La nave Sea Watch 4, in missione da una settimana, questa mattina ha soccorso 97 persone su un gommone in difficoltà in acque internazionali a circa 30 nm dalla costa libica. Lo ha annunciato la stessa ong su Twitter: "Le persone a bordo, dopo il soccorso di ieri, sono ora 104, assistite dal team di SeaWatch e Medici Senza Frontiere. Fra loro anche 9 bambini".

Ieri infatti la nave umanitaria ha effettuato il salvataggio di 7 persone su un barchino a circa 45 nm dalla Libia. I naufraghi hanno ricevuto prima assistenza dalla nave Louise Michel, che li aveva avvistati e aveva informato le autorità.

All'inizio della missione, iniziata nel giorno di Ferragosto, Sea Watch aveva spiegato: "Questa è la nostra risposta al blocco delle navi umanitarie: continuare a provare, perché non sappiamo e non possiamo fare altro. E perché ce lo hanno chiesto più di 500 organizzazioni della società civile europea, donandoci una nave che salvi le persone", motivando così il ritorno in mare della ong tedesca per salvare naufraghi nel Mediterraneo dopo il blocco della precedente imbarcazione da parte delle autorità italiane.

La situazione a Lampedusa

Intanto continuano senza sosta gli sbarchi a Lampedusa: questa mattina due barchini di migranti sono stati agganciati, a partire dall'alba, nelle acque antistanti la maggiore delle Pelagie, dove sono sbarcati in 28. Nella prima imbarcazione c'erano 13 tunisini e nella seconda erano 15.

I due gruppi sono stati portati all'hotspot di contrada Imbriacola, struttura da cui sono stati già trasferiti 41 migranti, che sono stati imbarcati sul traghetto di linea per Porto Empedocle (Ag) dove giungeranno domani mattina, e da dove saranno trasferiti al centro d'accoglienza di Caltanissetta. Da venerdì ad oggi sono stati complessivamente, su disposizione della Prefettura di Agrigento, 337 i migranti trasferiti da Lampedusa.

Al momento, sull'isola, restano poco meno di 1.200 persone: circa mille all'hotspot e poco meno di 200 alla Casa della fraternità, locali della parrocchia. Ma la situazione entro domani dovrebbe cambiare. Con un'ordinanza emanata oggi il governatore della Sicilia Nello Musumeci ha infatti decretato la chiusura dei centri, compreso quindi il sovraffollato hotspot di Lampedusa, perché i casi di coronavirus tra migranti, segnalati in Sicilia, hanno raggiunto quota 280, e sono il 30-40% del totale dei casi dell'Isola, rappresentando di fatto il primo cluster. Non è ancora chiaro dove dovranno essere spostati i migranti presenti nei centri siciliani, né quali strutture saranno nel territorio nazionale saranno in grado di accoglierli.

Nella stessa ordinanza Musumeci esplicita ancora una volta il divieto di sbarco per i migranti, ribadendo che il divieto riguarda anche le navi delle ong. L'ordinanza potrebbe però entrare in contrasto con normative di rango superiore e con i trattati internazionali.