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Il 12 dicembre scioperano medici e veterinari: protesta il personale della sanità pubblica

I medici, i veterinari e i dirigenti del Servizio sanitario nazionale hanno proclamato una giornata di sciopero per il 12 dicembre: 24 ore di protesta contro la legge di bilancio in discussione in Parlamento e per chiedere che si sblocchi lo stallo che si è creato sul rinnovo del contratto di lavoro.
A cura di Stefano Rizzuti
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Sciopero generale di 24 ore il prossimo 12 dicembre per i medici e i veterinari del Servizio sanitario nazionale. La protesta è stata annunciata in risposta alla legge di bilancio attualmente in discussione in Parlamento a causa dello stallo che si è venuto a creare sul rinnovo del contratto di lavoro. Le organizzazioni sindacali del settore hanno comunicato attraverso una nota le motivazioni che hanno portato a questa decisione: “Denunciamo i contenuti della legge di bilancio 2018 all'esame del Parlamento, in quanto reiterano politiche sempre meno orientate all'obbligo di rispondere ai bisogni di salute dei cittadini, secondo principi di equità e sicurezza, ed escludono con pervicacia la sanità pubblica dalla ripresa economica in atto fino a renderla non più sostenibile se non dalle tasche dei cittadini”.

Secondo le sigle sindacali il problema è “l’assenza di segnali di attenzione” rivolti a medici, veterinari e dirigenti sanitari dipendenti del Servizio sanitario nazionale. Ciò che manca è il riconoscimento “dell’importanza dei loro sacrifici nella tenuta del servizio sanitario”, secondo quanto si legge nella nota. I medici e i veterinari, inoltre, “stigmatizzano lo stallo del rinnovo del contratto di lavoro, dopo 8 anni di blocco legislativo, che contribuisce alla mortificazione del ruolo, della autonomia, della responsabilità professionale e al peggioramento di condizioni di lavoro insostenibili a fronte di livelli retributivi fermi al 2010”.

Altro nodo cruciale contestato è quello dell’assenza “di politiche nazionali a favore di una esigibilità del diritto alla tutela della salute dei cittadini omogenea in tutto il Paese, nel rispetto dell'art. 32 della Costituzione, in una logica di federalismo sanitario di abbandono”. Gli ultimi governi vengono ritenuti responsabili di “quel fallimento del sistema formativo che sta desertificando ospedali e territori e condannando alla precarietà e allo sfruttamento decine di migliaia di giovani”.

A convocare lo sciopero sono state le sigle Anaao Assomed, Cimo, Aaroi-Emac, Fp Cgil medici e dirigenti Ssn, Fvm Federazione veterinari e medici, Fassid (Aipac-Aupi-Simet-Sinafo-Snr), Cisl medici, Fesmed, Anpo-Ascoti-Fials medici, Uil Fpl coordinamento nazionale delle aree contrattuali medica e veterinaria. Nella nota viene specificato come sia possibile che vengano individuate, successivamente, anche altre giornate di protesta.

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