvini smentirono la notizia e insorsero contro Repubblica, dal canto suo il direttore Mario Calabresi confermò l'indiscrezione dichiarando di aver ricevuto le informazioni da "fonti certe". Che cosa c'entra questa diatriba ormai finita nel dimenticatoio con il quadro politico attuale? Probabilmente nulla, ma quella fu senz'altro la prima volta in cui si parlò pubblicamente di un presunto dialogo programmatico tra il Movimento 5 Stelle e la Lega. Dal giugno 2017 di acqua sotto i ponti ne è passata, Matteo Salvini ha costituito una coalizione con Silvio Berlusconi e Giorgia Meloni mentre nel settembre di quell'anno Di Maio è ufficialmente diventato il capo politico del Movimento 5 Stelle.

L'infinita campagna elettorale che ha portato al voto del 4 marzo è stata caratterizzata da accesissimi scontri tra M5S e il centrodestra e per molti mesi i pentastellati hanno a pù riprese dichiarato che non si sarebbero mai alleati né con Salvini né con "l'accozzaglia del centrodestra" e a più riprese hanno insultato esponenti di punta della Lega come Roberto Calderoli, quello stesso Calderoli che ieri sedeva al tavolo di concertazione per la realizzazione del contratto di governo alla tedesca. Era lontana l'epoca dei forni aperti e chiusi a ripetizione da Luigi Di Maio, quello stesso Luigi Di Maio che nel luglio 2017 diceva:  “Ma le pare possibile che un meridionale come me possa fare un’alleanza con uno che canta ‘Vesuvio lavali col fuoco?'".

Dello stesso avviso, l'attuale presidente della Camera Roberto Fico, che nel gennaio 2018 dichiarò: "La stampa ogni tanto si lancia in certe cose, ma vi garantisco che mai noi saremo alleati con la Lega anche dopo il voto: siamo geneticamente diversi”. Questa però non fu l'unica dichiarazione di Fico contraria a un'ipotetica alleanza con ilm Carroccio: "Dio ci scampi da un’alleanza con la Lega, siamo incompatibili", sottolineò in tv lo scorso anno. E poi, ancora: “Non ci sarà nessuna alleanza con la Lega né faremo niente di simile a loro. Che l’esito delle elezioni sia stato negativo è da vedere, ma comunque non c’è nessuna svolta a destra. Noi da sempre lavoriamo su questi temi e basta vedere i nostri atti parlamentari per capire che il nostro è un percorso serio, non di pancia” oppure  "Con la Lega non ci sarà mai accordo né convergenza su alcun tema. Quando vai a fondo nei contenuti, noi e la Lega abbiamo delle differenze incredibili. Salvini che vuole fare la persona nuova si allea con Berlusconi che è dentro il sistema da molti anni, che è condannato per frode fiscale, che ha molti processi a carico, che non ha mai mantenuto alcuna promessa".

Insomma, qualcosa sembra essere andato storto in questi mesi e dev'essere avvenuta una pesante mutazione genetica all'interno di quel Movimento che nel corso degli ultimi anni si è sempre posto come alternativa ai vecchi partiti e anche alla Lega di Matteo Salvini. Ma le dichiarazioni contrarie a un'ipotetica alleanza di governo non sono certo l'unico elemento di contraddizione per il Movimento 5 Stelle, numerosi infatti sono stati anche gli insulti lanciati da esponenti pentastellati nei confronti dei leghisti. Prendiamo ad esempio il caso Calderoli, l'ex ministro che nel 2005 si trovò ad essere protagonista di un carinissimo post pubblicato sul blog di Beppe Grillo e intitolato "Braccia rubate al lavoro":

Nasce a Bergamo con parto celtico, invece del forcipe hanno usato le corna di yak. Da giovane è capellone e alternativo. Parte per gli USA dove diventa ballerino di Michael Jackson partecipando al video Thriller. Come ballerino è mediocre, ma è l’unico che non deve essere truccato.
Si innamora di Michael Jackson, hanno una breve storia, ma si lasciano per raggiunti limiti di età. Nessuno dei due si riprenderà mai più.

