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6 Agosto 2026
14:55

Addio a Francesco Guccini che “si perdeva dentro gli occhi” dei suoi gatti

Francesco Guccini è morto oggi, 6 agosto 2026. Il cantautore era un grande amante dei gatti, animali di cui ha scritto nelle sue canzoni, che ha citato nella sua autobiografia e per cui si era speso anche in favore per sostenere il gattile di Marzabotto.

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"Se a volte urlo la rabbia, poi dimentico e mi perdo nei mondi dentro agli occhi dei miei gatti", cantava Guccini nella mitica "Via Paolo Fabri 43" (Album omonimo, 1976). E con un gatto nero tra le sue braccia, nel novembre 2022, aveva annunciato il suo ritorno alla musica postando la foto per l'uscita di "Canzoni da intorto".

Il maestro è morto oggi, 6 agosto 2026. Chissà se circondato anche dai gatti, gli animali che ha sempre considerato in qualche modo degli spiriti guida, tanto da dargli spazio nelle canzoni, nella sua autobiografia e in diverse occasioni pubbliche.

Anche nel penultimo lavoro, una raccolta di cover di brani a lui cari, Guccini aveva rivolto l'attenzione ai mici, scegliendo di includere "El me gatt", una canzone del 1963 di Ivan della Mea. Una storia agghiacciante, in cui viene raccontata la vendetta di un ragazzo dopo che una donna ha ucciso il suo gatto e che rappresenta l'estremizzazione della relazione che le persone hanno con gli animali.

Dall'ultima scelta compiuta in omaggio ai gatti fino alla sua "quasi autobiografia", come aveva definito egli stesso il libro "Non so che viso avesse", Guccini nella prefazione aveva voluto mettere ancora una volta nero su bianco un riferimento ai piccoli felini che hanno fatto parte della sua vita:

Un’ultima cosa: non bisognerebbe tacere della multiforme e variegata e agile esistenza degli undici gatti che si sono degnati di farmi compagnia, accondiscendendo a vivere per molti anni accanto a me, ognuno con il proprio carattere, ognuno con la propria storia gatta. Ma questo richiederebbe un’opera a parte, dedicata soltanto a loro, come, d’altra parte, la vita di ognuno di noi meriterebbe che accadesse.

Non sorprende, dunque, se in diverse canzoni i gatti sono protagonisti, come in "Canzone delle situazioni differenti" ("Stanze di vita quotidiana, 1974) in cui dice: "Se a volte urlo la rabbia, poi dimentico e mi perdo nei mondi dentro agli occhi dei miei gatti" o ancora in "Via Paolo Fabri 43": "Se fossi più gatto, se fossi un po’ più vagabondo vedrei in questo sole, vedrei dentro l’alba e nel mondo ma c’è da sporcarsi il vestito e c’è da sgualcire il gilè che mamma mi trovi pulito qui all’alba in via Fabbri 43".

Ma l'attenzione di Francesco Guccini a tutti gli esseri viventi è stata parte integrante della sua poetica. Per tutti coloro che l'hanno amato ciò non è mistero, ma spesso ci si riferisce alla sua scrittura per sottolineare la capacità di aver indagato negli interstizi delle relazioni e sulla nostra stessa natura senza dimenticare di dare grande spazio anche agli altri animali, oltre che agli esseri umani.

Il testo di "Autunno" ("Stagioni", 2000), ad esempio, è una sorta di manifesto di un modo di concepire la vita in base al passaggio delle stagioni, ovvero di sentirsi parte di un tutto in cui ci siamo noi, la natura e la fauna come unicum indissolubile:

Un′oca che guazza nel fango
Un cane che abbaia a comando
La pioggia che cade e non cade
Le nebbie striscianti che svelano e velano strade
Profilo degli alberi secchi
Spezzarsi scrosciante di stecchi
Sul monte, ogni tanto, gli spari
E cadono urlando di morte gli animali ignari L'autunno ti fa sonnolento
La luce del giorno è un momento
Che irrompe e veloce è svanita
Metafora lucida di quello che è la nostra vita L′autunno che sfuma i contorni
Consuma in un giorno più giorni
Ti sembra sia un gioco indolente
Ma rapido brucia giornate che appaiono lente Odori di fumo e foschia
Fanghiglia di periferia
Distese di foglia marcita
Che cade in silenzio lasciando per sempre la vita Rinchiudersi in casa a aspettare
Qualcuno o qualcosa da fare
Qualcosa che mai si farà
Qualcuno che sai non esiste e che non suonerà

Nel 2022 Guccini ha rivolto un appello in favore del gattile di Marzabotto, diventando testimonial per una giusta causa rivolta alla salvaguardia e al benessere di animali abbandonati. Il suo intervento generò un po' di confusione a causa dell'iban sbagliato che aveva dato per stimolare le donazioni.

In quella occasione Kodami si rivolse a Isabel Anton, vicepresidente dell’associazione che cura la struttura, che rassicurò tutti sul fatto che le parole di Guccini erano state in ogni caso salvifiche e che avevano ricevuto un grande supporto grazie al suo intervento: «In tantissimi non riuscivano a fare la loro offerta, una volta che abbiamo corretto l'Iban, le donazioni hanno ripreso. L’appello di Guccini ha fatto davvero tantissimo. Il cantautore è un maestro e cittadino molto attivo qui sul territorio, inoltre è un grandissimo amante dei gatti. E la sua voce e le sue parole hanno contato tanto e sono state utilissime». E per esseri umani e altre creature viventi, continueranno ad esserlo.

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