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28 Aprile 2026
16:03

Nuove regole sugli animali, ok del Parlamento Europeo: obbligatoria la microchippatura anche per i gatti

Il Parlamento europeo ha approvato il primo regolamento UE su cani e gatti: microchip obbligatorio, registrazione in banche dati e stop a pratiche dannose e traffici illegali. Per l'applicazione concreta però ci vorrà tempo: fino a 10-15 anni per i privati.

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Era stato trovato l'accordo lo scorso novembre e ora il Parlamento europeo ha dato il via libera definitivo a un nuovo pacchetto di norme relative alla convivenza con cani e gatti nell’Unione europea.

Approvato con 558 voti favorevoli, 35 contrari e 52 astensioni, si tratta del primo regolamento europeo dedicato agli animali, in cui sono stati introdotti per la prima volta obblighi comuni per tutti gli Stati membri su identificazione, tracciabilità, importazione e tutela degli animali da compagnia. 

Microchip obbligatorio per gatti e cani e la banca dati interoperante

In particolare, gli Stati saranno obbligati ad introdurre la microchippatura obbligatoria per i cani ma anche per i gatti ed è stato stabilito che le banche dati nazionali dovranno essere interoperabili, ovvero dovranno finalmente comunicare l'una con l'altra. Si tratta di uno dei passaggi più importanti, a tutela soprattutto dei gatti,  animali che vengono comunque percepiti come un "problema minore" rispetto ai cani e che ora invece sono sotto la lente d'ingrandimento per consentirne una maggiore tutela.

Ogni cane e ogni gatto dovranno dunque essere microchippati in tutti i paesi dell'Unione e registrati in banche dati nazionali che, però, saranno finalmente collegate l'una all'altra. Ciò vuol dire che un gatto o un cane registrato ad esempio in Italia potrà essere identificato nelle altre nazioni, così da permettere più facilmente il ritrovamento in caso di smarrimento ma anche e soprattutto per  contrastare i traffici illegali.

La regola dell'iscrizione obbligatoria vale tanto per i privati quanto per gli allevatori, quello che cambia sono i tempi di adeguamento. Per i primi l'obbligo scatta dopo dieci anni per i cani e 15 per i gatti, gli allevatori invece sono obbligati a mettersi in regola entro 4 anni dalla operatività del disegno di legge.

Avvenuta l’approvazione definitiva, adesso devono passare mediamente 20 giorni per la pubblicazione in Gazzetta UE, ma le nuove norme non si applicano appunto subito: sono previsti infatti dei lunghi periodi transitori per consentire l'adeguamento ai vari soggetti coinvolti. 

Stop a mutilazioni, cani a catena e selezione estrema delle razze

Cani che subiscono mutilazioni della coda e delle orecchie per farli partecipare alle competizioni cinofile. Animali che ancora sono tenuti a catena o legati con pochi metri disponibili per il movimento e destinati alla completa solitudine. Ancora, allevamenti che praticano selezioni estreme che comportano veri e propri maltrattamenti genetici con cani e gatti che poi soffrono di gravi patologie.

Anche su tutto questo interviene il nuovo regolamento, che prevede divieti definitivi di queste pratiche che così vengono tra l'altro presentate all'interno del testo approvato: "L'allevamento in condizioni inferiori alla norma e il commercio illegale comportano problemi importanti in termini di benessere dei cani e dei gatti interessati, anche per quanto riguarda la loro salute, e di benessere del futuro proprietario dell'animale da compagnia".

Il testo approvato in Parlamento europeo descrive del resto un'Europa in cui gli animali hanno un grande ruolo nell'ambito della società umana. "Secondo un'indagine Eurobarometro condotta nel 2023 1, il 44 % dei cittadini dell'Unione possiede animali da compagnia e il 74 % dei cittadini dell'Unione ritiene che il benessere degli animali da compagnia dovrebbe essere tutelato meglio di quanto non lo sia ora. Su 10 iniziative dei cittadini europei finora andate a buon fine sei riguardano il benessere degli animali, il che riflette l'importanza che i cittadini attribuiscono a una migliore protezione degli animali in generale", è scritto nel documento.

Il legislatore europeo ha deciso dunque di intervenire su quello che è un problema culturale ma anche un business molto fiorente. Come riportato nel testo del documento licenziato a Strasburgo, infatti, "il commercio di cani e gatti è estremamente redditizio, con un valore annuo stimato delle vendite di cani e gatti nell'UE pari a 1,3 miliardi di EUR 19 , e quindi attraente per gli operatori disposti a intraprendere pratiche commerciali sleali o addirittura illecite".

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