Calderoli diventa omofobo, razzista e gran castratore del mondo.
Nel frattempo diventa dentista per corrispondenza con la scuola Radio Elettra dove conosce Bossi.
La prima volta che guarda in bocca Bossi capisce il suo futuro.

Si sposa con rito celtico, invece del riso gli tirano salciccia e polenta e inizia la carriera politica. Con un principio: essere ideologicamente padano purissimo e farsi pagare uno stipendio miliardario dagli italiani, anche meridionali.

E' troppo anche per me, mi fermo qui, per pudore non pubblico nessuna sua frase.
Per saperne di più andate su Google e cliccate la parola “indecente”.

Mandiamolo a lavorare.

Che lavoro gli fareste fare.

a. Pupazzo di un ventriloquo
b. Raccoglitore di urina di maiale per sconsacrare le moschee
c. Lanciatore di forme di parmigiano

Alle parole di Grillo contro Calderoli qualcuno potrebbe sollevare un'obiezione: "Di Maio però dialoga con Salvini, è diverso". Ebbene sì, è diverso, ma il Movimento 5 Stelle non ha avuto parole gentili nemmeno per lui, anzi proprio il contrario. In un post pubblicato sul Blog il 13 ottobre 2017 e intitolato "Matteo Salvini, il grande bluff", i pentastellati attaccarono pesantemente il leader della Lega definendolo "un traditore" e sottolineando che "Salvini fa più schifo di Renzi e Berlusconi messi insieme". 

"Matteo Salvini è un traditore politico. Oggi ha perso definitivamente qualsiasi tipo di credibilità. La sua Lega Nord dopo gli scandali degli investimenti in Tanzania e dei diamanti comprati da Belsito con i soldi pubblici era arrivata al 3%. Per risollevarsi Salvini in questi mesi ha fatto un lavoro sporco: ha copiato e si è appropriato dei temi e di gran parte del programma politico-elettorale del Movimento 5 stelle ed ha iniziato una finta campagna elettorale contro il sistema dei partiti. Ma è tutto un bluff".

Salvini e la sua Lega sono il trionfo dell'incoerenza, dell'inaffidabilità. Davano del mafioso e del piduista a Berlusconi e ora sono fedeli alleati nelle regioni e nei comuni. Volevano bruciare il tricolore e sono alleati della nazionalista Meloni. Urlavano ‘Roma ladrona' e oltre a non tagliarsi mai lo stipendio si sono intascati 180 milioni di euro di finanziamento pubblico ai partiti (di cui 48 milioni utilizzati in maniera illecita)".

Urlano ‘basta tasse' e le hanno alzate quando sono stati al Governo. Gridano ‘onesta e mettono i condannati nelle loro liste. Gridano ‘basta immigrati' e hanno firmato il regolamento di Dublino. Gridano ‘basta campi nomadi' e quando erano al governo hanno finanziato i campi rom di Mafia capitale con decine di milioni di euro dati alla giunta Alemanno.

Gridano ‘tuteliamo i cittadini', intanto Salvini in Europa votò il bail in, il crack delle banche venete è anche colpa loro, così come un caso analogo che colpisce i risparmiatori di Bolzano, per non parlare dei risparmiatori leghisti fregati con il caso Crediteuronord. Urlano contro le politiche di austerity dell'Europa, ma hanno votato a favore dell'introduzione del pareggio di bilancio in costituzione".

Ora Salvini ha gettato definitivamente la maschera. Si è alleato con Berlusconi, Renzi, Alfano, Verdini, Casini vendendosi completamente proprio a quel sistema che per anni ha fatto finto di contrastare, ingannando i cittadini. Parla contro l'europa, ma favorirà proprio il sistema delle banche e delle lobby. E tutto questo solo per avere qualche parlamentare in più al Nord, visto che al Sud la sua patetica ricerca dei voti condurrà la lega al massacro. La conclusione è che Salvini fa più schifo di Renzi e Berlusconi messi insieme".