video suggerito
video suggerito

Nuovo sciopero di medici e veterinari 8 e 9 febbraio: “Portiamo sanità in campagna elettorale”

Medici, infermieri e veterinari del Servizio sanitario nazionale convocano un nuovo sciopero, dopo quello del 12 dicembre, per l’8 e il 9 febbraio. L’obiettivo è quello di “portare la sanità tra i temi della campagna elettorale”.
A cura di Stefano Rizzuti
6 CONDIVISIONI
Immagine

Dopo lo sciopero del 12 dicembre, medici e veterinari torneranno a incrociare le braccia l’8 e il 9 febbraio 2018 per 48 ore consecutive. L’obiettivo di questo nuovo sciopero del personale del Servizio sanitario nazionale è quello di portare la categoria “e la sanità tra i temi di una campagna elettorale già avviata”. Una decisione arrivata dopo la “larga adesione allo sciopero del 12 dicembre che rappresenta una chiara denuncia delle responsabilità che stanno portando la sanità pubblica al collasso e massacrando le condizioni di lavoro dei suoi professionisti”.

Lo sciopero è promosso dai sindacati Anaao-assomed, Cimo, Aaroi-emac, Fp-Cgil medici e dirigenti Ssn, Fvm federazione veterinari e medici, Fassid (aipac-aupi-simet-sinafo-snr), Cisl medici, Fesmed, Anpo-ascoti-fials medici, Uil fpl coordinamento nazionale delle aree contrattuali medica e veterinaria. Secondo queste sigle sindacali “è ormai chiaro per tutti, tranne che per la legge di bilancio persa nel meraviglioso mondo dei bonus, che la sanità pubblica è in emergenza, lasciata in una recessione perenne, esclusa dalla ripresa economica, per aprire la strada alla intermediazione finanziaria e assicurativa. Che costerà di più e curerà di meno”.

“Senza un chiaro mandato elettorale – continuano le organizzazioni di medici e veterinari – il Governo, le Regioni ed i partiti, si stanno assumendo la pesante responsabilità politica di spingere il Paese verso una sanità duale, usando il welfare aziendale come grimaldello per abbattere l'universalismo del sistema sanitario pubblico. E l'imbuto formativo come strumento per assegnare il lavoro dei medici a segmenti produttivi meno costosi e più interessanti dal punto di vista elettorale. Nella crisi della sanità il lavoro dei professionisti si svaluta sempre di più, tra congelamento dei livelli retributivi e rarefazione delle progressioni di carriere, lavoro notturno ad età sconosciute ad altre categorie e milioni di ore lavorate oltre il debito contrattuale”.

I sindacati si aspettano dal ministro della Salute “non solo la solidarietà di un giorno, ma il fattivo sostegno ai professionisti. E dal ministro della funzione pubblica un intervento legislativo che sblocchi le nostre risorse accessorie che il suo decreto ha congelato, impedendo, di fatto, ogni margine di sviluppo della carriera dei medici, veterinari e dirigenti sanitari”.  “Come avevamo annunciato – concludono le sigle sindacali – siamo solo all'inizio di una vertenza che il mondo della dirigenza pubblica del SSN ha compreso e condiviso. In assenza di risposte, promuoveremo altre iniziative di protesta”.

6 CONDIVISIONI
autopromo immagine
Più che un giornale
Il media che racconta il tempo in cui viviamo con occhi moderni
api url views