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Perché alla fine Giuseppe Conte non è stato sentito in Commissione Covid

Dopo mesi di polemiche, l’audizione di Giuseppe Conte nella commissione d’inchiesta sul Covid è saltata ancora una volta. Ora FdI accusa Conte di aver scelto appositamente una data in cui era difficile organizzare la seduta, mentre il M5s risponde che si tratta dell’ennesimo attacco politico infondato.
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A cura di Luca Pons
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Avrebbe dovuto concludersi oggi, martedì 4 agosto, la saga sull'audizione di Giuseppe Conte davanti alla commissione d'inchiesta parlamentare sul Covid. Così non è stato, però. All'ultimo, nella serata di lunedì, il presidente della commissione Marco Lisei (FdI) ha comunicato che la seduta era sconvocata a causa del lavoro delle Aule parlamentari.

Così, dopo mesi – o sarebbe meglio dire anni – di polemiche cicliche, la questione è stata rinviata ancora una volta. Fratelli d'Italia non si è lasciato sfuggire l'occasione per attaccare l'ex premier, chiamandolo un "bugiardo" che è "scappato" dall'audizione, perché avrebbe dato disponibilità in date in cui sapeva che i lavori parlamentari avrebbero impedito l'audizione. Il Movimento 5 stelle ha replicato duramente: "Un circo ridicolo e vergognoso".

Come eravamo arrivati alla data del 4 agosto per l'audizione di Conte

Per ricostruire come si è arrivati a questo momento bisogna tornare almeno a un mese fa. Il 6 luglio, quando le polemiche sulla commissione Covid erano tornate ancora una volta al centro del dibattito politico, Conte fece sapere di aver scritto una lettera a Lisei chiedendo di conoscere la data della sua audizione. Pochi giorni dopo, il 9 luglio, disse che aveva dato la sua disponibilità per il 4, il 5 e il 6 agosto.

Si trattava di un martedì, un mercoledì e un giovedì, i giorni in cui l'attività parlamentare è più intensa. Da Fratelli d'Italia però non arrivarono polemiche su questo. Il giorno successivo all'annuncio di Conte, Lisei comunicò: "Considerando che il 5 agosto cade di mercoledì, giornata in cui le Aule di Camera e Senato difficilmente consentono la convocazione delle commissioni perché queste non possono sovrapporsi ai lavori d’Aula, ritengo molto probabile che la sua audizione avrà inizio il 4 agosto".

Pe tre settimane le cose sono rimaste così, sospese. La data indicativa restava il 4 agosto, anche cadeva di martedì. La conferma ufficiale dell'audizione è arrivata solo nella serata di venerdì scorso, il 31 luglio. A quel punto, il calendario delle Aule di Camera e Senato era già stato comunicato. Questo lasciava pensare, quindi, che non ci fossero problemi.

Le dimissioni di Conte, poi l'annuncio di Lisei: "Incompatibile con lavori Aula, gliel'avevo detto"

Nel pomeriggio di lunedì, Conte ha rilanciato l'appuntamento sui suoi profili social annunciando le dimissioni dalla commissione Covid, di cui faceva parte. Questo era un punto su cui FdI aveva attaccato per mesi: non è permesso sottoporre ad audizione una persona che fa parte della commissione, quindi fino a quando Conte non avesse rassegnato le dimissioni non avrebbe potuto essere audito. "Spetterà a me, finalmente, parlare in modo da spazzare via tutto il fango", ha scritto l'ex premier.

Meno di due ore dopo, però, è arrivato il contrordine. Lo stesso Lisei ha comunicato che le sedute del 4 e 5 agosto non si sarebbero svolte. Il senatore meloniano ha subito messo in chiaro: "Già la scorsa settimana i miei uffici avevano contattato la segreteria di Conte anticipando che sarebbe stato difficile tenere l'audizione il 4 e il 5 agosto. Pertanto, avevano chiesto altre disponibilità ed io stesso, nel corso dell'ultima seduta, avevo avvisato che sarebbe stato utile da parte del leader del M5s proporre altre date".

"Nella giornata di venerdì scorso i miei uffici hanno nuovamente contattato la segreteria di Conte, senza tuttavia ricevere disponibilità di altri giorni", ha aggiunto Lisei. "Così ho deciso di tentare di fissarla comunque il 4 agosto, ma come previsto non c'è materialmente spazio per una audizione che richiederà parecchie ore. I miei uffici prenderanno ancora contatto con Conte per individuare altre date utili".

Gli attacchi durissimi di FdI e la risposta del M5s

Queste, quindi, sono le due versioni su cui FdI e M5s si scontrano. Secondo i meloniani, lì ha consapevolmente scelto date in cui l'audizione non si sarebbe potuta svolgere. Per i pentastellati, invece, è l'ennesimo tentativo di usare la commissione come uno strumento politico per attaccare il secondo governo Conte.

È vero che gli attacchi sono partiti, molto in fretta e molto simili tra loro, da parte dei parlamentari di Fratelli d'Italia. "Giuseppe Conte si è dimostrato ancora una volta un bugiardo", ha detto la deputata Alice Buonguerrieri, capogruppo in commissione Covid. "La sua disponibilità si è ristretta ai soli giorni 4 e 5, date nelle quali sapeva benissimo che le Aule erano impegnate con sedute che prevedono delle votazioni". E ancora: "Pensa di poter continuare a prendere in giro gli italiani? Ha così tanta paura delle domande che i commissari potrebbero porgli da dover ricorrere a sotterfugi e giochi di prestigio? L'audizione è ormai inevitabile, Conte non potrà scappare per sempre".

Lo stesso tono hanno usato anche, Antonella Zedda ("Se ha davvero quel coraggio di cui si vanta, faccia come Bignami, rinunci all'immunità parlamentare prima di essere audito. Smetta di prendere in giro gli italiani"), Francesco Ciancitto ("Ancora una volta, Giuseppe Conte tenta di scappare. L'ennesima presa in giro agli italiani. Galeazzo Bignami ha dimostrato coerenza e senso delle istituzioni rinunciando all'immunità parlamentare per farsi audire e affrontare ogni chiarimento a viso aperto; Conte avrà lo stesso coraggio?"), e Guido Liris ("Bignami ha rinunciato all'immunità parlamentare per farsi audire, lui avrà il coraggio di farlo? Basta prendere in giro gli italiani"), tra gli altri.

Da parte loro, i parlamentari del Movimento in commissione Covid hanno risposto con una nota unitaria: "È tanto vergognoso quanto ridicolo il circo messo in piedi da Fratelli d'Italia", hanno contrattaccato. "La convocazione in commissione Covid è stata diramata il 31 luglio, quando i calendari d'Aula di Camera e Senato erano stati già definiti. Cos'hanno fatto fino a stasera Lisei e Fratelli d'Italia, oltre a confezionare i comunicati stampa diffamatori? I casi sono due: o sono incapaci, oppure sono in malafede".

C'è stato spazio anche per la bagarre in Aula, alla Camera, dove il capogruppo M5s Riccardo Ricciardi ha detto: "Scappate, come al solito. Avete rilanciato per anni, poi vi veniamo a vedere e voi ve ne andate. Abbiamo smascherato il vostro bluff". Ha replicato la meloniana Buonguerrieri, interrotta più volte dalle proteste dei Cinque stelle. Alla fine il deputato del Movimento Leonardo Donno è stato espulso e la seduta è stata sospesa. Non è ancora chiaro quando si potrà recuperare l'audizione di Conte.

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