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23 Luglio 2026
17:13

Oltre 14mila cani rischiano di restare a vita in canile, Napoli città più virtuosa: i dati del report Legambiente

L'allarme lanciato da Legambiente nel nuovo report “Animali in Città”: oltre due cani su dieci non vengono adottati e rischiano di trascorre l'intera vita in canile. Servizi ancora insufficienti e sempre meno fondi pubblici. Napoli premiata tra le città più virtuose.

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Secondo Legambiente, ancora troppi cani entrano in canile per restarci a vita

In Italia troppi cani continuano a trascorrere anni nei canili senza trovare una nuova famiglia: è questo l'allarme lanciato da Legambiente. Secondo infatti il nuovo rapporto "Animali in città", nel 2025 oltre due cani su dieci (più del 20%) entrati nei canili rifugio dei 221 Comuni analizzati non sono stati adottati, restituiti o affidati come "cani di quartiere". Si tratta di circa 3.000 animali, ma l'associazione stima che, estendendo il dato a livello nazionale, possano essere oltre 14.000 i cani destinati a rimanere a lungo, se non per tutta la vita, in queste strutture.

Il rapporto completo, presentato a pochi giorni della Giornata internazionale del cane randagio del 27 luglio, sottolinea come il problema non dipenda soltanto dagli abbandoni estivi. Tra le cause principali ci sono infatti le cucciolate domestiche non controllate, il commercio online di animali, la mancata registrazione all'anagrafe canina tramite microchip e la scarsa preparazione di molte persone che decidono di adottare un cane con superficialità e senza conoscerne davvero le esigenze e le necessità.

Investire nelle adozioni consapevoli costa meno del canile

Secondo Legambiente, investire nella prevenzione sarebbe molto più efficace e persino meno costoso. Mantenere un cane in un canile rifugio costa infatti in media circa 1.900 euro all'anno, una cifra che può aumentare se l'animale rimane in struttura per molti anni o ha particolari esigenze legate alla salute.

Al contrario, investire nelle adozioni consapevoli e in un percorso di formazione di base per le persone che intendono adottare o acquistare un cane, non solo aiuta ad accrescere la consapevolezza sulla gestione e le esigenze di un cane, ma consente anche di risparmiare. Secondo l'associazione, attività del genere richiederebbero una spesa una tantum compresa tra 100 e 250 euro. Un investimento che potrebbe ridurre sensibilmente le rinunce di proprietà, gli abbandoni, migliorare il benessere degli animali e limitare il numero di ingressi nei canili.

Servizi insufficienti e sempre meno fondi pubblici

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La spesa del settore è scesa a 193,6 milioni di euro, il 22% in meno rispetto al 2024

Il rapporto evidenzia anche un netto calo delle risorse pubbliche destinate alla tutela degli animali. Nel 2025, infatti,  la spesa del settore è scesa a 193,6 milioni di euro, ben il 22% in meno rispetto all'anno precedente.

Questa riduzione pesa soprattutto nei Comuni già in difficoltà economica, dove diventa più complicato garantire servizi essenziali come le sterilizzazioni, i controlli veterinari e la gestione del fenomeno del randagismo. Non a caso, le regioni con il maggior numero di enti locali in crisi finanziaria, come Sicilia, Calabria e Campania, sono anche quelle dove il fenomeno del randagismo è molto più diffuso.

Napoli si conferma la grande città più virtuosa

Tra le novità dell'edizione 2025 c'è anche il nuovo Indice di Convivenza Urbana, uno strumento che misura la qualità dei servizi offerti ai cittadini che vivono con animali da compagnia. L'indice prende in considerazione la collaborazione tra Comuni e Aziende sanitarie, valutando aspetti come anagrafe canina, servizi veterinari e gestione del randagismo. Il punteggio medio nazionale è di appena 36 punti su 100, segno che esistono ancora ampi margini di miglioramento.

Tra le amministrazioni premiate spicca ancora una volta Napoli, che si conferma la grande città italiana più virtuosa. L'ASL Napoli 1 Centro è risultata inoltre la migliore tra le Aziende sanitarie e, insieme al Comune, ha ricevuto anche il nuovo premio dedicato alla collaborazione istituzionale. Tra i Comuni di dimensioni più contenute il primo posto va a San Giovanni in Persiceto, in provincia di Bologna, seguito da Modena, Piacenza e Bolzano.

Le proposte di Legambiente

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Per Legambiente, serve investire maggiormente nella formazione, in adozioni più consapevoli e nei servizi di controllo

Per affrontare il problema, Legambiente chiede quindi al Parlamento una serie di interventi, tra cui un fondo nazionale destinato ai servizi veterinari essenziali, corsi gratuiti e obbligatori per chi decide di adottare un animale, una riduzione dell'IVA sulle cure veterinarie e il recepimento rapido del nuovo regolamento europeo sulla tracciabilità di cani e gatti, che prevede la microchippatura obbligatoria anche per i felini domestici.

L'associazione guarda anche alle esperienze di altri Paesi europei. In Germania e in Spagna, per esempio, in alcune aree è previsto un percorso formativo prima dell'adozione di un cane. In Francia, invece, un'anagrafe nazionale unica ha permesso di identificare la grande maggioranza dei cani, facilitandone il controllo e riducendo il fenomeno del randagismo.

Per Legambiente, quindi, la prevenzione rappresenta la strada più efficace: investire nella formazione, in adozioni più consapevoli e nei servizi di controllo è l'unico modo efficace per migliorare il benessere degli animali, ridurre i costi per la collettività e soprattutto diminuire il numero di cani costretti a trascorrere la vita all'interno di un box di un canile. É sicuramente questo il prezzo più alto pagato mancanza di investimenti e e servizi.

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