Multe sbagliate, quando si potrà chiedere l’annullamento: cosa prevede il nuovo Codice della Strada
Una multa per un'infrazione commessa dopo aver venduto l'auto, oppure un verbale recapitato alla persona sbagliata. Lo schema del nuovo Codice della Strada, approvato in via preliminare dal Governo e all'esame del Parlamento, dedica una procedura all'archiviazione delle contestazioni errate. Le disposizioni non sono ancora in vigore, quindi chi riceve una multa oggi deve seguire le regole attuali.
L'articolo 149 dello schema di decreto legislativo trasmesso alla Camera come Atto del Governo n. 448 individua i casi nei quali interviene il responsabile dell'ufficio o comando competente. L'archiviazione può partire dall'amministrazione oppure dalla richiesta di un interessato.

Quando si potrebbe chiedere l'annullamento della multa
Il testo comprende i verbali notificati a un soggetto estraneo alla violazione oppure a chi, quando è stata commessa, non era più proprietario del veicolo o non era più tenuto a rispondere del pagamento insieme al trasgressore. Sono inoltre contemplati i casi di notifica nulla, di notifica effettuata in un luogo diverso da quello richiesto e di notifica oltre i termini previsti per l'organo accertatore.
Altre ipotesi previste riguardano la morte del trasgressore e il verbale emesso da chi non aveva il potere di accertare quella violazione. Rientrano inoltre gli errori manifesti e documentati nell'applicazione delle disposizioni relative alla qualità o ai requisiti amministrativi della persona, alla tipologia del veicolo oppure ai suoi requisiti tecnici o amministrativi. Non basta dunque considerare ingiusta una multa, per ottenere l'archiviazione attraverso questa procedura devono ricorrere le condizioni indicate dalla norma.
Un caso distinto riguarda una multa già pagata da un'altra persona tenuta a risponderne. Se, per esempio, il conducente ha già saldato la sanzione, lo schema prevede l'archiviazione del verbale notificato anche al proprietario del veicolo: la stessa multa non deve essere pagata due volte.
Come presentare la richiesta di annullamento della multa
Per presentare la richiesta, il cittadino dovrebbe rivolgersi all'ufficio o al comando competente per il verbale, indicando gli estremi della multa e spiegando l'errore riscontrato.
A sostegno sarebbe utile allegare i documenti che lo dimostrano, come ad esempio, l'atto di vendita del veicolo precedente all'infrazione oppure la ricevuta del pagamento già effettuato dall'altro soggetto obbligato.
Lo schema del nuovo Codice della Strada non indica un modulo nazionale unico né una modalità specifica di invio: per questi aspetti bisognerà fare riferimento alle indicazioni dell'amministrazione competente.

I 30 giorni e cosa succede senza risposta
Sull'istanza dell'interessato l'ufficio avrebbe 30 giorni per decidere. Trascorso il termine senza un provvedimento, la richiesta si considera respinta, pertanto il silenzio non cancella la multa.
In caso di rigetto, i termini per ricorrere al prefetto o al giudice di pace decorrerebbero dalla comunicazione del diniego oppure dalla scadenza dei trenta giorni. La disciplina si applica anche quando un ricorso è già stato presentato.
L'archiviazione resta soggetta a limiti temporali: prima dell'avvio della riscossione coattiva e comunque entro il termine di definizione del verbale. Se la multa è arrivata alla persona sbagliata, l'archiviazione non impedisce all'ufficio di notificare un nuovo verbale al destinatario corretto, nel rispetto delle condizioni e dei termini previsti dal testo.
Cosa cambia rispetto alle regole attuali
L'autotutela esiste già e consente di chiedere all'amministrazione di riesaminare un atto. La relazione governativa chiarisce che la riforma disciplina specificamente questo potere per i verbali stradali.
Oggi, però, presentare una richiesta di autotutela non sospende ordinariamente i termini per pagare o fare ricorso. Chi sta contestando una multa adesso non può quindi affidarsi ai trenta giorni e alle nuove decorrenze contenute nella proposta.