La notizia della convocazione del Consiglio Supremo di Difesa da parte del Capo dello Stato poteva mai sfuggire a complottisti, negazionisti del coronavirus e tutta quella galassia che abbiamo imparato a conoscere da tempo? Che domande, certamente no. L'ultimo in ordine di tempo a mettere in relazione il probabile lockdown e la convocazione del "consiglio di guerra" è stato Roberto Fiore, leader di Forza Nuova, nel goffo tentativo di intestarsi la paternità della notte di guerriglia urbana a Napoli (che, come vi raccontavamo, ha altre matrici e ragioni). Ma già da ore sulle chat Whatsapp e sui gruppi Facebook rimbalzavano audio e messaggi sul legame fra la riunione presieduta da Mattarella e l'imminente lockdown, conditi dalla solita retorica complottista e dagli ormai classici appelli al popolo affinché reagisse alla dittatura sanitaria. Come spesso capita, altro carburante per il vittimismo complottista arrivava non solo da blog e siti della galassia NoVax/NoMask/No5G eccetera, ma anche da sibillini pezzi su giornali di livello nazionale, che addirittura lasciavano intendere che all'orizzonte potesse esserci la dichiarazione dello stato di guerra per garantire la copertura militare al lockdown.

Senza girarci intorno, siamo di fronte all'ennesima scemenza. Quello che viene definito "consiglio di guerra" è in realtà il Consiglio Supremo di Difesa, un organismo previsto dall'articolo 87 della Costituzione che essenzialmente si ocuppa dei problemi che riguardano la sicurezza e la difesa della nazione. Membri "fissi" del Consiglio sono il Presidente della Repubblica (che lo presiede), il Presidente del Consiglio dei ministri, i Ministri per gli affari esteri, dell’interno, dell’economia e delle finanze, della difesa e dello sviluppo economico e il Capo di stato maggiore della difesa; per prassi partecipano anche il Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri, il Segretario generale della Presidenza della Repubblica ed il Segretario del Consiglio supremo di difesa e possono prendervi parte anche i Capi di stato maggiore di Forza armata, il Comandante generale dell’Arma dei Carabinieri, il Presidente del Consiglio di Stato, nonché ulteriori soggetti e personalità in possesso di particolari competenze in campo scientifico, industriale ed economico ed esperti in problemi militari (FONTE).

Il Consiglio non dichiara lo stato di guerra, prerogativa che spetta al Capo dello Stato dopo deliberazione del Parlamento in seduta comune, ma serve a mettere in relazione tutti i responsabili "dell’indirizzo politico in materia di difesa nazionale". Si tratta di un vertice che in qualche modo serve ad allineare settori dello Stato che si occupano di difesa, nell'ottica di una gestione più efficace delle singole competenze.

Che c'entra col coronavirus? Nulla, o quasi. Perché non esiste una relazione specifica fra la riunione del 27 ottobre e le nuove misure restrittive che il governo dovrebbe impostare a breve. Si tratta, infatti, di appuntamenti programmati da tempo e prassi vuole che il Consiglio si riunisca due volte l'anno. Insomma, certamente tra i punti in discussione vi potranno essere la gestione dell'ordine pubblico e il crescere delle tensioni sociali legate al momento difficile che il Paese sta vivendo, ma sarebbe il caso di finirla con retropensieri e complottisimi. Per inciso, l'ordine del giorno sarebbe:

– conseguenze dell'emergenza sanitaria sugli equilibri strategici e di sicurezza globali, con particolare riferimento alla NATO e all'Unione Europea. Aggiornamento sulle principali aree di instabilità e punto di situazione sul terrorismo transnazionale. Prospettive di impiego delle Forze Armate nei diversi teatri operativi;

– prontezza, efficienza, integrazione e interoperabilità dello Strumento Militare nazionale. Bilancio della Difesa e stato dei programmi di investimento in relazione alla fluidità del contesto di riferimento e agli obiettivi capacitivi di lungo periodo.