Sondaggi politici, pareggio tra centrodestra e campo largo. Schlein batte Conte alle primarie

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Secondo l’ultimo sondaggio realizzato dall’istituto Noto, le due coalizioni sono al 41,5%. A destra Futuro Nazionale consolida il sorpasso su Forza Italia, mentre la Lega scivola al 5,5%. Schlein avanti alle primarie. Il polo di centro raccoglie il 5%.

Sarebbe un testa a testa al cardiopalma. Il centrodestra e il campo largo si rincorrono, le due coalizioni viaggiano attorno al 41%: alle prossime politiche persino pochi decimi potrebbero fare la differenza. L’indagine dell’istituto Noto prefigura un pareggio tra destra e sinistra; ad eventuali primarie invece la segretaria del Pd Elly Schlein vincerebbe di misura (52%). Secondo il sondaggio Conte si fermerebbe al 44%.

L’ascesa di Vannacci e il nodo della legge elettorale

Le rilevazioni dell’istituto Noto, realizzate per Porta a Porta, sondano le intenzioni di voto degli italiani. Se oggi si andasse alle urne Fratelli d’Italia si confermerebbe primo partito del paese con il 27,5% dei voti. Futuro Nazionale sale dal 4,5% all’8% (l’ultimo dato dell’istituto risale a giugno) e sorpassa Forza Italia (7%), mentre la Lega scivola al 5,5% (la gamba centrista, Noi Moderati, ha l’1,5%). È uno scenario compatibile con le indagini di altri centri studi che sono uscite negli ultimi giorni. Ieri c’è stato un vertice a Via della Scrofa (sede di Fratelli d’Italia) per trovare una quadra sulla legge elettorale: "La soglia per ottenere il premio di maggioranza”, hanno anticipato i senatori forzisti Roberto Rosso e Alessandro Battilocchio, “resta fissata al 42%”.  Proprio la cifra, secondo Noto, attorno a cui si muovono centrodestra e campo largo (41,5%). A meno che alla fine Vannacci, Meloni, Tajani e Salvini non trovino un'intesa: il generale porterebbe l’alleanza al 49,5%.

Ad un eventuale ballottaggio il 53% voterebbe per la coalizione guidata dalla premier, mentre il 47% sceglierebbe il centrosinistra ed Elly Schlein.

Il campo largo vale il 41,5%, ma per arrivarci servono i liberali

Il Partito Democratico scende sotto la soglia psicologica del 20%. Nei sondaggi dell’istituto 19,5% è il risultato peggiore che ottiene dalle ultime politiche. Il Movimento 5 Stelle si ferma al 12,2%, mentre Alleanza Verdi Sinistra è stimata al 5,5%. Le tre forze, che costituiscono il nucleo della coalizione di centrosinistra, raggiungono il 37,2%. Per poter essere competitiva, numeri alla mano, l’alleanza deve allargarsi anche ad Italia Viva (2%), +Europa (1%) e Progetto Civico (1,3%), il partito degli amministratori lanciato da Alessandro Onorato (assessore allo Sport del Comune di Roma). Matteo Renzi resta il nodo principale; alla festa nazionale di Avs, Terra, Giuseppe Conte ha parlato del pericolo di avere a bordo “compagni di viaggio che con disinvoltura possano scartare per ragioni personali”.

La lista AzioneLiberaldemocraticiSpazio Pubblico, che tiene insieme Calenda, Luigi Marattin e Pina Picierno, si attesta al 5%. Anche se il quadro è così frastagliato, ieri al Senato le opposizioni hanno rinnovato l'impegno congiunto contro la legge elettorale targata Meloni.

Primarie, Schlein batterebbe Conte: 52% contro 44%

Se il centrosinistra scegliesse le primarie come metodo per designare il proprio candidato premier, la segretaria del Partito democratico Elly Schlein vincerebbe la corsa contro il presidente del Movimento 5 stelle Giuseppe Conte. Il sondaggio Noto vede avanti la leader dem sia al primo turno (con il 52% dei voti) che a un possibile ballottaggio (56%). L’istituto ha analizzato anche i flussi di voto: alla prima consultazione l'80% degli elettori del Pd voterebbe per Schlein, mentre il 94% dei pentastellati indicherebbe Conte. La base di Avs non è compatta, ma dentro questo bacino ai gazebo prevarrebbe nettamente la segretaria del Pd (con il 58%, contro il 30% che sosterrebbe l'ex premier). Un candidato civico non iscritto ai partiti raccoglierebbe solamente il 4%. Ad un eventuale secondo turno su Schlein convergerebbe l’88% dei voti dem e il 66% dei rossoverdi.

Tuttavia, per il 50% degli elettori del centrosinistra sarebbe preferibile individuare il candidato premier della coalizione nel leader del partito che prenderà più voti. Comprensibilmente, l’opzione piace soprattutto ai dem (61%). Nel Movimento 5 Stelle il 62% degli elettori è favorevole alle primarie.

Le opinioni degli elettori su come dovrebbero funzionare le primarie

Anche sulle regole non c’è una posizione comune. Il 59% vorrebbe primarie a turno unico, mentre solo il 24% preferisce un eventuale ballottaggio. Quanto alle modalità di voto, il 55% sceglierebbe una formula mista, con gazebo e consultazioni online; il 20% vorrebbe soltanto i gazebo e l’8% esclusivamente il voto telematico.

Inoltre, per il 55% degli intervistati le primarie dovrebbero essere aperte a tutti. Il 18% invece vorrebbe consentire la partecipazione solo a chi si registra in anticipo su una piattaforma, mentre il 16% la riserverebbe agli iscritti ai partiti. Infine, il 43% ritiene che ogni partito dovrebbe presentare un solo candidato; il 23% opterebbe per lasciare libertà di candidatura, mentre il 17% è favorevole a fissare una soglia minima di firme per partecipare.

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