Il veliero Alex della ‘Mediterranea Saving Humans, che ieri ha recuperato 54 persone in mare, in zona Sar libica, questa notte aveva chiesto l'assegnazione di Lampedusa come porto sicuro per lo sbarco, non potendo sbarcare in Tunisia, come aveva chiesto Matteo Salvini, e non volendo riportare i naufraghi in Libia, dove vengono sistematicamente violati i diritti umani, e dove, nella notte tra martedì e mercoledì, le forze armate di Haftar hanno bombardato un centro di detenzione. Alle 4 di questa mattina il veliero dell'organizzazione umanitaria, giunto al limite delle acque territoriali italiane (esattamente a 12 miglia da Lampedusa) non ha ricevuto il permesso di entrare: un decreto firmato dai ministeri degli Interni, della Difesa e dei Trasporti, ha vietato l'ingresso all'imbarcazione.

"Il Decreto è illegittimo: perché non può applicarsi a una nave che ha effettuato una operazione di soccorso a tutela della vita umana in mare. E perché non può essere vietato a una bandiera italiana ingresso nelle acque del proprio Paese", hanno scritto in un tweet da Mediterranea. Alle 5:17 è arrivata la comunicazione da Malta, che ha offerto il proprio porto per lo sbarco. Per via delle condizioni precarie delle 54 persone a bordo, tra cui ci sono 4 bambini e 11 donne, di cui 3 in gravidanza, e per le caratteristiche del natante, Mediterranea non era in grado di affrontare la lunga traversata, ma si è detta disponibile a trasferire tutti i migranti a bordo di motovedette maltesi, per il trasporto a La Valletta.

Già ieri sera il vicepremier leghista Matteo Salvini, intervistato da Mario Giordano su Rete4, aveva parlato di contatti in corso con Malta, per trovare una soluzione. Il leader della Lega questa mattina ha ribadito che quello di Malta è riconosciuto come ‘porto sicuro'. L'accordo sembra essere stato raggiunto. il patto tra Roma e La Valletta prevede però uno scambio: sull'isola-Stato saranno accolti i 54 naufraghi soccorsi dalla Alex, che saranno portati a terra con una nave militare maltese, a patto che l'Italia prenda 55 migranti che attualmente risiedono a Malta. Il governo maltese ha precisato che "questo accordo non pregiudica la situazione in cui questa operazione ha avuto luogo e in cui Malta non ha alcuna responsabilità legale, ma fa parte di un'iniziativa che promuove uno spirito europeo di cooperazione e buona volontà tra Malta e l'Italia". 

Dall'organizzazione per ora non confermano. I naufraghi si trovano in questo momento sul ponte della nave, sotto il sole cocente. Nonostante le cure mediche le donne incinte sono in uno stato di sofferenza che peggiora di ora in ora. "Purtroppo non c'è nessuna nave delle forze armate in arrivo da Malta per trasbordare e prendersi in carico le 54 persone che sono a bordo del nostro veliero". ha detto la portavoce di Mediterranea, Alessandra Sciurba. "Il nostro capo missione – ha spiegato – ha appena parlato con il Centro di coordinamento dei soccorsi di Roma il cui responsabile ha affermato che non c'è alcuna intenzione di organizzare il trasferimento con mezzi militari maltesi o italiani".