Il ministro dell'Ambiente Sergio Costa ha risposto all'interrogazione sul traffico illecito di rifiuti radioattivi e tossici nelle acque del Mediterraneo, a firma della deputata di Leu Rossella Muroni, che ha citato anche l'inchiesta di Fanpage.it, sulla morte del Capitano Natale De Grazia.

"Noi dobbiamo la verità alla famiglia e lo dobbiamo al nostro Paese", ha detto la deputata Muroni nella sua interrogazione. "Signor ministro, questa è una storia italiana drammatica, quella delle ‘navi a perdere', che Legambiente denuncia dal 1993. Una storia di navi dei veleni, che comprende almeno una quarantina di casi. Navi salpate e mai giunte a destinazione. La recente inchiesta della testata Fanpage riapre un dibattito su un mistero mai risolto, quella della morte di un fedele servitore dello Stato, il Capitano De Grazia. Le chiedo quali sono le informazioni in suo possesso e quali misure intende prendere il suo ministero, per riaprire le indagini e per tutelare la sicurezza dei cittadini".

Il ministro Sergio Costa ha risposto così: "Questa interrogazione mi permette di ricordare che il Capitano Natale De Grazia è stato un servitore dello Stato. E lo dico perché io stesso ho condotto alcune indagini in quel settore. Sappiamo che lui stava indagando sul traffico di rifiuti e sulle ‘navi a perdere' in tre zone della Calabria, due nella zona vicino Cosenza e una vicino Reggio Calabria, nei pressi di Capo Spartivento. Sappiamo che ci sono ancora dubbi sul suo decesso. Alla luce di questo, in ordine alla vicenda sulle navi sommerse ho stanziato un milione di euro per le nuove indagini di natura tecnica che riguardano questi tre spazi di mare, per capire cosa è accaduto. Per la commemorazione della persona ho attivato la procedura per conferirgli la medaglia d'oro ambientale, il riconoscimento più alto della Repubblica italiana, per colui che ha donato la sua vita fino in fondo per l'ambiente".

Nella sua replica Muroni ha detto: "Grazie ministro per quanto detto. La notizia dello stanziamento dei fondi per le indagini trova la nostra soddisfazione. Ma è bene che noi ricordiamo pubblicamente che De Grazia è morto perché stava indagando sul traffico illecito dei rifiuti e sulle navi a perdere, utilizzate per inabissare sostanze tossiche e nocive. Credo che dobbiamo collegare le questioni. Questo eroe dello Stato è stato ucciso nella notte tra il 12 e 13 dicembre mentre si recava a La Spezia dove c'era una motonave dei servizi segreti russi, e secondo l'inchiesta di Fanpage, era la centrale dismessa di Bosco Marengo a ospitare questo traffico internazionale di rifiuti radioattivi. Quella del nucleare è una pagina mai chiusa nel nostro Paese. Non sappiamo dove mettere i nostri rifiuti radioattivi, e anche su questo dovremmo fare chiarezza".

Secondo la versione ufficiale, il Capitano De Grazia è morto per cause naturali. Ma già nel 2013 la Commissione parlamentare di inchiesta sul Ciclo dei rifiuti concluse in una relazione che la morte di De Grazia fu provocata da una causa tossica. De Grazia aveva scoperto, 24 anni fa, un traffico illecito di materiali nucleari, mentre indagava sulla motonave Jolly Rosso su una nave dei veleni. L'inchiesta di Fanpage ripercorre le tappe dell’inchiesta del pool di Reggio Calabria attraverso le fonti dirette del capitano e i suoi più stretti collaboratori.