La lite tra Meloni e Trump mette a rischio l’Italia: dazi, gas e vino, cosa c’è in ballo
L'ultimo capitolo dello scontro tra Giorgia Meloni e Donald Trump è stato più feroce e violento dei precedenti. Il presidente statunitense ha accusato la premier di voler tornare "sua amica" per risollevare i suoi consensi. Meloni ha contrattaccato, sottolineando che essere sua amica "non l'ha certo favorita" in termini di popolarità e invitandolo a preoccuparsi della sua. Uno scontro senza precedenti nella storia dei rapporti tra Roma e Washington e consumato pubblicamente sui social che ora rischia di compromettere alcuni dossier rimasti aperti. Dai dazi al gas sono diversi i fascicoli su cui ora si temono ritorsioni.
Nella sua risposta a Trump, Meloni ha chiarito che non intende andare oltre. "Non tornerò sull'argomento, perché credo ancora nell'unità dell'Occidente e non credo che questo sia uno spettacolo all'altezza del nostro compito", ha scritto.
Resta il fatto che quello andato in scena ieri è l'ultimo atto di un divorzio cominciato due mesi fa, dopo gli attacchi di Donald a Papa Leone XIV e dopo la mancata autorizzazione di Palazzo Chigi all'uso della base Usa di Sigonella durante la guerra in Iran. "Non siamo più al livello di una conversazione con un giornalista che può essere fraintesa o meno. Il presidente si è espresso, il messaggio che ha pubblicato sul social è ora la linea ufficiale dell'amministrazione degli Stati Uniti. E al momento documenta una chiara rottura", ha certificato Paolo Zampolli, inviato speciale del governo americano per le Global Partnership, e amico personale del tycoon.
Dazi, gas e Hormuz: cosa rischia l'Italia dopo il litigio tra Trump e Meloni
Il litigio potrebbe avere ricadute sul piano economico. Oggi l'Italia acquista circa il 45% del gas liquido dagli americani. Sul fronte dei dazi, nonostante l'intesa siglata con l'Unione europea, c'è chi pensa che il nostro Paese potrebbe non essere del tutto a riparo da eventuali ritorsioni. O quantomeno, dalla minaccia di nuove tariffe, a cui il presidente Usa ci ha abituato in questi due anni.
Anche sul vino, si temono ulteriori contrazioni dell'export: nel primo trimestre del 2026 le esportazioni sono calate dell'11%, fino a raggiungere il 20,5% negli Usa. Infine, dal lato della diplomazia, lo scontro con il tycoon potrebbe rallentare l'iter di autorizzazione per la missione internazionale nello Stretto di Hormuz, a cui l'Italia parteciperà con due navi per lo sminamento.
I prossimi incontri: cosa potrebbe succedere
Ora non resta che tentare di ricucire, attraverso i canali diplomatici, per recuperare il salvabile. Lo scontro, è l'idea che circola tra i corridoi di Palazzo Chigi, non può cambiare il legame consolidato con gli Stati Uniti. Per questo motivo, dopo il segnale del ministro degli Esteri Antonio Tajani, che ha deciso di annullare il suo viaggio negli Usa per il Business Forum, non si attendono ulteriori contromosse.
Anzi, con ogni probabilità, i membri del governo si presenteranno il prossimo 4 luglio per l'evento di celebrazione all'ambasciata americana. Il messaggio che si vuole far passare è che "l'Italia non è in guerra con gli Stati Uniti". Lo ha chiarito il vicepremier Matteo Salvini: "Nessuno può mettere in discussione i buoni rapporti fra Italia e Stati Uniti. Sicuramente c'è un problema in questo momento perché, ribadisco, chi attacca il nostro presidente del Consiglio attacca tutto il governo e tutto il paese. Tuttavia, questo non può e non deve mettere in discussione i buoni rapporti e le relazioni diplomatiche e commerciali fra Italia e Stati Uniti, che prescindono dal presidente attuale o dal presidente futuro".
Intanto, fiato sospeso per i prossimi 7 e 8 luglio. Il vertice Nato, ad Ankara, potrebbe essere l'occasione di un nuovo possibile faccia a faccia tra i due leader. Se sarà un incontro chiarificatore o se aprirà un nuovo, irreparabile, scontro è ancora tutto da vedere.
Salvini: "Con Trump parentesi chiusa, ora si torni a lavorare assieme"
"Chi attacca in maniera così inutile la presidente del governo italiano attacca tutto il governo italiano e attacca tutti gli italiani. Detto questo per me è partita chiusa e quindi si lavora insieme", ha dichiarato il vicepremier Matteo Salvini a un gazebo della Lega a Milano. "Mi auguro che si chiuda in fretta questa parentesi di incomprensione e si torni a lavorare insieme. C'è sempre una via d'uscita" ha aggiunto Salvini.
"Gli attacchi personali non devono sfociare in compromissione dei rapporti diplomatici e delle relazioni commerciali e industriali. Noi abbiamo con gli Stati Uniti non una, ma 100 partite aperte e anche gli Stati Uniti hanno bisogno di noi, faccio l'esempio dell'alta velocità ferroviaria che negli Stati Uniti è all'anno zero", ha proseguito. "Noi siamo disponibilissimi a portare i nostri investimenti e la nostra capacità negli Stati Uniti a prescindere dagli screzi con la Casa Bianca". Sul ricevimento del 2 luglio a Villa Taverna, ha risposto: "Io l'agenda me la organizzo settimana per settimana, quindi da qui al 2 luglio c'è tempo. Sicuramente faremo qualcosa di coordinato con i colleghi di governo. Non è che uno fa una cosa e uno ne fa un'altra", ha risposto a Milano il vicepremier e segretario della Lega, Matteo Salvini.
Tajani: "Trump incomprensibile ma rapporti con Usa sono solidi"
"I rapporti con gli Stati Uniti sono solidi", ha assicurato il vicepremier Antonio Tajani. "Continuiamo a lavorare con loro. Sono rapporti che durano da secoli, siamo amici degli americani, i dossier aperti continueranno ad andare avanti. Sono state incomprensibili le dichiarazioni del presidente degli Stati Uniti nei confronti del presidente del consiglio Meloni, però con il buon senso e la voglia di continuare a rinforzare le relazioni all'interno dell'Occidente, siamo convinti sostenitori dell'unità dell'Occidente, con grande senso di responsabilità, l'Italia continuerà a sostenere questa azione per far sì che Italia e Usa possano continuare a collaborare all'interno della Nato e all'interno delle relazioni transatlantiche bilaterali", ha dichiarato a margine di un evento di ‘Comunità in dialogo' di Trivigliano.
"Sono incomprensibili i messaggi del presidente Trump. Noi abbiamo risposto in maniera forte, abbiamo inviato un segnale, abbiamo annullato la mia visita negli Stati Uniti. Questo non pregiudica le relazioni assolutamente, però non potevamo rimanere in silenzio di fronte alle parole pronunciate da Trump", ha aggiunto.