Il presidente della Commissione parlamentare antimafia, il pentastellato Nicola Morra, contattato da Fanpage.it, commenta l'arresto del presidente del Consiglio regionale della Calabria, Domenico Tallini (Forza Italia), 68 anni, accusato di concorso esterno in associazione mafiosa e scambio elettorale politico mafioso. "Come volevasi dimostrare – ha detto l'esponente del M5s – Tallini era stato giudicato dalla Commissione Antimafia, in occasione delle ultime regionali calabresi a gennaio 2020, ‘impresentabile'. Se i partiti si ostinano ad andare contro quel codice di autoregolamentazione che le stesse forze politiche presenti in commissione, fra cui la stessa Forza Italia, hanno votato e sottoscritto, non è certo colpa del presidente, che ha il dovere di indicare quelle posizioni che contraddicono le regole, a cui tutte le forze politiche hanno dato piena adesione, con ipocrisia". Un commento durissimo quello di Morra, che aggiunge ironicamente: "A suo avviso ero io che mi accanivo contro di lui per una ‘vendetta personale'. Oggi si trova ai domiciliari. Ma era una ‘vendetta personale'".

Tallini è stato posto ai domiciliari dai carabinieri questa mattina. Secondo l'accusa, i suoi rapporti con la cosca Grande Aracri avrebbero riguardato la costituzione di una società, con base a Catanzaro, che sarebbe servita alla distribuzione all'ingrosso di prodotti medicinali mediante una rete di punti vendita costituiti da farmacie e parafarmacie (20 in Calabria, due in Puglia e una in Emilia Romagna). Tallini avrebbe fornito il suo aiuto alla cosca, in particolare nella fase di avvio del progetto ed il suo intervento. Secondo quanto riferiscono i carabinieri, sarebbe stato ricambiato anche con il sostegno della cosca alle elezioni regionali del novembre 2014. Il contributo di Tallini sarebbe stato decisivo per favorire e accelerare l'iter burocrati utile a ottenere le necessarie autorizzazioni per la costituzione della società per la distribuzione di medicinali. Nell'operazione dei carabinieri, chiamata Farmabusiness, sono complessivamente coinvolte 19 persone destinatarie di un'ordinanza di custodia cautelare emessa dal Gip di Catanzaro su richiesta della Dda.