"Non sopporto la luce mi faccia intervenire bendato": così il deputato di Forza Italia, Matteo Dall'Osso, malato di sclerosi multipla, si rivolge al vicepresidente della Camera, Ettore Rosato. Concesso il permesso dal parlamentare dem, Dall'Osso interviene in aula con una benda sugli occhi. "Non voglio mancarle di rispetto, ma le chiedo di poter coprire gli occhi, perché la luce mi da troppo fastidio e non riesco a tenerli aperti", afferma il deputato forzista, prendendo la parola per replicare al sottosegretario alla Salute, Luca Coletto, che poco prima aveva risposto alla richiesta di garanzie sull'assistenza fisioterapica.

"Sono felice della sua risposta, ma al tempo stesso vorrei vedere i fatti", continua Dall'Osso. "Ho 41 anni e quando ne avevo 19 mi ammalai di sclerosi multipla. Le vorrei spiegare cosa significa ammalarsi di SLA da ingegnere, ciò che sono io: vuol dire che ogni giorno ci si alza dal letto e si hanno cinque chili in più nella caviglia destra e sinistra, polso destro e sinistro, dieci chili al collo, in pratica si hanno trenta chili in più tutti i giorni all'alzarsi dal letto. È per questo motivo che noi malati di sclerosi multipla siamo sempre stanchi e non riusciamo mai a muoverci". La fisioterapia per queste persone è essenziale, continua a spiegare il deputato di FI: "Ogni giorno di fisioterapia per noi è un chilo in meno. Se però non la facciamo, i chili che si aggiungono sono due".

Dall'Osso rivolge poi il suo appello direttamente alla ministra della Salute, Giulia Grillo,  "che è medico e queste cose le sa benissimo", invitandola a passare dalle parole ai fatti e fare in modo che la fisioterapia sia dovuta ai malati di sclerosi multipla. "Occupatevi delle persone più deboli. Perché non esiste cattivo più cattivo di un buono che diventa cattivo". Rosato, alla fine dell'intervento, si indirizza così al deputato: "Nel rispetto della sua condizione sanitaria ho accolto la richiesta di farle mettere una benda sugli occhi. Però la prego di far pervenire all'ufficio di presidenza una documentazione medica in modo che questa autorizzazione possa essere permanente".