Meloni dagli alpini dopo lo scontro con Trump: “Avevo bisogno di un po’ di sano orgoglio nazionale”

Visita a sorpresa di Meloni al raduno degli Alpini del Triveneto, a Gemona del Friuli. Dopo l’acceso scontro con Donald Trump la premier ha deciso di presentarsi all’evento per il 50° anniversario del terremoto del 1976. “Avevo bisogno di un po’ di sano orgoglio nazionale”, ha dichiarato.
Immagine

Blitz di Meloni a Gemona del Friuli dove ha partecipato al raduno degli Alpini del Triveneto. Dopo l'acceso scontro con Donald Trump, la premier ha deciso di presentarsi a sorpresa all'evento per il 50° anniversario del terremoto del 1976. "Avevo bisogno di un po' di sano orgoglio nazionale", ha dichiarato.

L'appuntamento non previsto nell'agenda della premier. Ma la visita a sorpresa sembra in qualche modo voler ricalcare il messaggio sovranista indirizzato al presidente statunitense. "Non era tanto che ero passata da queste parti, ma ero passata per un'altra ragione. Ho pensato che fosse doveroso. Diciamo che avevo bisogno di un po' di sano orgoglio nazionale e, se non si trova qui, non so dove altro si potrebbe trovare E poi era anche un'occasione per ringraziare gli Alpini anche per il lavoro straordinario che hanno fatto durante le Olimpiadi e non solamente durante le Olimpiadi. Quindi sono venuta a dire grazie a queste persone", ha detto rivolgendosi alle divise.

Un ringraziamento rinnovato anche sui suoi profili social, dove la premier ha postato un video in cui percorre un tratto di sfilata assieme agli alpini.  "Grazie per l'affetto e per l'accoglienza".

L'aspro conflitto con Trump però, continua a far discutere. Mentre i vicepremier Matteo Salvini e Antonio Tajani assicurano che il "capitolo è chiuso" e esortano a rimboccarsi le maniche per superare quanto prima la crisi, le opposizioni criticano l'operato della premier.

I rapporti internazionali "non si gestiscono così", dice il vicepresidente del M5S Stefano Patuanelli. "Né da una parte, né dall'altra. Da un lato c'è Trump, che tratta gli alleati come clienti, pretende fedeltà personale e misura i rapporti tra Stati sulla base dell'obbedienza del momento. Dall'altro c'è Giorgia Meloni, che per anni ha provato a tenere insieme tutto e il contrario di tutto: sovranista in Italia, atlantista a Washington, europeista a Bruxelles, trumpiana quando serviva alla propaganda interna. Il punto è che questa ambiguità, prima o poi, presenta il conto", sottolinea su Facebook il senatore. "Se costruisci un rapporto internazionale sull'affinità politica, sulle dichiarazioni reciproche e sull'idea di essere l'interlocutore privilegiato della Casa Bianca, Trump si aspetta qualcosa in cambio. Si aspetta allineamento politico, disponibilità e che l'amicizia dichiarata produca effetti concreti. Ed è qui che il sovranismo mostra la sua vera natura: non è autonomia nazionale, è equilibrismo permanente", spiega Patuanelli. "Il risultato è che l'Italia si ritrova oggi più dipendente dagli Stati Uniti sul piano energetico, più vincolata sul piano militare, più esposta sul piano industriale e meno credibile sul piano diplomatico", continua.

Per Patuanelli, la crisi tra Italia e Stati Uniti "non è un semplice litigio tra leader, è il sintomo di una contraddizione che dura da anni: abbiamo aumentato la nostra dipendenza dagli Stati Uniti proprio mentre raccontavamo agli italiani di essere più sovrani. Ora quella contraddizione sta emergendo in tutta la sua evidenza" e "a pagare il prezzo di questi errori non saranno Trump o Meloni, saranno le imprese italiane, i lavoratori italiani e le famiglie italiane", conclude.

Secondo Lorenzo Guerini, ex ministro della Difesa, "quanto accaduto rende esplicito ciò che era chiaro da mesi: il fallimento della scommessa di Meloni. La premier si era convinta che l’assonanza ideologica tra l’amministrazione Trump e il suo governo potesse consentire all’Italia di svolgere addirittura un ruolo di ponte tra le due sponde dell’Atlantico. I fatti, dai dazi alla guerra in Iran, si erano già incaricati di dimostrare come nessuna vicinanza politica sia in grado di superare le distanze e i danni prodotti dal presidente Usa sugli alleati europei", osserva il dem. "Adesso ci siamo arrivati pure noi".

autopromo immagine
Più che un giornale
Il media che racconta il tempo in cui viviamo con occhi moderni
api url views