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Ok a odg su election day: per amministrative e referendum giustizia “si voti in un’unica data”

Nell’ambito dell’esame del decreto legge Milleproroghe è stato approvato a larghissima maggioranza un ordine del giorno della Lega che propone di accorpare i referendum sulla giustizia e le amministrative 2022 in un’unica data.
A cura di Annalisa Cangemi
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Il governo è impegnato "a valutare di prevedere che le elezioni amministrative 2022 e i referendum sulla giustizia si svolgano in una unica tornata". A larghissima maggioranza è stato appena approvato alla Camera un ordine del giorno: in pratica l'Aula di Montecitorio ha detto sì a un odg presentato dal deputato della Lega, Igor Iezzi, per accorpare nell'election day le prossime elezioni comunali e i referendum sulla giustizia, sul quale il governo si era rimesso all'aula.

I voti favorevoli sono stati 372, 7 i contrari e un astenuto. In pratica la Lega sta chiedendo alla ministra dell'Interno Lamorgese di stabilire un giorno unico, per i referendum sulla giustizia che hanno appena ottenuto il via libera della Corte Costituzionale, e per il primo turno delle eleziono amministrative, anche per evitare di sprecare risorse pubbliche: "Lamorgese scelga: con referendum e primo turno delle Amministrative, risparmiamo 200 milioni", fanno sapere in una nota fonti della Lega.

In particolare nel documento, votato nell'ambito dell'esame del decreto legge Milleproroghe, si sottolinea che "la coincidenza del periodo in cui dovranno essere tenute le consultazioni elettorali e referendarie dovrebbe portare il Governo ad optare per un ragionevole accorpamento delle rispettive date, in modo tale da facilitare la partecipazione popolare e, al contempo, semplificare le procedure e contenere i costi. Si valuta che un ‘election day' per entrambe le consultazioni permetterebbe di risparmiare circa 200 milioni di euro di spese organizzative". La data non è stata ancora stabilita dall'esecutivo, ma si andrà alle urne in una data compresa fra il 15 aprile e il 15 giugno.

Degli otto quesiti referendari che erano stati sottoposti al giudizio della Consulta solo cinque hanno ricevuto il via libera: sono stati stoppati invece quelli sull’omicidio del consenziente, gli stupefacenti e quello sulla responsabilità civile dei magistrati. Per rendere valido il referendum è necessario il raggiungimento del quorum del 50%+1 degli aventi diritto, per cui sarebbe necessaria una massiccia partecipazione alle urne, che potrebbe appunto essere agevolata dalla compresenza del voto per le amministrative.

I cinque quesiti in materia di giustizia, sui quali i cittadini sono chiamati a esprimersi, riguardano l'abolizione della legge Severino (eliminazione delle norme che impediscono la partecipazione alle competizioni elettorali per il Parlamento europeo e italiano e alle elezioni regionali, provinciali e comunali di chi sia stato condannato in via definitiva per mafia, terrorismo, corruzione e altri gravi reati); eliminazione dell'articolo 11 della legge Severino, che prevede per gli amministratori locali la sospensione, dopo la condanna di primo grado per alcuni reati; ridurre l'ambito dei reati per i quali è consentita l'applicazione delle misure cautelari e in particolare della carcerazione preventiva (la proposta è togliere il finanziamento illecito ai partiti e reati puniti con la reclusione non inferiore nel massimo a cinque anni); separazione delle carriere tra giudici e pm; un altro quesito riguarda la cancellazione della norma che stabilisce che ogni candidatura per il Csm va sostenuta dalle firme di almeno 25 presentatori, per scardinare il sistema delle ‘correnti' nella magistratura; l'ultimo quesito referendario permetterebbe il voto degli avvocati e dei professori universitari che siedono nei Consigli giudiziari per le valutazioni di professionalità dei magistrati.

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