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“L’Italia agli italiani”, il caso dello striscione nel liceo a Cesena: il ministero ha chiesto chiarimenti

Due studenti del liceo Monti di Cesena hanno esposto lo striscione “L’Italia agli italiani” nell’ultimo giorno di scuola, ricevendo un 6 in condotta che è costato loro la scrittura di un elaborato di educazione civica. Per il ministro Valditara si parla di “indottrinamento a scuola”. Uno degli studenti difende il manifesto: “Gesto d’amore per l’Italia”.
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"L'Italia agli italiani". Lo ha urlato dal palco della costituente di Futuro Nazionale l'ex generale Roberto Vannacci, nel fine settimana, per difendere lo striscione calato da una finestra del Liceo classico Vincenzo Monti di Cesena sabato 6 giugno. Il gesto è opera di due studenti dell'istituto nell'ultimo giorno di scuola dell'anno scolastico 2025-2026 ed è valso ai ragazzi un 6 in condotta e la richiesta di produrre un elaborato di educazione civica da presentare prima dell'inizio degli esami di maturità dal titolo "Chi ha fatto l’Italia?".

L'Ufficio scolastico regionale per l'Emilia-Romagna ha chiesto spiegazioni alla preside dell'istituto in merito all'attinenza dell'elaborato proposto agli studenti. La vicenda infatti ha provocato le reazioni del governo Meloni e dei partiti del centrodestra, che hanno chiesto chiarimenti sull'accaduto. Il ministro dell'Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, ha parlato di un caso di "indottrinamento a scuola", che sotto il suo dicastero "non è più tollerato". Peccato che l'obbligo di presentare un elaborato critico "di cittadinanza attiva e solidale" sia stato introdotto dalla sua stessa riforma.

Intanto, uno dei due studenti protagonisti rivendica il contenuto dello striscione, parlando di un "gesto d’amore di alcuni giovani che credono ancora nell’esistenza degli italiani e dell’Italia", con la convinzione di aver ricevuto una "sanzione disciplinare spropositata".

Lo striscione sovranista al liceo Monti di Cesena e l'elaborato di educazione civica

Tutto è nato da un video girato durante i festeggiamenti dell'ultimo giorno di scuola al Liceo classico Vincenzo Monti di Cesena. Mentre la maggior parte degli studenti si trovavano nel cortile dell'istituto, una coppia di maturandi srotolava da una delle finestre uno striscione con la scritta "L'Italia agli italiani". Inizialmente alcuni quotidiani locali avevano scritto che, durante l'esposizione del drappo, il gruppo avrebbe anche cantato dei cori che inneggiavano alla X Mas. Intervistato dal Corriere di Bologna, uno dei due protagonisti della vicenda, Enrico Fiumana, ha smentito la ricostruzione.

La notizia è presto arrivata al tavolo dell'assessora comunale alla Scuola, Maria Elena Baredi, che, in una lettera agli studenti, ha definito lo striscione "un’offesa rivolta all’intera città", che non può essere "liquidato come una semplice goliardata". L'accaduto ha portato il consiglio di classe a dare 6 in condotta ai due ragazzi, che già avevano accumulato alcune note disciplinari durante l'anno scolastico. Fiumana ha spiegato che il giudizio finale in pagella sarebbe arrivato "per l’assenza di autorizzazione per l’affissione". Secondo quanto previsto dalla riforma dell'esame di maturità, voluta dal ministro Giuseppe Valditara, il 6 in condotta porta automaticamente all'ammissione all'esame di Stato "solo previa presentazione e valutazione positiva di un elaborato critico di cittadinanza attiva e solidale". Una misura che, continua il ministero, "rafforza, così, il legame tra responsabilità civica e percorso formativo".

Il caso arriva in Parlamento: punizioni spropositate

L'istituto si è quindi attenuto alle indicazioni del ministero dell'Istruzione, assegnando ai due ragazzi la produzione di un elaborato dal titolo “Chi ha fatto l’Italia?”. Secondo quanto riferito da Fiumana, tra i materiali indicati dai docenti per la consultazione ci sarebbe “Gli africani siamo noi” di Giudo Barbujani, un saggio che tratta la convivenza tra persone di provenienze diverse, e la richiesta di fare riferimento alle “leggi razziali” e al “giorno del ricordo".

