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29 Luglio 2026
10:08

Lo strano caso di Gatto: il micio del cinema di Imperia preso da una turista e soppresso in una clinica

Gatto, il micio simbolo di un cinema di Imperia, è stato soppresso dopo essere stato prelevato da una coppia di turisti che lo aveva scambiato per un randagio malato. Il caso rilancia l'importanza del microchip per i gatti e invita a non prelevare mai un animale senza prima verificarne la situazione.

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Gatto, questo il suo nome, era un micio molto conosciuto ad Imperia. Da vent'anni viveva nel cinema Centrale e faceva compagnia agli spettatori e, soprattutto, al personale. In una serata come tante altre, mentre le persone uscivano dalla proiezione di "Odissea" di Christofer Nolan, Gatto è sparito. Al momento della chiusura la sua persona di riferimento, Marco Rimbaudo, non è riuscito a trovarlo da nessuna parte, andando a guardare in ogni angolo tra l'entrata del cinema e un giardino in cui era solito stare.

Solo la ricerca attraverso le immagini delle telecamere interne del cinema ha permesso di scoprire la verità, o almeno parte di essa: Gatto era stato preso da una coppia di turisti e portato via. Le registrazioni infatti hanno restituito l'immagine di una donna con il micio in braccio mentre va via dopo la fine del film. Ma l'epilogo di questa storia purtroppo è molto triste: Gatto è stato portato da un veterinario che ha poi proceduto con l'eutanasia.

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Lo screenshot delle immagini della telecamera in cui si vede una donna con in braccio il gatto

E' questa la ricostruzione dei fatti a cui è giunto Rimbaudo, che ha raccontato la storia di Gatto attraverso i social che ha utilizzato da subito per cercare il micio, sperando che si fosse solo allontanato e specificando le sue condizioni di salute. Poi però ha purtroppo capito cosa fosse successo e ha annunciato la morte dell'animale con un altro post: "Grazie a tutti per aver cercato Gatto, purtroppo non serve più, saluta la mamma gatto e riposa in pace" e messo una sua foto all'entrata del cinema con la scritta "Ciao Gatto" per ricordare la presenza costante dell'animale che era parte della famiglia di tutti coloro che lavorano nella sala di Imperia.

La storia di Gatto ha dei contorni evidentemente ancora non chiari, perché l'unica ricostruzione ad ora è che la coppia si sia lasciata ingannare dalle condizioni del micio che era anziano e soffriva di artrite, oltre ad avere un carcinoma al naso. Ma era appunto un animale seguito e curato, cosa della quale avrebbero dovuto sincerarsi prima di prelevarlo.

Quello che è accaduto ad Imperia è ancora da appurare fino in fondo, anche rispetto alla valutazione del veterinario che ha proceduto con l'eutanasia. Il caso di Gatto fa capire quanto sia importante il microchip anche per i piccoli felini, però. Si tratta di una prassi ancora non obbligatoria in Italia, prevista in pochissime regioni come la Lombardia, a cui però dovremmo adeguarci secondo il nuovo regolamento europeo sul benessere di cani e gatti, approvato dal Parlamento Europeo, entro 15 anni dall'entrata in vigore della norma che è stata approvata ad aprile scorso.

E la morte di questo gatto ci deve rendere anche più consapevoli nelle azioni con intento "salvifico" che mettiamo in atto. Succede infatti troppo spesso, ancora, che le persone si interessino agli animali ritenendoli bisognosi di attenzioni quando in realtà le cose non stanno così. Tipicamente succede ancora con i cani liberi che si trovano nelle regioni del Centro sud e specialmente nel periodo estivo, con turisti che dal nord affollano le spiagge del Meridione e prelevano spesso cuccioli di cane, soprattutto, che vengono così precocemente allontanati dalle madri, causando loro futuri problemi comportamentali nella maggior parte dei casi.

Ogni volta che vi trovate di fronte a un animale solo, la prima cosa da fare è rivolgersi alle persone della zona per chiedere informazioni e mai procedere a prelievi che possono comportare, come nel caso di Gatto, conseguenze irreparabili.

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