7 Settembre 2021
18:22

Open Arms: Conte, Di Maio e Lamorgese chiamati a testimoniare nel processo a Salvini

La Procura di Palermo chiama a testimoniare Conte, Di Maio, Lamorgese, Toninelli e Trenta sulla vicenda Open Arms per cui il leader della Lega Matteo Salvini è accusato di sequestro di persona e omissione di atti d’ufficio. Nel 2019 la nave rimase in mare con migranti a bordo in attesa di un porto sicuro. La prima udienza del processo si svolgerà il prossimo 15 settembre.
A cura di Giuseppe Pastore

Ci sono anche i ministri Luciana Lamorgese e Luigi Di Maio tra le persone chiamate a testimoniare dalla Procura della Repubblica di Palermo nel processo che vede imputato Matteo Salvini per i fatti della nave Open Arms del 2019. Nella lista dei 26 testimoni, insieme agli attuali ministri, compaiono anche l’ex premier Giuseppe Conte, l’ex ministro dei Trasporti Danilo Toninelli e l’ex ministra della Difesa Elisabetta Trenta. La prima udienza del processo è fissata per il prossimo 15 settembre. Il tribunale dei ministri intende sentire gli allora componenti del governo giallo-verde in merito alle competenze che ciascuno aveva nei fatti che saranno oggetto del processo.

La vicenda Open Arms

Il leader della Lega Matteo Salvini, all’epoca dei fatti ministro dell’Interno, è stato rinviato a giudizio ad aprile scorso con l’accusa di sequestro di persona e omissione di atti d’ufficio. Nell’agosto del 2019, la nave della Ong spagnola Open Arms rimase in mare per 19 giorni, in applicazione del decreto sicurezza bis con cui veniva impedito all’imbarcazione di entrare in acque italiane.

A bordo c’erano 164 migranti, quando la nave aveva richiesto all’Italia un Pos (un porto di sbarco) senza riuscire ad ottenerlo immediatamente. La linea adottata dalla difesa di Matteo Salvini, rappresentato dall'avvocato Giulia Buongiorno, sostiene che l'Italia non fosse competente secondo il diritto internazionale per l'indicazione di un porto di sbarco, ma che la competenza fosse della Spagna perché la nave batteva bandiera spagnola.

L'indagine per sequestro di persona e omissione di atti d'ufficio è iniziata a novembre dello stesso anno. Il Senato ha votato a favore dell'autorizzazione al processo contro il leader del carroccio a luglio 2020. Quasi un anno dopo, ad aprile, Salvini commentava così il rinvio a giudizio deciso dal giudice per l'udienza preliminare Lorenzo Jannelli: "Vado a processo per questo, per aver difeso il mio Paese? Ci vado a testa alta, anche a nome vostro. Prima l’Italia".

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