Nicola Morra, uno delle figure rilevanti del Movimento 5 Stelle, prende posizione sul possibile futuro dell'ex-Ilva di Taranto. Ai microfoni di Radio Capital il senatore non ha avuto dubbi: "Statalizzare? Per me non sarebbe un problema". L'affermazione fa trasparire un sentimento presente all'interno del Movimento, ma che sarebbe interno anche alla maggioranza considerando che il presidente del Consiglio Giuseppe Conte ospite di Porta a Porta sul caso ArcelorMittal non ha escluso nessuna opzione sul tavolo, compresa la nazionalizzazione. "Io non ho pregiudizi nei confronti della statalizzazione – ha continuato il presidente della Commissione parlamentare antimafia – e ipotizzare l'acquisizione solo temporale servirebbe a mettere in sicurezza lo stabilimento e a restituire la certezza del diritto al paese. Si spenderebbero 300 milioni di euro annui, non credo sia una cifra folle. Credo che possa essere un costo socialmente accettabilissimo". Morra ha concluso poi dicendo che, in ogni caso, le scelte del ministro dello Sviluppo economico Stefano Patuanelli strategiche e non tattiche.

Interrogato poi sul futuro del Movimento, messo a duro prova dalla sconfitta umbra e alle prese con divisioni interne, Nicola Morra ha specificato: "Io non ho alcuna intenzione di diventare capo politico del Movimento cinque stelle", ma ha sottolineato di aver sempre sostenuto che l'architettura di capo politico ha molti difetti e che si dovrebbe pensare a riorganizzare il Movimento in una chiave più collegiale. Solo ieri la senatrice Elena Fattori, pur garantendo il sostegno al Governo, ha lasciato il Movimento accusandolo di aver dimenticato la sua natura pluralista e di averla abbandonata, ma anche sul caso dell'ex-Ilva il Movimento ha dato prova di essere diviso. L'ex ministro per il Sud Barbara Lezzi e promotrice dell'abolizione dello scudo penale per l'azienda, in merito ad ArcelorMittal si era spinta al limite dichiarando: "Sono disposta, nella misura in cui si parla della tutela della salute di un intero territorio che coinvolge migliaia di cittadini, anche a far cadere il Governo sul caso Taranto".

Per ora il caso dell'ex Ilva resta aperto e ancora non si conoscono le mosse con cui si muoverà la maggioranza, che nonostante gli inviti all'unità è ancora divisa, ma sembra certo che si verificherà uno scontro durissimo tra l'azienda franco-indiana e il Governo. Solo ieri con un post su Facebook Luigi Di Maio aveva detto: "In questi giorni si sta consumando una battaglia per la sovranità dello Stato italiano. Se una Multinazionale ha firmato un impegno con lo Stato, lo Stato deve farsi rispettare, chiedendo il rispetto dei patti".