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Patuanelli (M5s): “Commissione inchiesta sul Covid è un precedente pericoloso per coccolare i no vax”

A Fanpage.it l’ex ministro dello Sviluppo economico e attuale capogruppo M5s in Senato, Stefano Patuanelli, ha criticato la commissione d’inchiesta sul Covid: “Si poteva fare in modo sensato, investigando anche sulle Regioni. Così invece è surreale. Strizza l’occhio al bacino elettorale no vax della destra”.
A cura di Luca Pons
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La commissione parlamentare d'inchiesta sulla gestione della pandemia da Covid-19 è sempre più vicina al via definitivo. Mercoledì il Senato ha votato a favore del ddl che la crea, e ora serve un ultimo passaggio alla Camera per l'approvazione finale. La commissione d'inchiesta sul Covid è stata un obiettivo del centrodestra fin dall'inizio del governo Meloni: l'accusa delle opposizioni è che, ignorando l'operato delle Regioni (molte a guida centrodestra) e concentrandosi sull'operato del governo Conte II, la commissione sarà solo uno strumento di attacco politico all'ex esecutivo. Stefano Patuanelli, capogruppo del Movimento 5 stelle al Senato, è stato ministro dello Sviluppo economico negli anni della pandemia. A Fanpage.it ha commentato il progetto di commissione del governo Meloni.

In Aula ha detto che, se ci fosse stata anche un'indagine sulle Regioni, avreste votato di sì. Come è noto, molte Regioni durante la pandemia erano amministrate dal centrodestra, incluse due tra le più colpite: Veneto e Lombardia. La vostra era una provocazione?

Avremmo votato sì veramente, anche se non bastava quello a renderlo un progetto valido. Io credo che la commissione si potesse fare in modo serio.

In che modo?

Il modo in cui non solo il nostro Paese, ma il mondo, ha affrontato la pandemia, è stato probabilmente inadeguato nel suo complesso. Le strutture sanitarie si sono rivelate impreparate. C'è voluta una grande capacità del governo Conte II per adeguarle in tempi rapidissimi alle necessità della pandemia. Quindi la commissione avrebbe potuto avere un senso, se avesse avuto il mandato di capire come il sistema sanitario nazionale – che è regionalizzato, quindi già paga il prezzo dell'autonomia – può essere rafforzato per essere più resiliente in caso di nuove emergenze. Quantomeno, si poteva investigare anche sulle carenze dei sistemi sanitari regionali, che evidentemente hanno qualcosa da nascondere.

Questa è l'accusa che la maggioranza fa a voi ex-componenti del governo Conte: avere ‘qualcosa da nascondere' e per questo opporsi alla nascita della commissione.

È invece, è stata proprio la maggioranza a non voler rivolgere l'analisi della commissione sui sistemi sanitari regionali. È chiaro che la nostra posizione, nel chiedere che le Regioni fossero incluse, è stata strumentale ma seria: volevamo evidenziare la totale discrasia tra quello che il centrodestra diceva in Aula, cioè che noi abbiamo qualcosa da nascondere, e il fatto che fossero loro a voler nascondere dei difetti regionali.

La commissione sarà un "plotone di esecuzione politica", come l'aveva definita Conte? 

Fatta in questo modo assurdo, sì. Perché il mandato della commissione d'inchiesta è esattamente questo: valutare politicamente le scelte politiche del governo precedente. Attenzione, perché si apre un precedente che io credo non piaccia neppure alla maggioranza. Perché oggi è maggioranza e governa, ma domani potrà trovarsi ad essere opposizione. Se si sdogana il principio per cui si possono fare commissioni d'inchiesta sull'operato politico del governo precedente, allora il Parlamento non serve più. La critica politica viene svolta da una commissione che ha i poteri della magistratura. A me sembra oggettivamente surreale

È pericoloso che tra gli ambiti da valutare ci siano anche gli "eventi avversi" che hanno colpito alcuni vaccinati e la validità scientifica dei vaccini anti-Covid?

Strizzano l'occhio a quel mondo che non parla di vaccini, ma di siero, sicuramente un mondo che ha causato un problema nel momento in cui si doveva gestire la pandemia. Si platealizza il fatto che ampi settori di questa maggioranza hanno visto quel mondo come un bacino elettorale potenziale, e oggi cerca di coccolarlo. Effetti avversi ci sono sui vaccini, sui farmaci, su qualsiasi tipo di presidio sanitario. Ma ci sono gli organi preposti a valutarne l'entità, e tutti i dati che oggi abbiamo a disposizione ci mostrano che quel vaccino ha salvato vite, non ne ha sottratte.

Il ddl per la commissione d'inchiesta torna alla Camera. Quando sarà approvato parteciperete ai lavori, o vi asterrete per protesta?

Questo lo vedremo a seguito di quello che accadrà alla Camera, se verrà modificato ulteriormente. Nel momento in cui il tema principale di dibattito diventano i banchi a rotelle, già questo dimostra l'irragionevolezza del provvedimento, ma ho sempre la speranza che il buon senso si riappropri delle teste del governo e della maggioranza. A me piacerebbe far parte di quella commissione, e mi piacerebbe che ne facessero parte tutti gli ex ministri. Perché voglio vedere con che faccia poi gli altri commissari, quelli di maggioranza, verranno ad accusarci di falsità e di cose strumentali.

Chi guiderà la commissione? Il presidente sarà di Italia viva, che è all'opposizione ma ha votato a favore?

No, non credo ci siano le condizioni perché possa essere Italia viva.

Al di là dei problemi già noti e precedenti, come un piano pandemico non aggiornato e un sistema sanitario preparato, il governo Conte II ha sbagliato qualcosa nella gestione della pandemia?

Sicuramente alcune cose si potevano fare diversamente, ma con il senno di poi si rischia di fare una valutazione errata, perché oggi abbiamo delle informazioni e dei dati che in quel momento non erano disponibili, a noi né a nessuno. Siamo stati il primo Paese occidentale ad affrontare la pandemia. Guardiamo invece a quante cose innovative abbiamo fatto in quella fase per affrontare l'emergenza sanitaria, ma anche l'emergenza economica conseguente. Io ricordo benissimo i ministri, miei omologhi, di altri Paesi che ci chiamavano perché girassimo loro i decreti che stavamo facendo, per capire come ci stiamo muovendo. La nostra curva pandemica era già iniziata e negli altri Paesi ancora non c'era, poi siamo stati i primi ad abbattere quella curva. Molte misure sono state copiate in tutto il resto del mondo.

Quali?

Penso alle zone rosse e alla sospensione delle attività economiche, accompagnate, però, da provvedimenti di sostegno all'economia. I risultati degli anni successivi anche da quel punto di vista ci hanno dato ampiamente ragione.

Questa del Senato doveva essere l'approvazione definitiva, ma serve un altro passaggio alla Camera dopo che in commissione ci sono stati alcuni emendamenti. Perché?

Dai compiti della commissione è stato rimosso quello di valutare se i decreti d'urgenza fossero legittimi a livello costituzionale. È la dimostrazione dell'incapacità legislativa di questa maggioranza. Come era pensabile che fosse una commissione di inchiesta a valutare la liceità di provvedimenti d'urgenza, quando quei provvedimenti hanno un vaglio di costituzionalità con la firma del presidente della Repubblica? Era uno sgarbo istituzionale, un'assoluta irrazionalità che rendeva impossibile procedere. Non hanno saputo scrivere la norma e quindi è stato necessario modificarla.

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