La senatrice del Movimento Cinque Stelle, ed ex ministra per il Sud, Barbara Lezzi è tornata sulla questione dell'ex Ilva di Taranto, dopo la notizia dell'abbandono di Arcelor Mittal. Intervenendo a palazzo Madama, Lezzi è molto chiara: non si faranno passi indietro sull'abolizione dello scudo penale. La senatrice pentastellata continua a difendere la battaglia degli ultimi mesi sullo stabilimento di Taranto. Ieri aveva affermato, attaccando l'ex alleato di governo Matteo Salvini: "Renzi lo lascio perdere per la sua indicibile insipienza ma a Salvini una risposta la devo dare. Dal momento che ci ha invitato ad andare a Taranto, come se per noi fosse un problema, dico al Capitano dei miei stivali di andarci lui a Taranto, vada a vivere a Taranto, compri casa ai Tamburi e poi ne parliamo".

Oggi, in un'intervista rilasciata all'Agi, risponde alle accuse che la vogliono come causa della delicata situazione dello stabilimento di Taranto, in quanto la senatrice pentastellata è la prima fimataria dell'emendamento che ha tolto l'immunità ad Arcelor Mittal. "Tutti i miei colleghi di Senato e Camera erano d'accordo. Ho avuto solo il privilegio di mettere per prima la mia firma. Inoltre, evidentemente, la multinazionale indiana, sta bleffando. Lo scudo penale non è nel contratto e non serve. Ci sono già l'articolo 51 del codice penale e la 231", afferma Lezzi.

Sul caso dell'ex Ilva la senatrice sarebbe disposta a far cadere il governo, anche se non lo reputa necessario: "Io sono disposta nella misura in cui si parla della tutela della salute di un intero territorio che coinvolge migliaia di cittadini. Ma credo che non serva affatto perché tutta la maggioranza è disposta a cercare una soluzione che coniughi l'industria e la vita delle persone. Gli stessi fautori di un ritorno dell'immunità ammettono che non serve e che Mittal comunque se ne andrebbe da Taranto. Non diamo uno schiaffo alla dignità dei tarantini. Io terrò ferma la mia posizione e invito tutti gli altri a prendersi le proprie responsabilità".

Sull'incontro fra il presidente del Consiglio e i vertici della multinazionale Lezzi sottolinea che Giuseppe Conte, in quanto giurista, "sa bene che l'immunità non è prevista dal contratto" e si dice sicura che difenderà gli interessi dei cittadini. Secondo la senatrice lo stabilimento non dovrebbe essere reso di proprietà pubblica, però è necessario che ci sia "un intervento pubblico per riqualificare l'area". Lezzi poi continua: " Ci vuole l'impresa, ma anche lo Stato per mettere mano a tutto quello che non è stato fatto in 60 anni. E se il polo, come è, ha rilevanza europea, bisogna trovare soluzioni anche a livello di Unione europea".

A chi la accusa di strumentalizzare il caso per candidarsi in Puglia, taglia corto concludendo: "Lo escludo".