Il leader della Lega Matteo Salvini, in occasione della Giornata internazionale dei diritti delle persone con disabilità, ha promesso che non appena la Lega tornerà al governo, verrà ripristinato il ministero della Disabilità, che nell'esecutivo giallo-verde era stato affidato al leghista Lorenzo Fontana.

"Oggi è la Giornata internazionale dei diritti delle persone con disabilità. Non meritano promesse generiche o banali. Con la Lega al governo, avevamo voluto un ministero dedicato per rispondere concretamente alle loro esigenze. Con il Pd, il ministero è stato cancellato. E in Emilia Romagna una norma regionale – bocciata dal Consiglio di Stato nel 2016 – ha consentito ai Comuni di stangare per anni migliaia di persone con fragilità e le loro famiglie. Oggi, anche dopo aver ammesso l’errore, la Regione non intende restituire un centesimo. Concretamente: la Lega vuole che i cittadini emiliano romagnoli vengano risarciti. E quando torneremo al governo, ripristineremo il ministero per la Disabilità. Dalle parole ai fatti", ha detto Salvini.

Ospite di "Radio Anch'io", su Radio1 Rai, è tornato sullo scontro che si è consumato ieri a Palazzo Madama con il presidente del Consiglio Conte sul fondo Salva-Stati: "Nel programma dei Cinque Stelle c'era la cancellazione del trattato, vedete un po' voi. Se si parla di Mes è solo grazie al fatto che la Lega ha sollevato il problema. Stanno scherzando irresponsabilmente con i risparmi degli italiani".

"Perché un risparmiatore italiano dovrebbe pagare per salvare le banche tedesche? Nessuno mi ha mai mostrato il testo delle modifiche del Mes e la Lega ha sempre dato mandato di opporsi – ha aggiunto – Noi e anche i 5 Stelle. Non porto rancore, lavoro per ottenere risultati. Ma al governo qualcuno dice la verità, altri dicono bugie. Sulla definitività dell'accordo sul Mes ha ragione Gualtieri o ha ragione Conte?".

"Nessuno mi ha mai fatto vedere il testo delle modifiche di questo trattato – ha ribadito Salvini – Io non ho mai letto il testo ed è grazie a noi che ne stiamo parlando altrimenti Conte e Gualtieri non sarebbero mai venuti in aula. Il Parlamento deve poter intervenire su quel testo. Noi sabato e domenica saremo in mille piazze italiane per distribuire informazioni e raccogliere firme per fermare quello che per noi è un rischio per la nostra economia".

"Io non porto rancore – ha aggiunto il leader della Lega – lavoro perché gli italiani mi pagano lo stipendio ed è evidente a tutti che qualcuno al governo sta dicendo la verità e qualcun altro sta dicendo una bugia. Stiamo parlando di un trattato che coinvolge 124 miliardi di euro degli italiani con delle regole di distribuzione e di prestito a decenni che in questo momento andrebbero ad avvantaggiare il sistema economico e bancario tedesco".