Sondaggi politici, campo largo in vantaggio sul centrodestra: Vannacci tocca l’8% e diventa il quarto partito
Il nuovo sondaggio Lab21 fotografa un equilibrio ancora incerto: il centrosinistra raggiunge il 44,2% nelle intenzioni di voto e supera il centrodestra, fermo al 41,4%, ma Fratelli d'Italia resta il primo partito. Tra under 35 cresce la distanza dalla leadership di Giorgia Meloni, con il 20,4% che non si riconosce in nessun leader.
Come vanno i partiti e le coalizioni nei sondaggi
La fotografia che ci riporta questo sondaggio parte da un dato che, a livello nazionale, racconta un confronto ancora apertissimo. Il centrosinistra è quasi tre punti avanti al centrodestra, ma a guidare la classifica dei singoli partiti è ancora Fratelli d'Italia, con il 28,1%. Seguono Pd e Movimento 5 Stelle.
Il Pd al 20,2% resta il principale riferimento del centrosinistra, ma il Movimento 5 Stelle al 13,9% conferma di avere ancora un bacino elettorale consistente.
Il dato più rilevante resta comunque quello di Vannacci, all'8%, in crescita di 0,4 punti. Futuro Nazionale guadagna il quarto posto e supera così Forza Italia, al 7,2%, Alleanza Verdi-Sinistra, al 5,8% e la Lega, crollata al 5,3%.
FdI conserva quindi il primato tra i partiti e la coalizione rimane sopra il 40%. Allo stesso tempo, però, il vantaggio del centrosinistra nel dato aggregato mostra che l'attuale equilibrio politico potrebbe cambiare, soprattutto se le forze di opposizione riuscissero a trasformare il proprio consenso in un'alleanza elettorale realmente competitiva.
Il consenso appare quindi distribuito su più forze e rende difficile leggere il risultato soltanto attraverso la contrapposizione tra governo e opposizione. Prima ancora della sfida tra destra e sinistra, il sondaggio mostra un elettorato frammentato, nel quale anche spostamenti relativamente piccoli possono modificare sensibilmente gli equilibri.
Cala il consenso di Meloni tra i giovani: sale quello di Conte e Schlein
Quando Lab21 chiede agli intervistati quale leader rappresenti maggiormente le proprie idee, la distanza tra il campione generale e gli under 35 diventa evidente. Giorgia Meloni passa dal 30,7% complessivo al 24,1% tra i giovani. Elly Schlein sale invece dal 13,5% al 17,3%, mentre Giuseppe Conte passa dal 12% al 14,7%.
Altrettanto significativo è il dato di chi non sceglie nessuno: 20,4% tra gli under 35, contro il 15,1% dell'intero campione. Non è semplicemente uno spostamento da destra a sinistra. Se così fosse, la crescita di Schlein e Conte spiegherebbe gran parte della perdita di Meloni. Invece una quota importante resta fuori da questa dinamica.
È qui che il sondaggio sembra raccontare soprattutto una crisi della rappresentanza. Una generazione che non appare politicamente uniforme, ma che mostra una distanza maggiore dalle principali figure della politica nazionale. E il dato assume ancora più peso perché arriva dopo mesi nei quali una parte degli under 35 ha dimostrato di poter trasformare il malcontento in partecipazione. Per molto tempo i giovani italiani sono stati associati soprattutto all'astensione. Gli ultimi mesi hanno però mostrato un'immagine diversa: mobilitazioni studentesche, proteste su istruzione, sicurezza e politica estera e, soprattutto, una partecipazione significativa al referendum sulla giustizia.
La partita è ancora aperta
Quanto visto finora non significa che Meloni abbia perso il consenso del Paese, né che i giovani siano diventati elettori del centrosinistra. Il sondaggio ci dice, piuttosto, che il rapporto tra la premier e gli under 35 è meno solido che in altre classi di età, mentre aumenta la quota di giovani che non trova un leader di riferimento.
Per il governo è un segnale da non ignorare. Per l'opposizione, però, non è ancora una vittoria. Perché il problema non è soltanto conquistare chi si è allontanato da Meloni. È conquistare chi, oggi, non sembra voler consegnare la propria fiducia a nessuno. Uno spazio che, alle prossime elezioni, potrebbe pesare molto più di quanto abbia fatto finora.