Ieri sera, con 156 voti a favore, Giuseppe Conte ha incassato la fiducia anche in Senato. Dove però il governo ha raggiunto solo una maggioranza relativa e non assoluta. Numeri che rischiano di ostacolare il governo nella sua attività, arrivando a paralizzare le commissioni. Già da questo pomeriggio, alle 16, l'Aula di Palazzo Madama tornerà a riunirsi per votare lo scostamento di bilancio. Servirà la maggioranza assoluta per approvare la nuova richiesta di indebitamento, necessario per finanziare il quinto decreto Ristori contente misure di sostegno economico per le attività e i settori penalizzati da chiusure e restrizioni legate all'emergenza coronavirus.

Già all'indomani della prova di fiducia in Parlamento, quindi, il governo si troverà subito a testare la tenuta della maggioranza senza Italia Viva, che però ha già annunciato che voterà a favore dello scostamento di bilancio. Come del resto hanno fatto anche le forze di opposizione alle precedenti richieste del governo di creare nuovo deficit per poter fronteggiare la pandemia.

Già domenica scorsa, intervenendo alla trasmissione Mezz'Ora in Più, aveva detto: "Noi ovviamente a questo governo la fiducia non gliela votiamo. Ma io sono disponibile a collaborare, dico che voto sì allo scostamento di bilancio, ma non posso votare la fiducia a un governo che con 80 mila morti dice di essere il governo migliore del mondo". Una volta ricevuto il via libera dal Parlamento, il governo dovrà quindi occuparsi dell'ultimo decreto Ristori, il quinto. Con l'Italia tornata in gran parte arancione o rossa, le misure di sostegno economico a chi è stato colpito più duramente dal Covid-19 sono sempre più urgenti. Anche in questo caso i renziani hanno affermato che voteranno a favore.

Infine, sarà la volta del Recovery Plan. Una bozza è pronta e contiene anche le modifiche richieste proprio da Italia Viva che però, nell'ultimo Consiglio dei ministri di Teresa Bellanova ed Elena Bonetti, si è astenuta sul via libera. Non è ancora chiaro quando questo verrà inviato in Parlamento. E soprattutto non è chiaro il peso che avrà una maggioranza ridimensionata sulle tempistiche dell'approvazione del piano. "Spero che l'instabilità politica in Italia non metta a repentaglio questo lavoro perché l'Italia è il maggiore beneficiario e bisogna assicurarsi che i fondi arrivino, sono molto importanti per la ripresa in Italia", ha detto Valdis Dombrovskis, vicepresidente della Commissione europea. Dal momento che il partito di Matteo Renzi si è astenuto, quando era ancora al governo, dall'approvare il Piano di rilancio, non è chiaro come si comporterà in Parlamento. Certo è che l'impiego delle risorse europee e il rilancio dell'economia italiana dopo la crisi innescata dalla pandemia di coronavirus, si fa sempre più complesso. E soprattutto, in una situazione di instabilità politica, rischia di arrivare in ritardo.