Napolitano: “Si guardi all’Italia con fiducia”
Mentre non accennano a placarsi i toni della campagna elettorale, il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano – in visita stamattina all'Università della Svizzera Italiana – ha detto: "Abbiamo fortemente bisogno di serenità anche nel confronto fra opinioni e nei momenti di più accesa competizione politica ed elettorale". Il Capo dello Stato, inoltre, ha lanciato un appello: "Si guardi a quel che accade in Italia, da parte vostra, con fiducia. Non bisogna lasciarsi mai impressionare e deviare da manifestazione di insufficienza istituzionale, politica e anche da manifestazioni di difficoltà nella crescita economcia e sociale del nostro Paese". E ancora: "Ci sono ragioni fondamentali di fiducia nel nostro popolo e nella nostra nazione per le energie che riesce a sprigionare e per potenzialità che ancora esprime in un mondo così profondamente mutato".
Nel frattempo la campagna elettorale entra sempre più nel vivo. Matteo Renzi, intervistato stamattina da RTL 102.5, ammette che nel paese c'è molta rabbia: "Io mi arrabbio quando vedo certe cose ma poi mi rimbocco le maniche e cerco di cambiarle, se ci si limita a offese e insulti, non si cambia nulla". "C’è tanta gente – ha proseguito il premier – che è arrabbiata e ha ragione perché se ci sono politici che da 20 anni mangiano e basta e manager pubblici con stipendi altissimi la rabbia è comprensibile. Ma io quando mi arrabbio non batto i pugni sul tavolo: cerco di cambiare le cose. Io dal governo ho cercato di cambiare: ho messo un tetto agli stipendi dei manager, a maggio arriveranno gli 80 euro a 10 milioni di persone nonostante il voto contrario di Grillo e Berlusconi non si eleggono più i consiglieri provinciali. Io invece voglio cambiare il paese e noi questo paese lo cambiamo perché l’Italia merita più di un “Vaffa…”".
E mentre Renzi parlava alla radio, Berlusconi – ospite di Agorà – lo attaccava: "Non ha mai lavorato, ha sempre fatto politica". Poi ha rivendicato di essere "il primo contribuente italiano", tornando sulla condanna nel processo Mediaset: "Sanno tutti che quella contro di me è stata una sentenza costruita e politicizzata, voluta perché la sinistra riuscisse a espellermi dal Parlamento con 6 anni di incandidabilità".