Le indicazioni fornite dal consiglio di classe hanno portato alle reazioni del centrodestra nel Consiglio regionale dell'Emilia-Romagna. I consiglieri Luca Pestelli e Marta Evangelisti hanno definito l'elaborato un tentativo di dare vita a "percorsi rieducativi ideologici contro gli studenti", che "solleva forti dubbi interpretativi circa la sua aderenza ai principi di proporzionalità, gradualità e finalità formativa che devono improntare la giustizia scolastica". L'Ufficio scolastico regionale, l'articolazione territoriale del ministero dell'Istruzione, è quindi intervenuto chiedendo spiegazioni alla dirigente scolastica del liceo Monti "in merito all'attinenza dell'elaborato critico proposto agli studenti con le motivazioni che hanno condotto il Consiglio di classe all'assegnazione della valutazione del comportamento pari a sei decimi". La vicenda è arrivata anche in Parlamento, con le interrogazioni dei deputati romagnoli di Fratelli d'Italia e Lega, Alice Buonguerrieri e Jacopo Morrone, al ministro Valditara, per chiedere se non ritenesse spropositate le punizioni.

Secondo Valditara ci sono insegnanti che pensano "sia legittimo indottrinare gli studenti" e promette: "Non è più tollerato"

Valditara è quindi intervenuto sul tema con una "valutazione personale" affidata alle pagine de Il Giornale: "In verità i temi che gli studenti dovranno approfondire e su cui saranno giudicati ai fini di valutare il ravvedimento non sembrano aver nulla a che vedere con la questione del rispetto delle regole", sostiene il ministro. Secondo l'esponente di governo la frase "l'Italia agli italiani", "di per sé non ha alcun contenuto razzista", perché "italiani sono anche gli italiani di seconda generazione, oltre il 5% degli italiani è infatti di origine straniera". "Diverso sarebbe stato se i ragazzi avessero pubblicato uno striscione che incitava all'odio razziale – aggiunge – Proprio la sfasatura fra la motivazione del provvedimento e la sanzione irrogata lascia intendere che ci potrebbe essere stata una sorta di sviamento di poteri". In un'altra intervista al Tempo, Valditara parla poi di una "piccola minoranza" di insegnanti "che pensa sia legittimo indottrinare gli studenti" e del fatto che "con i precedenti governi, di tanti colori, si è fatto finta di niente per non avere contestazioni e non essere attaccati da una certa intellighenzia subito pronta a dare del ‘fascista'; oggi, con questo governo e con questo ministro, tutto ciò non è più tollerato".

Sul tema è intervenuto, con un video sul suo profilo X, anche Galeazzo Bignami, capogruppo di Fratelli d'Italia alla Camera. Secondo il deputato meloniano, "se qualche docente si vergogna di essere italiano è un bel problema visto che dovrebbe insegnare la cultura italiana". Per questo, sostiene, "il governo ha fatto benissimo a chiedere chiarimenti, perché se qualcuno confonde una scuola italiana con la scuola di partito è meglio fare chiarezza subito".

Non solo i partiti di governo, anche gli esponenti di Futuro Nazionale, il partito fondato da Roberto Vannacci, hanno spalleggiato il gesto dei due ragazzi di Cesena. Dal palco della costituente di Roma, che si è tenuta nel fine settimana, l'ex leghista, ora vannacciano, Roberto Sasso, ha detto che "a settembre chiederemo a tutti gli studenti di esporre uno striscione ‘L'Italia agli italiani' e di cantare l'inno di Mameli" e ha esposto una replica del drappo .

Uno dei due maturandi che hanno appeso lo striscione: "Gesto d'amore per l'Italia"

Nel frattempo uno dei due maturandi, parla di "cattiveria di alcuni adulti" che lo avrebbero descritto "pubblicamente come un balordo ignorante che trasuda odio". Un odio "compensato dalle migliaia di messaggi di solidarietà e vicinanza che la gente sta riportando ovunque si parli di questo episodio". Fiumana dichiara di non avere "simpatie particolari per nessun partito istituzionale", anche se l'indirizzo politico è chiaro: "Mi sono accorto che c’è chi raccoglie fortune elettorali, anche grazie al voto dei giovani, promettendo di bloccare porti e difendere confini mentre, una volta arrivati in parlamento o al governo, cambiano direzione". Sullo striscione e sulle dichiarazioni arrivate dalla giunta comunale di Cesena, il ragazzo rivendica il gesto: "È stato un gesto d’amore di alcuni giovani che credono ancora nell’esistenza degli italiani e dell’Italia".

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