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23 Luglio 2026
17:49

Randagismo felino: a Brescia associazioni, Comune e Asl collaborano per censire i gatti di strada

A Brescia è nata una collaborazione tra Comune, ATS ed Enpa per censire i gatti randagi e stimare il fenomeno. L'obiettivo è raccogliere dati affidabili per migliorare gestione, sterilizzazioni e tutela degli animali.

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Il fenomeno del randagismo felino è meno noto rispetto a quello canino. Il motivo è principalmente da riscontrare nella percezione della non pericolosità per l'incolumità pubblica dei gatti rispetto ai cani, ma c'è una mancanza di attenzione da parte delle istituzioni rispetto alla cura degli animali e anche della salute umana, relativamente a questioni di igiene pubblica e rischio zoonosi con malattie infettive come toxoplasmosi, bartonellosi e tigna in assenza di vaccinazioni.

A Brescia sta succedendo qualcosa di molto importante, ovvero una prima collaborazione strutturata tra associazioni locali e Ats. La sezione dell'Enpa della città lombarda, infatti, è stata convocata dal Comune per un incontro dedicato al tema, che l’associazione ritiene destinato a rappresentare l’inizio di un percorso di collaborazione con l’Amministrazione e con tutte le realtà impegnate nella tutela dei gatti sul territorio.

"Nel corso del confronto, Enpa ha illustrato le criticità che volontari e associazioni affrontano quotidianamente – spiegano dall'Ente Nazionale di Protezione degli Animali – mentre il Comune e i servizi veterinari dell’Ats hanno presentato il proprio punto di vista sulla gestione del fenomeno. Tra gli aspetti emersi, uno dei più rilevanti riguarda la difficoltà di fotografare con precisione la reale dimensione del randagismo felino".

Il primo passo concreto che volontari e amministrazioni vogliono realizzare è quello di un censimento della popolazione felina. Si tratta di un'attività importantissima per una stima che in praticamente tutte le città italiane non si riesce mai a fare. Accanto alle informazioni raccolte dagli enti pubblici, infatti, esiste un tessuto nel quale operano principalmente i volontari e anche i singoli cittadini che recuperano, curano, sterilizzano e seguono centinaia di gatti, attività che spesso non confluiscono nelle statistiche istituzionali e che rischiano di far apparire il fenomeno molto più contenuto di quanto non sia nella realtà. "L’obiettivo è raccogliere dati affidabili – precisano da Enpa Brescia – conoscere quali realtà operano nei diversi quartieri cittadini, comprendere l’entità del loro impegno e costruire una fotografia il più possibile fedele del fenomeno".

L’associazione ha lanciato un appello attraverso i propri canali social, rivolto alle associazioni riconosciute che operano da almeno due anni sul territorio comunale e che seguono i gatti di strada, invitandole a compilare un questionario online. Le informazioni raccolte confluiranno in un database riservato che consentirà di quantificare il numero delle realtà coinvolte, il volume delle attività svolte e, ove possibile, il numero di gatti assistiti nel corso del 2025.

Secondo l'associazione Save The Dogs and Other Animals in Italia ci sono oltre 2,5 milioni di gatti randagi. Un numero che l'organizzazione fondata da Sara Turetta definisce "impressionante" e per la quale il problema viene ignorato."Un numero sottostimato, soprattutto nel sud Italia, dove tante colonie feline vivono senza riconoscimento, spesso in giardini privati o terreni abbandonati – scrivono in un post pubblicato durante la giornata internazionale del gatto – Chi se ne prende cura fa il possibile, ma sterilizzare tutti i gatti è un costo insostenibile".  Save The Dogs ha da tempo lanciato il progetto "NON UNO DI TROPPO", attraverso il quale garantisce sterilizzazioni gratuite per randagi e animali di proprietà, microchippatura per contenere abbandoni e monitoraggio costante per mantenere le colonie stabili e fermare il ciclo di randagismo. Il progetto ha anche lo scopo di dialogare con le istituzioni e sensibilizzare sulla convivenza consapevole.

Le informazioni fornite su www.fanpage.it/kodami sono progettate per integrare, non sostituire, la relazione tra il paziente ed il proprio veterinario.
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