Primarie, chi vince secondo i sondaggi tra Conte e Schlein: il leader M5s in vantaggio

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A cura di Luca Pons
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Alle primarie del campo largo, oggi, vincerebbe Giuseppe Conte. Lo afferma un sondaggio politico realizzato da Ipsos, che mette a confronto Conte con Elly Schlein sia in un testa a testa, sia con eventuali altri candidati. Il gradimento più alto va alla sindaca di Genova Silvia Salis, che ha più volte escluso di correre alle primarie.

Giuseppe Conte vincerebbe le primarie del campo largo, se si votasse oggi, e lo farebbe con il sostegno di un elettore del Pd su cinque. Elly Schlein si fermerebbe più in basso e prenderebbe la preferenza di meno della metà dei suoi elettori. È questo uno dei segnali più importanti che vengono dal nuovo sondaggio politico realizzato da Ipsos e pubblicato da Nando Pagnoncelli sul Corriere della sera.

Gli altri segnali significativi sono due: il primo è che la sindaca di Genova Silvia Salis, nonostante abbia detto di non essere interessata alla guida della coalizione, suscita un forte gradimento; l'altro è che tra gli elettori del campo largo uno su tre preferirebbe che fossero i partiti a mettersi d'accordo invece di andare alle primarie.

Quando si parla di sondaggi, bisogna sempre prendere i risultati con consapevolezza. Non si tratta di previsioni esatte, ma di stime fatte a mesi di distanza dall'eventuale voto. Anche per questo, ci possono essere delle oscillazioni nei risultati. Fatto sta che nella rilevazione di Ipsos, istituto considerato tra i più affidabili in Italia, Conte risulta in testa.

Conte vince le primarie, convince anche gli elettori del Pd

Di fronte alla domanda secca, "Chi voteresti se ci fossero le primarie domani", il 38% degli elettori sceglie Giuseppe Conte. Il 22% preferisce Elly Schlein e ben il 20% si butta su un "terzo candidato" diverso dai due.

Ci sono dei particolari interessanti. Tra i sostenitori di Conte c'è anche il 20% di chi dichiara di votare Pd. Solo il 49% dei democratici vota per Schlein, mentre il 15% va su un candidato terzo e il 13% è indeciso. Il presidente del Movimento 5 stelle non solo si prende il 78% dei voti grillini, ma anche il 54% di quelli di Alleanza Verdi-Sinistra. E, cosa forse ancora più sorprendente, il 23% dal gruppo "altre liste", che include anche gli schieramenti centristi. Gli elettori delle "altre liste" moderate, infatti, scelgono per ben il 43% un candidato terzo, forse pensando proprio a Silvia Salis, che Matteo Renzi ha più volte elogiato.

Simulando un ballottaggio tra Conte e Schlein, le cose non cambiano di molto. L'ex premier prende il 43%, tra cui anche il 23% dei voti del Pd, il 66% di Avs e il 39% dei centristi. La segretaria del Partito democratico prende il 30%; viene scelta dal 60% degli elettori del suo partito. Insomma, stando a queste rilevazioni, oggi Conte sarebbe in vantaggio in tutte le fasi delle primarie.

Silvia Salis è la prima per gradimento degli elettori, piace a sinistra e centristi

Il vantaggio del leader pentastellato si riflette anche nei dati sul gradimento. Il 55% degli elettori gli dà un giudizio favorevole, contro il 51% di Schlein. Il sostegno a Conte, come detto, risulta forte anche nel Pd: ha un indice di gradimento del 58% tra i democratici, così come del 47% con rosso-verdi e del 40% con i centristi. Tra gli elettori M5s, Schlein prende voti positivi solo dal 35%.

Ad avere un gradimento superiore a entrambi, però, è Silvia Salis. La sindaca genovese, quasi paradossalmente, arriva al 56% grazie a un forte sostegno degli elettori di Avs (72%) e i centristi (62%), oltre a una spinta significativa dagli elettori indecisi (43%, la più gradita in questa fascia) e da quelli del Pd (68%, contro il 77% di Schlein). Solo nel Movimento 5 stelle non riscuote un grande successo, fermandosi al 35%.

Il sondaggio rileva anche il gradimento di altri tre candidati che fanno riferimento all'area moderata e che, ad oggi, sono considerati outsider. Alessandro Onorato, assessore a Roma e leader di Progetto civico Italia, raccoglie il 31%; Ernesto Maria Ruffini, leader dell'associazione Più Uno, il 29%; e Vincenzo Spadafora, ex ministro e leader dell'associazione Primavera, il 23%.

Un elettore su due nel campo largo vuole evitare le primarie

Va detto, in conclusione, che gli elettori del campo largo non vedono necessariamente le primarie come la soluzione migliore. Anzi, di fronte alla domanda "Come dovrebbe essere scelto il leader della coalizione" c'è una divisione piuttosto ampia.

Meno di un elettore su cinque (il 19%) pensa che la leadership debba andare a chi guida il partito maggiore della coalizione. È un sistema che non riscuote un enorme successo neppure tra gli elettori del Pd (28%), che pure con questo meccanismo sarebbero praticamente certi di vedere Elly Schlein vittoriosa. I meno convinti, naturalmente, sono gli elettori di Alleanza Verdi-Sinistra (10%).

Le primarie sono gradite dal 30% degli elettori del campo largo, e più di tutti proprio dai rosso-verdi (39%), seguiti a stretto giro dai centristi (35%) e dal M5s (33%). Ben più tiepidi i sostenitori del Partito democratico, con appena il 21%.

Ma la strada più popolare, che supera di poco anche le primarie, è quella di un accordo tra i partiti: lo vorrebbe il 33%. Il risultato è spinto soprattutto dal 42% di elettori democratici che preferirebbero questo metodo. Scelgono questo sistema anche il 26% dei pentastellati, il 32% dei centristi e il 35% di chi vota Avs. Insomma, a grandi linee, un quinto dell'elettorato del campo largo vorrebbe che la leadership andasse a chi guida il partito più grande, un terzo chiede le primarie e un terzo affida la questione ai partiti. In altri termini, più della metà (il 52%) vorrebbe una soluzione che non siano i gazebo delle primarie di coalizione.

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