"Lo stato italiano si è seduto al tavolo con dei criminali per fermare i migranti, con le persone che mandano i migranti". Comincia così l'ultima puntata del format "My Way" firmato da Roberto Saviano per Fanpage.it. Al centro, il tema dei migranti ed in particolare l'accordo tra Italia e Libia che, secondo lo scrittore casertano, rimarrà negli anni come uno più criminali che le istituzioni italiane abbiano mai fatto". E il motivo è presto detto: "Il 14 ottobre – spiega Saviano – hanno arrestato Abdul Raman al Milad, membro delle istituzioni libiche, meglio conosciuto come Bija, uno dei più feroci trafficanti di esseri umani. Nel 2017 è in Italia, alla Croce Rossa, al ministero degli Interni e alla Giustizia. Visita persino il Cara di Mineo. Perché queste istituzioni lo hanno ricevuto? Semplice. Nonostante avessimo degli elementi che lo identificavano come trafficante di esseri umani, capo di bande miliziane, è stato prescelto dall'Italia come interlocutore del traffico degli esseri umani. Viene denunciata da due giornalisti la sua presenza al tavolo con le istituzioni italiane. Bija legge i loro articoli e li minaccia pubblicamente. Fa riferimento alla vita di Nello Scavo, accusa Nancy Porsia. La minaccia è chiara. Scavo finirà sotto protezione, Nancy Porsia ad una vita di reclusione".

Secondo l'autore di Gomorra, "Bija è una figura fondamentale per comprendere la gestione dei migranti. È un trafficante di esseri umani, cioè prende soldi dalla vittima per imbarcarla e spedirla sulle coste italiane e non solo. Poi prende soldi dall'Europa e dall'Italia per bloccare il suo stesso traffico. Lo Stato Italiano si è seduto al tavolo con dei criminali per fermare i migranti, con le persone che mandano i migranti. L'ispi, l'Istituto per gli studi di Politica internazionale, ha dimostrato che tra gennaio 2019 e luglio 2020 le partenze dei migranti verso l'Italia quando al largo c'erano navi Ong di soccorso e le partenze  quando non c'erano navi Ong sono pressoché identiche. Non c'è alcun pull factor. Dico questo perché tutta l'attenzione mediatica costruita da Salvini, a cui ha partecipato anche la dottrina Minniti, è stata data alle Ong. In realtà, l'elemento criminale di tutta questa storia è stato proprio allearsi con i miliziani libici a cui hanno messo addosso una divisa e li hanno chiamati Guardia Costiera pensando fossero loro gli interlocutori del tema migranti".

Saviano spiega che "Bija è noto per essere il comandante di uno dei campi di detenzione più famigerati sul territorio libico Zawiya. Abbiamo prove di torture, stupri ed esecuzioni. Il meccanismo che ha costruito è questo: il migrante è un Bancomat. Una volta che arriva lì non viene lasciato libero, anche se vuole tornare a casa, non è lì tenuto a forza per evitare che parta verso l'Europa, ma è sequestrato perché per tornare libero deve pagare. Deve pagare anche se vuole tornare al paese d'origine, deve pagare se vuole l'acqua, se non vuole gli stupri e questo porta a dinamiche di schiavismo perché quando non ci sono soldi inizia a lavorare nei cantieri edili, per le compagnie petrolifere, inizia a lavorare schiavo al servizio dei miliziani". Eppure, con queste persone le istituzioni italiane collaborano.

"Nel luglio scorso – ha continuato Saviano – il Pd ha rivotato il finanziamento alla Guardia costiera libica. L'assemblea del Pd aveva votato No al rifinanziamento della Guardia Costiera libica. Perchè tutto questo? Perché questo tradimento?Perché sostenere di nuovo un gruppo che è considerato dall'Onu un gruppo di miliziani, di trafficanti? Perché viene fatto questo accordo? Probabilmente dietro c'è dell'altro. La grande dannazione della Libia: il petrolio. La Libia non ha semplicemente tanto petrolio, ma il miglior petrolio che possa esistere, perché non va raffinato e questo abbatte i costi. Ecco il segreto: probabilmente l'accordo Italia-Libia è mascherato dalla questione migranti ma in realtà sono soldi che servono per mettere una zampa nel conflitto della guerra civile libica e potere avere quindi ancora la possibilità di contare su una protezione ai pozzi petroliferi, un rapporto privilegiato per l'acquisto di greggio e forse persino un accesso al traffico clandestino di petrolio in cui certamente Bija è coinvolto. È chiaro che l'Italia si è seduta al tavolo con i trafficanti, che il problema migranti non è mai stato risolto come doveva, cioè una grande conferenza sull'Africa con tutti i Paesi europei, che dovevano ristabilire i rapporti tra l'Europa e l'Africa, e soprattutto un corridoio umanitario, cioè permettere migrazioni legali, in cui vengono controllati documenti, le persone e in cui soprattutto nessuno rischia la vita. Questa era possibile invece abbiamo fatto vincere la falsa paura dell'invasione  e soprattutto accusato le Ong che salvano vite di essere le vere responsabili del traffico dei migranti. L'accordo Italia-Libia rimarrà negli anni come uno dei più criminali che le istituzioni italiane abbiano mai fatto".