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Commissione Covid, Bignami si dimette per essere ascoltato: “Esempio per Conte”. Presidente M5S: “Non scappo”

Fratelli d’Italia chiede l’audizione di Galeazzo Bignami in commissione Covid: il deputato di FdI si dimette per poter essere ascoltato e invita Giuseppe Conte a fare lo stesso, “continua a nascondersi dietro l’immunità”. Il leader M5S non si tira indietro, ma chiede garanzie per il reintegro dopo l’audizione: “Da FdI narrazione falsa sul mio conto”.
Giuseppe Conte (M5S) e Galeazzo Bignami (FdI).
Giuseppe Conte (M5S) e Galeazzo Bignami (FdI).

Continua il braccio di ferro in commissione d'inchiesta Covid sul tema delle audizioni. Il dibattito politico sembra ormai concentrarsi più sui tentativi di maggioranza e opposizioni di portare sul banco degli imputati l'altra parte, che sull'obiettivo di fare chiarezza sulla gestione della pandemia. Nella serata di lunedì 29 giugno, Fratelli d'Italia è ripartito all'attacco, chiedendo l'audizione del loro deputato, Galeazzo Bignami, che si è quindi dimesso per essere ascoltato e aggirare il divieto che impedisce di udire i membri della commissione. Il deputato di Fratelli d'Italia ha colto l'occasione per virare l'attenzione sul presidente del Movimento 5 Stelle, Giuseppe Conte, spiegando che spera che il suo gesto "possa essere da esempio anche per Conte, che continua a nascondersi dietro l'immunità".

Da tempo il partito di governo punta a sentire in commissione Conte, che durante la pandemia era presidente del Consiglio. Sotto la lente di Fratelli d'Italia ci sono in particolare le forniture di mascherine non idonee e le consulenze da quasi mezzo milione svolte dall'ex studio legale di Conte. Dopo le parole di Bignami, il presidente 5 Stelle ha deciso di scrivere ai presidenti di Camera e Senato per dare la sua "disponibilità a essere audito in commissione", a condizione che gli venga assicurato un "tempestivo reinsediamento" dopo l'audizione.

Sul tema è intervenuta anche la premier Giorgia Meloni, secondo cui dai lavori della commissione emergono elementi "oggettivamente incredibili", che "meritano l'attenzione di un giornalista".

Perché Fratelli d'Italia vuole ascoltare Bignami (FdI) in commissione Covid

Il primo a sferrare il colpo è stato il gruppo di Fratelli d'Italia in commissione Covid, che ha richiesto l'audizione del deputato Galeazzo Bignami, membro dello stesso organo, per ascoltarlo. Tra le motivazioni, spiegano i meloniani, ci sono alcune "vicende legate alla pandemia di cui è stato testimone principale". Il riferimento è ai "contratti di acquisto stipulati dalla struttura commissariale, il ricorso contro il ministero della Salute a seguito del diniego all'accesso agli atti ai verbali della task force e poi al Piano pandemico nazionale".

Proprio nel 2020 Bignami aveva chiesto di visionare i verbali della task force, istituita dal ministero della Salute, per la gestione della pandemia. Il dicastero si rifiutò ma il deputato, presentando ricorso al Tribunale amministrativo del Lazio, ottenne la pubblicazione dei verbali nel giugno del 2021. Da quella documentazione emersero i ritardi dell'Italia nella gestione del Piano pandemico nazionale, che era rimasto fermo al 2006.

Le dimissioni di Bignami: "Esempio per Conte, che continua a nascondersi dietro l'immunità"

Bignami non ha battuto ciglio e, in serata, ha accolto la richiesta del suo stesso gruppo. "Comunico di aver appena provveduto a presentare le mie dimissioni da componente della commissione", fa sapere attraverso una nota stampa. Come precisa il deputato, così facendo "viene a cadere l'incompatibilità di cui altri si fanno scudo, per rispondere a tutte le domande che i commissari vorranno pormi sulle vicende a me note". Come abbiamo detto, il gesto di Bignami era necessario per sfilarsi dal vincolo che impedisce a un membro della commissione di essere al tempo stesso inquirente e testimone.

"Ora mi auguro che questo possa essere da esempio anche per Giuseppe Conte – continua il deputato meloniano – che continua a nascondersi dietro l'immunità che gli garantisce l'essere componente della Commissione, al fine di essere audito e fare chiarezza sulle tante questioni che in queste ultime settimane stanno emergendo". Nei giorni scorsi, attraverso una lettera congiunta, i presidenti di Camera e Senato, Lorenzo Fontana e Ignazio La Russa, avevano chiarito che, in caso di dimissioni ai fini di udienza di un membro della commissione, questo sarebbe poi stato reinserito nell'organo.

La replica di Giuseppe Conte (M5S): "Farò pervenire le mie dimissioni, da FdI narrazione falsa sul mio conto"

Non si è fatta attendere la risposta di Giuseppe Conte, che ha deciso di scrivere a sua volta a La Russa e Fontana. "Non appena conosciute le modalità con cui avverrà la mia libera audizione e una volta concordata la data in cui mi sarà consentito presentarmi, farò pervenire, immediatamente prima dell’audizione, le mie dimissioni da componente della commissione", è questa la formula scelta dal leader del Movimento 5 Stelle per dare la sua disponibilità a essere ascoltato. Conte, in quanto deputato, chiede poi al presidente Fontana di garantirgli il reinserimento in commissione: "Non intendo affatto rinunciare, una volta completata l’audizione, al mio ruolo di componente".

Il presidente pentastellato, nella missiva, torna a sottolineare che "sono ormai quasi due anni da quando, nell’ottobre 2024, ho scritto al presidente della commissione, Marco Lisei, per informarlo della mia disponibilità a essere audito". Una richiesta che però, fino ad oggi, non ha trovato attuazione. Il messaggio di Conte prosegue anche sui suoi canali social, dove i toni si fanno più duri: "Da settimane Fratelli d'Italia cerca di costruire una narrazione falsa sul mio conto, arrivando persino a sostenere che mi sottragga alla commissione Covid, la verità è esattamente l'opposto". Per questo, rende pubblica la lettera inviata ai presidenti delle Camere, "affinché tutti possano conoscere i fatti".

In serata Conte ha precisato la sua posizione anche nel corso della trasmissione "Quarta Repubblica" di Nicola Porro, dove ha ricordato che le opposizioni, nelle scorse settimane, avevano chiesto le dimissioni di Lisei dalla presidenza della commissione. La richiesta era arrivata dopo che i partiti di opposizione avevano appreso la notizia di alcune audizioni svolte all'interno di un commissariano di polizia a Roma. "Le prove demandate in totale segretezza senza delega reale ai consulenti della commissione sono state una vergogna procedurale: così siamo stati privati delle prerogative", attacca il leader del Movimento.

La premier Meloni sui lavori della commissione: elementi "oggettivamente incredibili"

Durante la sua partecipazione a "10 minuti" su Rete 4, anche la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, è intervenuta sul tema. Secondo la premier, quanto sta emergendo dalla commissione d'inchiesta è "oggettivamente incredibile". "Merita l'attenzione di un giornalista il fatto che si dica che sono state date commissioni per milioni di euro di soldi degli italiani per importare con gara diretta dalla Cina mascherine farlocche, mentre c'era gente che faceva tutti i sacrifici possibili per salvare gli italiani dal Covid", aggiunge la leader di Fratelli d'Italia. Meloni sottolinea inoltre che la questione "merita più attenzione di Maria Rosaria Boccia".

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