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Piccolo promemoria per la destra che sbraita sul caso Modena: al governo ci siete voi

Il giorno dopo il folle gesto di Salim El Koudri, le destre si scatenano contro la fallita integrazione delle seconde generazioni e i suoi giornali parlano di attenato. Ma chi doveva integrare? Chi doveva prevenire? Chi sta al governo?
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Giorgia Meloni e la destra stanno governando l’Italia dal 2022.  Lo ammetto: sono dovuto andare a controllare, perché a leggere le dichiarazioni dei politici di destra e gli accalorati editoriali dei giornali di destra sul caso dell’uomo che a Modena ha falciato otto persone con la sua automobile a tutta velocità, ho pensato di essere vittima di un’allucinazione, di aver vissuto a mia insaputa in un Paese che da anni è governato dalla sinistra, o dalle Ong, o dal "partito buonista italiano".

Denunciano, i nostri maitre a penser conservatori, il fallimento delle politiche di integrazione, l’assenza di sicurezza, l’incapacità di chiamare il terrorismo col suo nome. Ok. Ma, di grazia, perché ve la prendete con chi sta all’opposizione?

Per dire: è il ministro dell’interno Matteo Piantedosi a dire che il gesto di Salim El Koudri non è assimilabile a un atto di terrorismo. Ma, al contrario, è il gesto di una persona con gravi problemi psichiatrici. Per ora, insomma, non c’è nessuna affiliazione, nessuna rivendicazione, nessun Allahu Akhbar urlato a gran voce nel rivendicare quanto fatto, come è sempre accaduto nei casi di attentati compiuti da lupi solitari in giro per l’Europa.

E a proposito: mettiamo, anche solo per assurdo, che sia stato un attentato. È avvenuto, prima volta in Italia, sotto un governo di destra che ha fatto della sicurezza la sua ossessione, che ha sfornato decreti liberticidi anche per prevenire – dicono loro – atti di questo tipo. Perché, dicevano, basta stringere le maglie del controllo e della repressione per evitare che accadano episodi come questo di Modena, altro che investire sul disagio sociale e sulla salute mentale. Bene, bravi, bis: e adesso pretendete pure che ce la prendiamo con Conte e Schlein?

Andiamo avanti. Perché c’è pure chi ulula alla luna contro il fallimento delle politiche di integrazione delle seconde generazioni, e li bello è che lo fa pure dallo scranno di vicepremier – vero Matteo Salvini? Domanda: quali politiche di integrazioni delle seconde generazioni, di grazia? Quelle che questo governo non ha mai nemmeno preso in considerazione di dover anche solo teorizzare, figurarsi metterle in atto? Dire “emergenza maranza” non basta, quando sei al governo. Se pensi ci sia un problema con le seconde generazioni di stranieri, te ne occupi. Se pensi che le cause di questo attentato vadano ricercate lì, spiace, ma te le accolli.

Non è finita. Perché ci è toccato persino leggere le pensose riflessioni di chi dice che stiamo andando verso una società impazzita, in stile americano, in cui c’è gente che si vuole far giustizia contro cittadini inermi. Aiutateci a ricordare: chi è che da anni ci racconta che è giusto che le armi circolino liberamente, meglio ancora se da fuoco? Chi da anni dice che l’unico problema coi giustizieri solitari è quello dell’eccesso di legittima difesa? Se, per assurdo,  Salim El Koudri, al posto dell’automobile e del coltello, avesse imbracciato un’arma semiautomatica, sarebbe stata colpa, di nuovo, dei buonisti di sinistra?

Con tutto il rispetto, ma chi pensate di prendere in giro, stavolta?

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Francesco Cancellato è direttore responsabile del giornale online Fanpage.it e membro del board of directors dell'European Journalism Centre. Dal dicembre 2014 al settembre 2019 è stato direttore del quotidiano online Linkiesta.it. È autore di “Fattore G. Perché i tedeschi hanno ragione” (UBE, 2016), “Né sfruttati né bamboccioni. Risolvere la questione generazionale per salvare l’Italia” (Egea, 2018) e “Il Muro.15 storie dalla fine della guerra fredda” (Egea, 2019) e"Nel continente nero, la destra alla conquista dell'Europa" (Rizzoli, 2024). Il suo ultimo libro è "Il nemico dentro. Caso Paragon, spie e metodi da regime nell'Italia di Giorgia Meloni" (Rizzoli, 2025)
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